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Ospedale di Udine, siglata la “Convenzione” tra MAP e ASUIUD

Finalmente, dopo una lunga negoziazione la nostra associazione MAP è lieta di informare i propri aderenti che lo scorso 22 febbraio ha siglato la Convenzione con l’Azienda ospedaliera di Udine per una durata di due anni, durante i quali potrà dare voce alle utenze svantaggiate e dovrà adempiere all’obbligo di formazione dei propri aderenti.
Proponiamo una retrospettiva per far capire la complessità burocratica dell’iter che ha portato alla firma della Convenzione e dare un’idea di quanto ci è costato in termini di tempo e di lavoro, senza considerare il costo dei viaggi e, per alcuni di noi, anche dei parcheggi.
Ricordiamo ai nostri lettori che la nostra associazione non ha ancora beneficiato di alcun finanziamento pubblico a fondo perduto, nemmeno dal Comune, di Fontanafredda di Pordenone, a cui ha chiesto l’iscrizione lo scorso dicembre (pratica ancora in itinere, ci dicono per colpa della riforma che ha introdotto le UTI) e nemmeno ancora dalla propria Regione.

Retrospettiva degli avvenimenti

Il 15 maggio, a pochi giorni dalla sua nascita, la nostra associazione MAP si è occupata di instaurare un rapporto di collaborazione con l’ospedale più grande di Udine e rinomato non solo nel Friuli V.G., con lo scopo di poter contribuire ad evitare che, in futuro, le attuali lacune riscontrate nelle strutture, recentemente inaugurate, non possano costituire una regola nella progettazione architettonica e nella esecuzione dei lavori di costruzione.
La nostra Presidente si era rivolta all’associazione Diritti dei malati, situata all’interno dell’Ospedale stesso, per segnalare un problema e chiederne la soluzione in tempi ragionevoli. La segnalazione riguardava un gradino che costituiva un impedimento al libero accesso ad un padiglione, creando disagio alle utenze disabili in visita alle strutture. L’incontro con la Presidente, dott.ssa Agrizzi, si è concluso con l’impegno ad inviare una lettera di segnalazione al D.G. dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, il dott. Delendi con lo scopo di chiedere la soluzione dei problemi elencati.

Nel frattempo, molti articoli sono stati pubblicati riguardo a diversi tipi di inefficienze riscontrate nell’ospedale e segnalate nei quotidiani,  la maggior parte raccolti scrupolosamente dalla nostra associazione con il fine precipuo di dimostrare l’inattendibilità della risposta ricevuta il 24 luglio dal D.G., in quanto affermava che la nostra era la prima lamentela riguardante le problematiche nell’accessibilità da parte dei disabili alle strutture ospedaliere. Complessivamente la risposta non poteva essere accettata anche per la scarsa considerazione dimostrata verso la categoria dei disabili, privi di accompagnatori. Ricordiamo che la Convenzione ONU del 2006 sostiene il diritto dei disabili a muoversi nei luoghi ad uso pubblico in modo il più possibile autonomo e dignitoso.

Così, nonostante la delusione la nostra associazione, non si è arresa alla prima risposta insoddisfacente, e carica di buona volontà ha proseguito il suo impervio cammino per dare il suo piccolo contributo, in modo autonomo, ovvero rivolgendosi direttamente all’Ufficio preposto alle relazioni pubbliche, situato all’interno dello stesso ospedale.
Nell’incontro del 6 ottobre, durato due ore abbondanti, è stata letta la nostra risposta alla missiva del 24 luglio contestando ben sette punti, accordati previamente assieme ai propri aderenti della provincia di Udine.
L’incontro iniziato con non pochi attriti si è concluso complessivamente in modo inaspettatamente positivo, ponendo così le basi per una futura collaborazione nei processi decisionali riguardanti le utenze appartenenti le fasce svantaggiate in termini di mobilità come quelle indicate nelle linee guida dell’Universal Design.
L’ultimo appuntamento decisivo è avvenuto nella mattinata dello scorso 6 novembrequando MAP è stata ricevuta dal direttore generale presso l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine per richiedere la stipula della Convenzione, prassi che è prevista dalla legislazione e confermata anche nel nuovo Regolamento del Terzo settore per consentire alle associazioni di rappresentare le istanze, dei propri aderenti, dinnanzi alle istituzioni pubbliche.

Per correttezza, in questa occasione manifestiamo pubblicamente la nostra sincera gratitudine all’ospedale di Udine, in particolare verso il dott. Delendi, il quale a seguito del nostro colloquio si è dimostrato molto disponibile ad impegnarsi a risolvere almeno i problemi più urgenti. prima ancora di arrivare a concretizzare la stipula della Convenzione i D.G: ha provveduto a risolvere la segnalazione riguardante l’ostacolo al libero accesso al padiglione ospitante i reparti di ostetricia, facendo realizzare, in brevissimo tempo, uno scivolo in sostituzione del gradino.




La Convenzione

Concretamente a che cosa serve sottoscrivere una Convenzione tra un ente pubblico e un ente privato del terzo settore? La domanda trova una risposta di tipo generale: secondo il principio della sussidiarietà orizzontale si realizzano cessioni di quote di sovranità da parte dell’ente pubblico (Stato) a soggetti della società civile (Associazioni) attraverso diversi strumenti, uno di questi è la convenzione; con la riforma del Terzo settore, inaugurata lo scorso agosto, viene introdotto il principio di sussidiarietà circolare, la quale tende ad una condivisione di quote di sovranità dallo Stato alle associazioni. In base a questo principio la collaborazione tra i due enti (pubblico e privato) deve avvenire in maniera sistematica per definire le priorità degli interventi, le modalità di finanziamento e quelle di gestione. Esiste poi una risposta specifica alla domanda stessa, riferita cioè al caso specifico della nostra associazione. Dal momento che è stata ammessa alla domanda di convenzione, viene autorizzata a svolgere attività di volontariato (L. 11/8/1991, num.266 e LR FVG num. 23/2012) presso il Presidio Ospedaliero Universitario “S. Maria della Misericordia” e potrà essere coinvolta dall’ente pubblico a gruppi di lavoro e incontri finalizzati a:

  • interscambio di informazioni;
  • iniziative di studio e ricerche.

 

Per lo svolgimento di tali scopi la nostra associazione potrà utilizzare gli spazi preposti all’interno dell’Azienda convenzionata ai sensi del Reg. per la concessione di locali aziendali alle OdV operanti nel settore socio-sanitario”. Tra gli obblighi assunti dalla nostra associazione sono mantenere aggiornato l’elenco dei propri associati volontari consegnato all’Azienda e l’attivazione di una copertura assicurativa degli stessi a proprio carico per le attività formative obbligatorie.

Giovanna Barbaro,
Dir. del CTS “Protocollo MAP”
Tesoriera,
31/03/2017

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