MAP

Andando verso la fine dello Stato sociale?

Vi sarà sicuramente capitato di leggere, sui giornali, sui social network o di ascoltare in TV notizie relative ai tagli economici dello Stato dei fondi alla Sanità e all’Assistenza sociale.
I messaggi che potreste aver trovato sono ad esempio di questo tenore, recentemente pubblicato in un quotidiano on-line:

“La regione Veneto taglia 1219 posti letto negli ospedali, si tengono in ospedale solo i malati acuti 40.000 malati cronici sono curati a domicilio. Le case della gente sono il più grande ospedale del Veneto. Per l’ assistenza domiciliare non ci sono fondi; è tutto a carico dei medici e delle famiglie. I medici di base fanno 1.000.000 di visite a domicilio. Non ci sono aumenti di posti nelle case di riposo, né è previsto l’ aumento delle cure domiciliari.”

In questo caso assistiamo all’abbandono del modello di assistenza e cura di tipo ospedaliero, senza che la territorialità, la cura a casa, sbandierata come panacea dei conti pubblici ammalati, sia stata effettivamente applicata con buoni risultati.

Un altro articolo che conferma questa politica di austerità pubblicato su un sito web tratta del declassamento della Sanità del Friuli Venezia Giulia dai primi agli ultimi posti della classifica nazionale, dopo la cura di riordino e tagli economici decisi dai nostri governanti. Ebbene, con i tagli si genera uno stranissimo fenomeno che troviamo esemplificato nella seguente storiella:

“Un medico parlando con un suo collega dice: Sai quest’anno sono stato più bravo dell’anno scorso perché ho avuto meno pazienti che hanno richiesto le mie cure. Sono bravo, faccio stare tutti in salute con il mio metodo di cura.”

La realtà è, invece, un’altra: i pazienti ritengono quel modo di curare pessimo e preferiscono curarsi da sé o, peggio… non curarsi affatto con quel medico. Oppure i pazienti hanno preferito rivolgersi ad un altro medico. Questa è la situazione denunciata in cui versa il nostro sistema sanitario. L’abbandono si nota anche verso i disabili e gli anziani, spesso lasciati soli e quindi poco assistiti, nonostante sia previsto all’articolo 32 della nostra Costituzione.




Di tagli alle spese sanitarie, riguardanti i servizi ai disabili ne vediamo di continuo. Senza pretendere di fare politica, ci chiediamo se il modello economico che stiamo implementando sul nostro territorio nazionale sia corretto: sono giusti i tagli alle spese oppure esistono delle alternative al modello macroeconomico mainstream? E se questo modello fosse solo un tornaconto per pochi a discapito di molti?

La nostra associazione MAP ritiene che i cittadini abbiano il diritto di porsi queste domande con il fine di trovare delle possibili risposte, anche se appaiono difficili.

Dal canto nostro, pensiamo che tutto quello che abbiamo fin’ora menzionato sia il frutto di una visione distorta di quello che è effettivamente il bene per lo Stato sociale in Italia.

Fabio  Piccinin
22/11/2017

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