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Felici seppure disabili, è possibile!

Essere felici è difficile anche quando godiamo di ottima salute. Immaginiamo allora quanto sia difficile esserlo quando siamo disabili.
Alla nostra associazione sta particolarmente a cuore la felicità dei propri associati, per cui si preoccupa di facilitare le occasioni per sfatare alcuni luoghi comuni su questo importante stato d’animo suggerendo alcune riflessioni.
Quante volte ci è capitato di vedere una persona disabile e pensare allo stesso tempo alla probabile sua infelicità dovuta al tipo di vita che l’attende?
O a noi stessi è capitato, magari quando ci hanno diagnosticato una malattia invalidante, di essere preda di sconforto pensando alla prospettiva di una vita infelice?
Se pensiamo che una persona in perfetta salute e capacità fisiche o mentali sia automaticamente felice, allora vale anche l’assioma: “disabilità = vita infelice”. Invece, la felicità nella vita è una possibilità molto reale e raggiungibile, nonostante i problemi che potremmo affrontare relazionati alla particolare forma di disabilità che abbiamo scoperto in un dato momento della nostra vita. Del resto, le persone con disabilità sono incredibilmente varie nelle loro capacità così come anche quelle abili possono essere limitate a seconda delle situazioni della propria vita.
Un esempio? Ci sono persone che vivono e si relazionano “normalmente” nella società, magari hanno anche cariche di prestigio in qualche azienda, o ente, ma sono affette da alessitimia, cioè I’incapacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle verbalmente.




Possiamo immaginare a questo punto che ci siano tantissime persone fisicamente disabili che non cambierebbero per nessuna ragione al mondo la loro disabilità con l’incapacità di essere empatici e di amare. Essere disabili e sentirsi felici è possibile quando riusciamo a capire che siamo persone e basta, disabilità o meno.
Ho l’epilessia e l’osteoartrite… il fatto che ad esempio io non possa giocare a calcio non ha la minima importanza, non è un problema vitale. Infatti, posso fare tante altre cose e divertirmi di più. E’ una questione di consapevolezza e di percezione personale. Se pensiamo che la disabilità ci porti infelicità allora … sarà così. Se invece presupponiamo che saremmo felici nonostante le disabilità, allora sarà questo che vivremo.
In altre parole, possiamo sempre scegliere le nostre prospettive e i nostri schemi di riferimento in relazione alla vita e agli altri. Questa convinzione può cambiare notevolmente la nostra visione riguardo a una persona disabile.
E’ pertanto molto importante capire che il modo in cui percepiamo i nostri livelli di indipendenza, controllo e scelta nella vita sono direttamente correlati al nostro livello di felicità. Per esempio, la persona normodotata che detiene tre posti di lavoro ma è incapace di pagare tutte le bollette, si può sentire peggio di un disabile con una vita strutturata più stabile. Una persona simile può essere perfettamente sana, ma ha poca indipendenza, controllo sulla propria vita o scelta di vita con grave decadimento della sensazione di felicità.
Le disabilità si presentano in molte forme, alcune sono visibili mentre altre no. Un vasto numero di problemi medici può portare a limitazioni ma, nonostante il livello di limitazioni che potremmo sperimentare, c’è sicuramente speranza in ogni giorno. La chiave della felicità è scegliere di mantenere una visione positiva della vita stessa.
I ricercatori e gli psicologi si riferiscono all’essere soddisfatti e felici della vita come “benessere soggettivo”. Hanno scoperto che possedere soldi e salute non significa sempre essere felici! Anzi, la scoperta riguarda il fatto che alcune persone riescono ad essere veramente felici anche se vorrebbero cambiare alcune cose della loro vita. In generale, possiamo affermare che le situazioni in cui le persone raggiungono più facilmente la felicità riguardano:
• Possibilità di scelta
• Attività significative
• Ruoli sociali
• Le relazioni
• Indipendenza
A volte, per perseguire la propria felicità, diventa necessario reclamare il proprio senso di pace e abbandonare il caos. Ricordiamoci sempre: il nostro senso di felicità inizia da noi stessi!  Prendiamoci il tempo per esaminare gli aspetti positivi della nostra vita e cerchiamo di costruirci qualcosa di buono. Condividiamo le cose belle della nostra vita con gli altri e godiamoci anche la felicità altrui. Partecipiamo alle attività che ci piacciono, valorizziamo il livello di indipendenza che abbiamo raggiunto. Dunque, senza dubbio, è possibile essere felici anche se disabili.

Fabio Piccinin
21/12/2017

 

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