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La Banca del Tempo, un esempio virtuoso a Torino

Che cos’è la Banca del Tempo?

La Banca del Tempo è un sistema basato sullo scambio tra chi dà e chi riceve del tempo. In questo caso l’istituto di credito gestisce il “conto corrente” dell’iscritto in modo che il suo saldo tenda sempre a zero. Chiariamo che non si tratta di volontariato. I volontari offrono il loro tempo per svolgere attività a vantaggio degli utenti che ne fanno richiesta. Neppure si tratta di assistenzialismo nei confronti di persone più fragili. Si parla piuttosto di reciprocità indiretta: ogni scambio accende debiti e crediti in termini di tempo nei confronti della Banca e non già del singolo interessato. Per fare un esempio: se Katia tiene il bambino di Giovanna per 2 ore, il credito registrato nel suo conto corrente non dovrà necessariamente essere “speso” nei confronti dello stesso prestatore del servizio, ma potrà essere utilizzato per pagare un altro offerente e per un qualsiasi altro servizio, al sistema di scambio. Ad esempio: Giovanna potrebbe aiutare il figlio di Fabio, per 2 ore a fare i compiti, così potrà rientrare dal suo debito con la Banca del Tempo.

Il tempo di tutti vale uguale, qualsiasi siano le competenze e le capacità messe in campo e nel “patrimonio” della banca: l’ora offerta da una babysitter o da un grafico non vale di più (ne di meno) di quella data dalla signora che insegna a lavorare a maglia. A differenza di una  banca tradizionale, in questo sistema non ci sono interessi sul tempo “depositato” e nemmeno svalutazione: un’ora data oggi non raddoppia tra un anno.

In questo contesto, le banche del tempo si basano sulla valorizzazione delle capacità e del sapere, delle tradizioni e delle culture senza attribuire loro un valore di mercato, bensì relazionale paritetico in termini di reciprocità e di solidarietà; è lo stesso concetto che ispira i gruppi di co-residenti di CoAbitare fondatori della Banca del Tempo a Porta Palazzo di Torino.

.L’esempio torinese

Il progetto di avvio della Banca del Tempo a Porta palazzo è stato scritto in collaborazione con la Città di Torino – Settore Tempi della Città e ha ottenuto un contributo dalla Regione Piemonte per il 2011.




L’idea è nata da una fondamentale constatazione dei suoi fondatori: “Oggi purtroppo il tempo si consuma e, avendone la possibilità, lo si compra. Tutti quei servizi relativi alla cura delle persone che in passato avevano caratteristiche collettive non lo sono più e la loro migliore o peggiore qualità dipende, semplicemente, dalla possibilità delle persone di acquistarli. In un momento di crisi generale è sempre più richiesta l’attivazione di una rete collettiva di solidarietà, con un forte coinvolgimento attivo delle famiglie.”

I gruppi che si costituiscono all’interno dell’associazione CoAbitare sono eterogenei, per età e composizione dei nuclei familiari, e le relazioni tra le varie famiglie sono basate sulla mutua solidarietà e sulla volontà di mettere in compartecipazione conoscenze e capacità. La banca del tempo è quindi un modo per allargare, attraverso un modello organizzato, le relazioni di aiuto reciproco dal gruppo di co-residenti al vicinato e al quartiere, così da usufruire delle abilità altrui e soddisfare i propri bisogni in una logica di scambio solidale e paritario.

Tecnicamente come funziona il sistema di scambio?

Il Portale di CoAbitare opsita, al suo interno, una sezione dedicata alla Banca del Tempo dove è possibile compilare un apposito formulario di adesione indicando i propri dati di contatto, quali attività si sta cercando/offrendo e gli orari nei giorni preferiti della settimana.

A livello provinciale esiste un vero e proprio organismo di coordinamento delle banche del tempo, il quale si interfaccia, a sua volta, con l’associazione nazionale delle BdT, con sede a Roma, che proprio quest’anno ha compiuto 10 anni. Le diverse attività oggetto di scambio nella provincia di Torino sono innumerevoli e con variazioni da Banca a Banca.

Per concludere, la nostra associazione MAP informa i suoi associati che sta lavorando per creare un progetto solidale similare a quello di Torino o in sinergia con lo stesso, che partendo dalla dimensione locale possa replicarsi a livello regionale, specie dove lo Stato è sempre più sordo, muto, cieco…assente in un contesto di decrescita del potere di acquisto e di diritti nel settore c.d. del welfare. Grazie a specifici fondi UE per i progetti a sostegno della coesione sociale sarebbe possibile raggiungere una copertura capillare di banche del tempo,  con una presenza almeno in tutti i condomini solidali. Pertanto, tutte le proposte che ci indirizzerete saranno attentamente valutate per essere messe a contribuzione.

Giovanna Barbaro
2/12/2017

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