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La ricerca bionica del MIT per i disabili motori

All’età di 17 anni, Hugh Herr (nella foto sopra) era un ragazzino vivace, piuttosto pigro a scuola, la cui unica ambizione nella vita era diventare il campione mondiale di scalata libera. Colto di sopresa da una bufera mentre scalava il Monte Washington, riuscì a sopravvivere ai venti di oltre 120 km/h e temperatura di -21°C rifugiandosi in una grotta fra i ghiacci. Quando fu finalmente riscattato, quattro giorni dopo, le sue gambe erano ormai congelate sotto il ginocchio e non ci fu altro rimedio che amputarle. Secondo i medici, avrebbe potuto camminare dopo una estenuante riabilitazione, ma avrebbe dovuto scordarsi per sempre le amate arrampicate e gite in montagna,.




Una disgrazia improvvisa spesso fa emergere il meglio che c’è in noi. Determinato a tornare alla sua vita normale, forse anche ispirato dalla serie “L’Uomo Bionico”, il giovane Hugh cominciò a interessarsi di biomeccanica. Rapidamente diventò il primo della classe in fisica e matematica. Lo studente mediocre, il cui futuro dopo la scuola sembrava essere quello di fare il magazziniere o il commesso di un negozio, intraprese invece una brillante carriera universitaria in ingegneria meccanica, culminata con un Master e l’assunzione come direttore del dipartimento di Biofisica e Bionica al prestigiosissimo MIT (Massachusset Institute of Technology). Mutuando il concetto di “realtà aumentata”, in voga negli ambienti della ricerca “Hi Tech”, concepì l’idea di “mobilità aumentata”.  Il suo primo prototipo: un paio di gambe in titanio, specificamente concepite per l’arrampicata libera, gli consentì di scalare pareti che molti  campioni di tale disciplina non avrebbero osato nemmeno affrontare. Tale tecnologia però, è passiva: le protesi sono solo adatte all’arrampicata estrema, superando in qualche modo i limiti delle gambe e piedi biologici, ma non consentono di svolgere altre attività.

Fonte: https://www.theguardian.com/technology/2015/apr/09/disability-amputees-bionics-hugh-herr-super-prostheses

Hugh Herr scala una parete verticale grazie alle sue gambe di titanio specialmente progettate per scalatori disabili. Foto: The Guardian

Con il finanziamento del Pentagono, riuscì a sviluppare una nuova tecnologia di protesi: arti dotati di sensibilità e rigidezza variabile, per ridare la mobilità a migliaia di soldati e civili vittime di attentati terroristici. In soli 200 giorni, lui ed il suo staff del Laboratorio di Biomeccatronica, crearono l’ultima frontiera della bionica: una gamba che permise alla signorina Adrianne Haslet-Davis, insegnante di ballo liscio mutilata durante l’attentato terrorista di Boston, di tornare a ballare.

In questo video il prof. Hugh Herr ci insegna che le persone non sono disabili: il concetto di disabilità è stato inventato per coprire i limiti delle tecnologie commerciali e la miopia delle istituzioni. La vera sfida è ottenere stanziamenti di fondi pubblici necessari, affinché tutti coloro che, per un motivo o un altro, si sono trovati in una condizione di mobilità ridotta, possano tornare ad una vita normale.

 

 

Fonte: TED.com  

Sustainable Technologies,
28/01/2018

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