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Il WC con bidet integrato. Perché sì!

Stavamo ristrutturando il locale e gli spazi non quadravano. Dovevamo fare una scelta ardua tra due sanitari, in base alla dimensione dello spazio disponibile e alla funzionalità: il bidet o la doccia da sogno (non mio, ma del mio lui). Abbiamo deciso di sacrificare il bidet (o meglio, lui ha deciso). All’estero ho sperimentato che significa stare senza bidet: ho avuto seri disagi!!!

Ok, niente bidet. E ora?? Francamente, verso la proposta del WC che integra la funzione del bidet ero partita scettica, anzi molto ma molto scettica. Già pensavo di dover fare su e giù per scale, superare ostacoli di ogni tipo, anche imprevisti, per poter utilizzare il bagno secondario; oppure, fare una scorta adeguata di salviettine umidificate biodegradabili. Una tragedia insomma…per noi donne. Ma l’uomo aveva pensato già a tutto…a come risolvere il problema.

Dopo avermi comunicato la triste decisione di eliminare dagli acquisti il bidet, mi disse che la soluzione sarebbe stata di installare un sanitario multifunzione, come del resto è già d’uso e costume in altri paesi, ad esempio in Giappone. Io avevo visto quei “marchingegni” solo in qualche video e sinceramente mi facevano sorridere perché dotati di musica, led, e quel caratteristico “spruzzino”, ad uso intimo e personale, soprattutto non indicato per i bagni pubblici… Però le facce dei fruitori erano sempre molto soddisfatte e gaie.

“No no, non fa per me” -mi ripetevo- “devo sempre poter pulire dappertutto quando e come voglio io e, poi, metti il caso che si sporchi lo spruzzino, allora che si fa??!” Ma lui giustamente insisteva: perché scartare a priori un’idea senza neanche averla testata sul campo?! ! Bisogna provare! Fatalità, sui social il mio lui vide la pubblicità di un modello svizzero e l’invito a visitare lo stand allestito in occasione della manifestazione triestina, la Barcolana, per ricevere tutte le informazioni sulla linea e un buono acquisto in omaggio per provare il sanitario.

Andarono in missione: il mio lui, suo padre e Speedy, il pincherino che con la bora spiccava i suoi primi voli. Mentre io “gufavo” dicendo: “Dai, dai tornate indietro che c’è un tempo da lupi!!”. E invece, rientrarono tutti vittoriosi ed entusiasti (solo i bipedi). Buono recuperato con mille depliant a corollario. Mancava il test, non eseguito in loco per problemi tecnici/fisiologici. Per provare il WC bidet integrato, al di fuori della fiera, era necessario recarsi presso uno show room della ditta rivenditrice. Presto, arrivò il giorno della prova del nove e ci recammo al negozio più vicino alla nostra residenza in Vento, a Portogruaro in provincia di Venezia.

Al primo impatto, che dire, ho dovuto confermare l’entusiasmo del mio lui (per il quale era fantastico anche  solo il semplice non doversi spostare da un sanitario all’altro, e non utilizzare le mani per pulirsi, rappresentava un’ottimizzazione perfetta dei tempi passati seduto con il giornale in mano). Parlando di comfort: la seduta è comoda, i tasti ed il telecomando sono intuitivi (consiglio comunque una bella letta del libretto illustrativo prima dell’utilizzo) e con un click è possibile far partire il risciacquo, successivamente l’asciugatura e, infine, lo scarico. In base al modello, ci sono poi ulteriori opzioni (asse riscaldata, con sensori di avvicinamento… consultabili nelle schede tecniche dei diversi modelli).

Caratteristiche essenziali del sanitario innovativo:

  • Illuminazione ambiente in vari colori
  • Meccanismo automatico d’apertura del coperchio
  • Riscaldamento sedile
  • Aspirazione dei cattivi odori
  • Tecnologia con cinque impostazioni regolabili di intensità del getto
  • Getto delicato per l’igiene intima femminile
  • Asciugatore ad aria calda con regolazione della temperatura
  • Vaso WC «Rimless» con tecnologia di risciacquo TurboFlush
  • Telecomando pratico e facile da usare




Vantaggi

Per mia esperienza personale, piuttosto che addentrarmi in dettagli tecnici, poiché “lasciano il tempo che trovano”, posso consigliare un sanitario con bidet integrato in generale per i seguenti motivi, oggi ci sono molte ditte che lo commerciano:

  • Salva spazio se il bagno è piccolo
  • E’ igienico perché l’ugello si pulisce e sanifica da solo
  • Nei modelli senza brida ancora più igienico
  • E’ facile da pulire come un normale sanitario. Se sospeso è adeguato all’utilizzo dei disabili e le pulizie sono ancora più agevoli, accurate e rapide.
  • Il risparmio in carta igienica è assicurato (non é necessario usarla).
  • Il risparmio in detergenti intimi è notevole. Per chi ha la pelle delicata è un sollievo poter dire basta (o limitiamoci) ai prodotti intimi, l’acqua è il miglior detergente naturale in assoluto.
  • Utile per le donne in gravidanza. Io l’avrei gradito molto all’epoca.
  • Indispensabile per chi ha difficoltà motorie. Si sa quanto possa essere faticoso doversi alzare e sedere, figuriamoci farlo per 4 o più volte di fila. E dover fare acrobazie per pulirsi quando le forze negli arti superiori si riducono. Anche un banale mal di schiena, o lo status gravidico possono far rientrare chiunque in questa categoria.
  • Se non è possibile sostituire il sanitario ci sono comunque alternative interessanti.

Per concludere, ho elencato sopra gli aspetti positivi che mi hanno convinta all’acquisto. Per il suo prezzo non competitivo rispetto ad un tradizionale sanitario non è accessibile proprio a tutti, ma va considerato che si tratta di un ottimo investimento per il futuro, poiché la salute diminuisce con il crescere dell’età. Ora con una doccia grande ed il sanitario fantascientifico il nostro bagno sembra più spazioso a parità di funzionalità. Provare per credere!

Valentina Turcutto,
associata MAP-FVG
25/02/2018

 

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