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Disabilità e discriminazione, il caso della pizzeria siciliana a Nicolosi


La nostra associazione MAP ha appreso con profonda tristezza la notizia di un episodio disdicevole avvenuto lo scorso 14 aprile a Nicolosi in Sicilia a proposito di diritti d’inclusione disattesi. Abbiamo letto la denuncia pubblicata in un portale locale con l’articolo “Nicolosi, disabili cacciati da pizzeria perché non graditi”

Ora non sappiamo se i disabili avessero richiesto previamente se il locale era adeguato alle loro esigenze di accessibilità e fruibilità, ma di certo questo fatto apre un importante dibattito sul diritto del disabile di non essere discriminato, impunemente, per nessuna ragione da un qualsiasi locale adibito al pubblico. Pare che gli ospiti su sedie a rotelle non fossero graditi perché avevano richiesto di spostare alcune sedie e tavoli.
In teoria, tutti i locali dovrebbero essere accessibili ai disabili se offrono un regolare servizio pubblico, in realtà dare per scontato questo principio può costare grandi disagi si ai disabili che ai loro eventuali accompagnatori. Ecco le ragioni per cui la nostra associazione ha deciso di redigere un protocollo di certificazione dei locali di qualsiasi tipologia e destinazione d’uso se aperti al pubblico e quindi di premiare i gestori che, oltre a rispettare la legge sulle barriere architettoniche, si dimostrano anche sensibili alle problematiche delle fasce più deboli della popolazione.
Ritornando allo spiacevole caso della pizzeria siciliana, veniamo a sapere che il proprietario ha poi porto le sue scuse per il disagio arrecato dovuto ad un equivoco generato da una incomprensione con un suo dipendente.

Purtroppo questo caso non è ne il primo e ne l’ultimo. Recentemente anche alla nostra associazione è stata negata la prenotazione in maniera indiretta in un noto ristorante hotel situato all’entrata di Codroipo una località nella provincia di Udine, con proiezione turistica commerciale. Conversando con alcuni membri dell’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Udine abbiamo saputo che a loro è andato anche peggio di noi: hanno ricevuto un servizio scadente facendoli sentire inadeguati al locale al tal punto che si sono promessi di non ritornarci per nessun altro evento sociale.




A questo punto sorgono due domande retoriche: Se gli ospiti fossero stati normodotati avrebbero avuto lo stesso trattamento disdicevole? Siamo dinnanzi ad una forma di discriminazione, sintomo di arretramento civile?
Alla prima domanda si può rispondere in modo affermativo perché, anche se normodotati, delle incomprensioni possono essere vissute anche dai clienti normali. Ma questo non giustifica l’accaduto, anzi. Il gestore della pizzeria avrebbe dovuto avere un occhio di riguardo maggiore per i suoi clienti disabili proprio per la particolarità di doverli servire al meglio. Ammettiamo che offrire un servizio a dei disabili non è semplice e per questo richiede una certa preparazione. Le soluzioni ai problemi si trovano studiandoli. Niente è difficile in modo insormontabile per un vero professionista della ristorazione. Per tali ragioni, la certificazione di accessibilità-fruibilità-inclusività MAP prevede anche un corso al responsabile del personale per poter gestire al meglio clienti con particolari problematiche distinguendosi così dalla concorrenza.
Alla seconda domanda possiamo rispondere che effettivamente, in Italia le leggi a favore dei disabili spesso sono disattese o lacunose da molto tempo. Urge una riforma del sistema di tutela dei disabili e di efficacia della legislazione. La cultura dell’inclusione sociale del disabile è ancora una favolosa utopia. C’è molto da fare prima di tutto per abbattere le barriere culturali ancor prima di quelle architettoniche.
Concludiamo con la consapevolezza che le politiche di austerity, negli ultimi anni, hanno ridotto gli investimenti nella cultura dell’inclusione. La crisi economica, iniziata poco dopo l’entrata nell’euro, purtroppo ha ridotto anche gli investimenti privati per migliorare le strutture e fatto emergere criticità inaccettabili in una società che si ritiene tra le più civilizzate e all’avanguardia. Il caso di Nicolosi è emblematico.

Fabio Piccinin,
Vicepresidente MAP,
26/05/2018

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