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Come reagire al bullismo


Il fenomeno del bullismo sta riempiendo le pagine dei giornali e i social. Ogni giorno ci sono testimonianze da parte di vittime e ancor peggio notizie di persone che scelgono il suicidio, perché devastate dalla persecuzione, piuttosto che imparare a reagire in modo corretto. Esattamente si tratta di un atto di persecuzione, eseguito con l’intento di far soffrire il bersaglio della propria cattiveria ed è diventato una vera piaga difficile da arginare senza l’aiuto di tutti. Anche MAP cerca di impegnarsi su questo fronte, almeno per sostenere i propri aderenti e in particolare quelli che, in qualche modo, vivono la disabilità.

Dinnanzi alle conseguenze della follia, ci chiediamo come possano accadere fatti così crudeli, come possa un essere umano trarre soddisfazione dal diventare sempre più disumano. Ci fa riflettere il constatare che questi eventi spietati sono in aumento e che non si tratta più di situazioni sporadiche: le persone coinvolte sono tante, sia le vittime che i carnefici.

I mass media parlano moltissimo di bullismo tra coetanei nelle scuole e nei social network, ma è un fenomeno sociale che vede come vittime anche molti adulti. Il comune denominatore tra le vittime è l’essere percepito come persona fragile, poco integrata nel gruppo e poco reattiva.
Guardando alla storia ci accorgiamo che ci sono sempre state manifestazioni di intolleranza, dal razzismo all’omofobia, all’antipatia tra abitanti di paesi vicini o tra famiglie e non mancano neppure i contrasti tra parenti. Insomma, sembra proprio che l’uomo abbia bisogno di avercela con qualcuno o qualcosa.




Nella sfera degli adulti gli atti di bullismo hanno una definizione e un nome diversi, presi a prestito dall’inglese: stalking, ma la radice del comportamento sociale è molto simile. “Stalking è un termine di origine inglese utilizzato in italiano per indicare una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo, detto stalker, che affliggono un’altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia, arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana.”

Pare evidentissimo come un atteggiamento presente negli adulti venga riproposto dai minori, i cattivi esempi circondano i bambini e i giovani, anche quando la famiglia vorrebbe tutelare i propri figli da influenze negative esterne. La frequentazione della scuola stessa espone i minori a relazioni forzate, con alcuni dei loro stessi compagni di classe, che possono risultare dannose alla loro educazione.
I genitori si trovano a dover gestire le preoccupazioni che crescono con il crescere dell’età dei propri ragazzi. Il periodo dell’adolescenza è il più difficile solitamente poiché è segnato dalla volontà di sperimentazione di modelli educativi opposti rispetto a quelli imposti dai loro genitori.

Guardando i fatti, conseguenti alle azioni dei persecutori e dei bulli, l’immediata reazione è di condannare i carnefici, ossia viene spontaneo voler isolare i colpevoli senza neppure voler conoscere le cause del loro comportamento. Invece, sarebbe utile comprendere le ragioni che inducono i giovani ad essere violenti e spietati, sicuramente scopriremmo che la società, pianta madre, è malata: genera e poi abbandona frutti sofferenti.

Per concludere questa semplice riflessione, sarebbe anche opportuno che ogni persona adulta e responsabile contribuisse a dimostrare che scegliere di vivere in armonia e rispettando il prossimo, sicuramente porterebbe a dei grandi vantaggi sociali. In pratica, ognuno di noi può diventare un esempio positivo e aiutare i giovani a crescere in modo educato e rispettoso, civile. Un consiglio a chi è vittima di soprusi: non arrendersi passivamente, ma frequentare e sostenere le associazioni che si dedicano al fenomeno del bullismo e cyberbullismo.
oggigiorno, nei social network si possono trovare diverse associazioni impegnate in attività pubbliche di prevenzione delle forme di discriminazione e di sostegno delle vittime. In Facebook abbiamo trovato le seguenti, ma se ne trovate altre segnalatecele:
Trentino-Vivo  Associazione contro il bullismo
No Bullismo (nobullismo.altervista.org)
Oltre a questo canale, si può trovare aiuto in tantissimi comuni in cui è stato attivato uno sportello dedicato al quale poter rivolgersi per chiedere consigli e consultare anche esperti psicologi.

Katia Casasola,
Presidente MAP,
29/4/2018

 

 

 

 

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