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Sclerosi multipla: le vittorie

Churchill

Il successo non è definitivo,

il fallimento non è fatale.

Quel che conta è il coraggio di continuare.

(Winston Churcill)

La frase di Winston Churcill, in coda al film The darkest hour- L’ora più buia (Oscar a Gary Oldman per la sua interpretazione dello statista inglese) è certamente adattabile all’esistenza umana, con i suoi inevitabili alti e bassi. Ma calza bene anche a una malattia imprevedibile e mutevole come la Sclerosi Multipla che tanto spesso (almeno nella sua forma più comune di Recidivante – Remittente) sembra regredire, illudendo a volte della sua scomparsa, per poi manifestarsi ancora e con maggior evidenza. Questi suoi “andirivieni” non dovrebbero mai far perdere, però, la voglia, e il coraggio, appunto, di continuare a combatterla.

Ad oggi, pur se la ricerca procede incessantemente, non esiste una vittoria assoluta contro la SM, ma esistono vittorie diverse come diversi sono i modi che ogni malato impiega per attenuarne il dominio, ciascuno come può, come sente, come riesce e come vuole.
Una “vittoria” è senz’altro quella di non far diventare la malattia pensiero dominante e padrona assoluta della propria esistenza- sostiene la giornalista Fiamma Satta.
Serve veramente dedicare ogni pensiero, ogni azione, ogni singola scelta della giornata alla guerra contro la SM? Non è forse questa la strada, invece, per farsi invadere e possedere davvero nel profondo dalla malattia? Non è forse questa la vera “sconfitta”? E serve veramente chiedersi in continuazione “Perché è toccato a me portare questo peso?” Una domanda inutile che ne meriterebbe subito un’altra a seguire: “E perché proprio io avrei dovuto esserne esente?”. (All’argomento è dedicato il capitolo “La domanda” del romanzo IO E LEI- Confessioni della Sclerosi Multipla nel quale, per la prima volta in letteratura, l’IO del titolo e voce narrante è la malattia di Fiamma Satta).




Ecco, io credo che, nei limiti del possibile, si riesca a riportare “vittorie” gratificanti sulla SM dedicandosi anche a quel che possa riempire anima, testa e cuore. Affetti, amicizie, lavoro, interessi, passioni, hobbies, natura, attività domestiche… Non è poco. Ad ogni modo, un fatto è certo: l’unica grande e indiscussa vittoria nei confronti della malattia, di ogni malattia, è la sua accettazione. Infatti, più viene temuta, e quindi negata, rimossa, ignorata o peggio, presa sottogamba, più la sconfitta sarà cocente.

Articolo di Fiamma Satta, pubblicato nel suo blog Diversamente Aff-abile.

Trascritto e adattato da Mario A. Rosato,
associato MAP Veneto,
30/3/2018.

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