MAP

Dalla favola la Bella e la Bestia, quale utile morale?

Avete mai letto o visto al cinema la favola della Bella e la Bestia? Quale morale possiamo trarne? Il principe trasformato in bestia, a suo modo, aveva un netto handicap rispetto ad altri corteggiatori.
Da questa famosa fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont possiamo trarre degli insegnamenti utili riguardo a come vivere positivamente la condizione di disabilità in cui ci possiamo trovare. Impariamo che possiamo accettare ed anche amare le imperfezioni nostre e altrui. Del resto, la perfezione non esiste, anzi, è sinonimo di rigidità. Quest’ultima, per alcune culture, equivale ad evocare il concetto di morte. Solo delle persone presuntuose e poco umane pretendono la perfezione dagli altri, dimenticandosi che sono persone imperfette anche loro stesse. Se siete dei disabili fate bene a rifiutare coloro che vi rifiutano.




Ognuno di noi ha la sua bellezza, un talento particolare che lo valorizza. La Bestia, nel cartone e nel film, ad esempio, balla divinamente. Quindi, il messaggio è: valorizzate i vostri talenti, in tanti si riterranno fortunati nel frequentarvi.
Un bellissimo proverbio indiano recita: “ Nessuna testa duole mentre ne conforta un’altra.“
Un buon pensiero è imparare a dirsi che siamo tutti perfetti con le nostre imperfezioni, o con le nostre malattie o i nostri handicap.
Quindi, diamoci da fare e mettiamo subito in pratica questi buoni propositi!

Fabio Piccinin
07/12/2017

Condividi!

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE