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La domotica su misura per le utenze deboli, Lombardia virtuosa

La UE da alcuni anni stanzia finanziamenti a fondo perduto per progetti riguardanti la linea di ricerca e sviluppo “Internet of Things” (IoT).
Sono sempre di più, dunque, le aziende che s’impegnano a pensare e mettere in commercio prodotti e servizi basati su internet che agevolino i disabili, di ogni tipo e origine, a raggiungere un certo grado di autonomia e indipendenza nella loro vita quotidiana.
L’Italia fa un grande passo avanti rispetto al proprio livello di attenzione sociale dotandosi della Norma CEI 64-21, intitolata “Ambienti residenziali – Impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessita’”.

La norma definisce le prescrizioni da applicare agli impianti elettrici di condomini, o unità abitative mono e plurifamiliari. Essa trova applicazione sia in nuovi impianti che in riqualificazioni di immobili esistenti, rispondendo alle particolari richieste del committente.
Gli interventi sono classificati in nove categorie per ciascuna delle quali sono individuate le caratteristiche di ogni componente d’impianto.

Il testo normativo è completato da un allegato dedicato al dimensionamento per la corretta installazione dei dispositivi per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche, tema vitale su cui c’è ancora molto da lavorare. Di seguito riportiamo il commento al testo normativo da parte del coordinatore della Commissione Normazione, Franco Norello:




«Cambia radicalmente l’approccio progettuale e viene offerta l’occasione di ripensare il patrimonio edilizio secondo una nuova chiave interpretativa: con una popolazione anziana sempre più numerosa, l’applicazione di nuovi criteri impiantistici apre ad esempio la strada a nuove opportunità di valorizzazione degli alloggi».

La domotica, grande aiuto ai disabili

Oltre alla normativa tecnica dedicata a rendere gli impianti su misura, c’è anche una recente legge nazionale, pensata per sostenere i disabili gravi fra i 18 e i 64 anni, rimasti senza sostegno familiare. È la legge n° 112 del 22/6/2016 intitolata “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, più nota come Dopo di noi.
Grazie ad essa, per la prima volta, si è creato un fondo integrativo volto a garantire che queste persone non vengano ricoverate, sradicandole dal proprio ambiente affettivo, bensì possano continuare a risiedere nella propria abitazione mediante un progetto di co-housing, o soluzioni di alloggio progettato su misura grazie all’applicazione della domotica.

L’esempio della Lombardia

Le Regioni si stanno muovendo, più o meno rapidamente, per predisporre i bandi per erogare i finanziamenti. La Lombardia è stata la prima regione a presentare il Piano attuativo della legge “Dopo di noi”. Lo stanziamento per il triennio 2016-18 è di 30,8 milioni e prevede interventi sulle infrastrutture mirati, tra l’altro, non solo all’abbattimento o superamento delle barriere architettoniche, ma anche all’integrazione della domotica e programmi per consentire al disabile di gestire in modo autonomo la propria vita che a facilitarne la richiesta di aiuto in caso di emergenza, una vera tranquillità per chiunque!

Giovanna Barbaro
18/09/2017

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