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Il Friuli V.G. è veramente una regione turisticamente accessibile?

Cominciando dalla propria regione, il Friuli V.G., la nostra associazione MAP si sta documentando, sui progetti passati, presenti e futuri di accessibilità di luoghi e spazi fruibili al pubblico e non solo a vocazione turistica, con lo scopo di informare i propri aderenti e simpatizzanti sulla situazione reale.

Conversando recentemente con i referenti del CRIBA-FVG (arch. Paola Pascoli e dott. Michele Franz) abbiamo appreso dell’esistenza di un encomiabile progetto di mappatura dell’accessibilità delle città più attraenti della regione in termini di offerta turistica storica e culturale, realizzato una quindicina di anni fa e che portò alla stampa di quattro guide turistiche cartacee dedicate a Udine, Cividale, Tolmezzo e Aquileia. Anche se il tempo trascorso non rende più utilizzabili i dati raccolti, che richiederebbero un aggiornamento, a modesto avviso della nostra associazione MAP, questa esperienza merita di essere menzionata almeno a grandi linee. La ragione di ciò, secondo noi, è perché un utilissimo spunto per futuri progetti d’inclusione sociale dei disabili e non solo a livello regionale e spiega le difficoltà reali di rendere una regione veramente accessibile agli occhi.di coloro che pensano che siamo ancora all’anno zero.

L’iniziativa nacque dalla collaborazione tra l’Assessorato alle Solidarietà Sociali della Provincia di Udine e l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare UILDM di Udine di Udine nel 1999, a circa 13 anni dall’emanazione della L. 41/1986 che fissava l’obbligo per i Comuni di dotarsi entro un anno dei PEBA (i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche). Nell’introduzione alle guide l’allora assessore provinciale Fabrizio Cigolot ricordava la necessità di dare attuazione concreta a quanto sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 3, ovvero facilitare la “piena integrazione” di tutti i cittadini:




“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del paese.”

L’Assessorato di Udine si era fatto carico di coordinare il progetto con lo scopo di facilitare la mobilità non solo dei disabili, propriamente riconosciuti, ma anche di altre categorie di persone con mobilità ridotta o affaticata come adulti con bambini in passeggino o anziani con carrelli appresso. Mentre la parte propriamente tecnica del progetto, la mappatura delle barriere architettoniche in più di 1.000 edifici a fruizione pubblica, venne gestita dalla UILDM di Udine, la quale, come ricordava l’allora presidente Innocentino Chiandetti, sin dal 1971 si batte per neutralizzare le barriere architettoniche, “barriere all’esistenza”, e affermare una “cultura dell’accessibilità” includendo anche il settore della mobilità. Allo scopo sono venero redatte delle schede di valutazione e l’archiviazione dei dati censiti fu curata da parte di una squadra di tecnici laureati.

Il progetto ha rilevato tutti gli ostacoli che provocano disagio ai disabili nel compimento di una determinata azione quotidiana e non solo durante un percorso turistico, come per esempio: pagare una bolletta, desinare in un ristorante o semplicemente ritrovarsi a brindare al bar con qualcuno. L’accessibilità fu valutata e sintetizzata rispetto a due categorie tipo: le persone con disabilità che utilizzano la carrozzina e quelle che deambulano, ma con problemi e appoggiandosi ad un ausilio. Le guide furono stampate e distribuite, tra il 2000 e il 2003, oltre che agli utenti interessati, a enti locali, biblioteche e uffici del turismo. Particolare attenzione fu dedicata anche all’impostazione grafica cercando di realizzare un volumetto facile da trasportare e agevole da consultare anche grazie ad un’iconografia intuitiva e con didascalie ridotte allo stretto necessario.

Oggi, tali i criteri sono ancora validi, ad esempio, per creare una guida digitale da utilizzare nel proprio smartphone. I tempi sono più che maturi per questo tipo di tecnologia e per la vasta accettazione dei dispositivi mobili da parte di ampie fasce della popolazione a livello mondiale. Da una nostra ricerca, attualmente risultano in uso diverse applicazioni sviluppate per conto di alcune associazioni come la Luca Coscioni, scaricabili gratuitamente da internet, compatibili con i sistemi operativi più diffusi dei dispositivi mobili come Android e Ios.
La stessa regione Friuli V.G. ha messo a disposizione una sezione del sito dedicato al turismo accessibile, un progetto denominato: Una Regione per tutti (Mare, montagna, cultura ed enogastronomia per tutt), un chiaro riferimento ai principi del Design for all.

Per concludere, la nostra associazione MAP lancia l’appello a tutti i portatori d’interesse ad attivarsi per collaborare in un nuovo progetto di inclusività sociale delle fasce più deboli della popolazione (circa 4,5 milioni di disabili, secondo dati ISTAT del 2017) per il reale godimento di spazi pubblici, non solo a scopi turistici, ma anche strategici come i percorsi di collegamento tra i vari sistemi di mobilità e i vari uffici pubblici, in modo da creare una rete senza soluzioni di continuità, costantemente aggiornata, a disposizione dei disabili, sia residenti che di passaggio.

Giovanna Barbaro,
13/2/2018

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