MAP

Viaggiare in treno: impresa ardua per i disabili motori?

Inizio queste righe citando i reclami, da anni, rivolti invano ai responsabili delle Ferrovie dello Stato italiano, oggi ente privatizzato da quando si chiama Trenitalia.

Abbiamo letto le diverse lamentele per ritardi dei treni, carrozze prive di aria condizionata d’estate e di riscaldamento d’inverno, sporcizia e scarsa manutenzione degli arredi, ecc.  Nel 2009, viene redatto un novo regolamento per i diritti dei passeggeri e nel 2015 Trenitalia deve rispondere della violazione del Regolamento riferito a rimborsi e reclami di vario genere.




Alla nostra associazione interessa discutere in particolare delle proteste notificate da parte dei disabili. All’oggi, moltissime stazioni dei treni non sono state adeguate ad essere fruibili da tutti, poiché mancano le rampe sia per i passeggeri che trasportano pesi su ruote (bagagli e passeggini) anziani e donne gravide con difficoltà di deambulazione, personale dell’ente come facchini, operatori ecologici e di manutenzione e, soprattutto, per i disabili. La maggior parte delle carrozze sono sprovviste di accesso facilitato, hanno scalette con due alzate, addirittura di altezza diversa, pericolosissima per chi scende dal treno e faticosa per chi deve sollevare pesi, mentre impossibile da superare, senza l’aiuto di un forzuto operatore, per chi vuole viaggiare su sedia a ruote in modo indipendente, come sancisce la legge!
Poi, all’interno delle carrozze ci sono altri problemi insuperabili: corridoi e passaggi troppo stretti e i servizi igienici, quando presenti, non sono adatti ai disabili! Vi segnalo l’articolo del 2014 uscito su La Repubblica: “Studente disabile fa 125 reclami alle FS”.

Ammesso che una persona in carrozzina riesca a raggiungere il binario e finalmente a salire sul treno, al suo interno gli spazi sono evidentemente studiati solo per passeggeri normodotati, al massimo per anziani e donne gravide, ai quali sono riservati posti a sedere in corrispondenza degli ingressi. Per i disabili, invece, nessuna considerazione è manifestata, in verità si tratta di una gravissima mancanza di rispetto e quindi una forma di discriminazione.
A proposito, vi segnalo un’altra testimonianza datata, ma attuale: Trenitalia: “Max Ulivieri viaggiare è “bello e impossibile”, di un uomo disabile che sta lottando da anni per il diritto di usare il mezzo di trasporto pubblico di massa più ecologico e sicuro.

Dalle informazioni raccolte negli ultimi tempi, risulta che i servizi di assistenza e le Sale Blu (dislocati in 270 stazioni) sono stati chiusi. Sono stati sostituiti da un numero verde, a cui ci si rivolge almeno 24 ore prima del viaggio previsto, richiedendo un addetto per trasbordi, carico e scarico del passeggero dal mezzo.  Esattamente come si predispone l’invio di un pacco. Questa prassi vincola l’utente disabile a viaggi organizzati, senza libertà di utilizzo in caso di spostamenti imprevisti o emergenze.

Esistono delle agevolazioni sui costi dei biglietti, destinati al disabile e al suo accompagnatore. Vedasi il sito di Trenitalia alla sezione “Altre riduzioni “

Inoltre, segnalo che le stazioni di Trenitalia, indicate con la dicitura “Gold”, dovrebbero garantire l’assistenza in loco, fornire tutte le informazioni ed essere accessibili. Purtroppo, non è chiaro con quali criteri sono state valutate le stazioni Gold, dal momento che c’è una discordanza tra i dati forniti e la realtà e questo significherebbe fare pubblicità ingannevole, nonché creare disagio nei viaggiatori disabili impreparati alle brutte sorprese.
Vi faccio un esempio, le stazioni di Trieste e quella di Udine rientrano ambedue nella categoria Gold: se la stazione di Trieste ha tutti i binari raggiungibili liberamente, invece quella di Udine ha reso accessibile ai disabili solo il binario 1.

Una cosa è certa, risulta complesso e angosciante pensare di viaggiare in treno per una persona disabile che non può essere accompagnata e desidera essere il più possibile autonoma.

Per concludere, l’impossibilità per il disabile di avere gli strumenti di pianificare con certezza il proprio viaggio adeguato alle sue esigenze e è una forma di discriminazione, perseguibile ai sensi di Legge. Non può dunque un servizio pubblico, anche se gestito da privati, continuare a fornire servizi inadeguati in molti casi.

Katia Casasola
10/09/2017

Condividi!

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE