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Il buon senso per accrescere il benessere collettivo


Si usa tanto il termine “buonsenso” per indicare il “fare bene”, ma cosa significa veramente? Come regolarsi per applicare questa semplice regola al meglio?

Per poter prendere delle decisioni, solitamente ci si affida ad un metodo spontaneo, cioè si ricorre alla memoria delle esperienze passate. Ci si regola secondo i risultati ottenuti agendo in uno specifico modo, come ad esempio: valutare se modificare il ragionamento che ha portato ad un risultato negativo, oppure valutare se proseguire con lo stesso metodo di azione, quando gli esiti ottenuti erano quelli sperati…Solitamente ci si aspetta che l’uso del buon senso offra le soluzioni più logiche, efficaci e di successo.

In cosa consiste usare il buon senso e come valutare onestamente se ne siamo dotati? Questa la definizione fornita dalla Treccani:

“Capacità naturale, istintiva, di giudicare rettamente, soprattutto in vista delle necessità pratiche. [capacità istintiva di giudicare rettamente] ≈ assennatezza, criterio, equilibrio, giudizio, oculatezza, praticità, senno, spirito pratico.”

Da queste righe possiamo capire che il grado di saggezza è soggettivo, condizionato da tanti fattori: dal tornaconto personale, dall’età, dal quoziente intellettivo della singola persona, dal numero di esperienze fatte, dal grado di difficoltà dell’impresa, dalla capacità di neutralità e imperturbabilità,  ecc. A quanto pare non è così semplice saper applicare la regola del “buon senso”, tanti fattori devono collimare.

Volendo trovare delle soluzioni che portino vantaggio ad una collettività, non è sufficiente attingere all’esperienza di una o due persone, è necessario un raffronto di svariati punti di vista. Il successo di un’opera è data dalla reale soluzione fornita all’intera comunità. Per poter fare una valutazione delle necessità globali di tutti i cittadini, appartenenti ad una società, è indispensabile conoscere la somma di tutte le esigenze espresse dai membri della collettività.




Le proposte di Mobiliti Access Pass

Basandoci su questi principi, la nostra associazione MAP, ha proposto al comune di Udine una collaborazione, congiunta con altre associazioni ed esperti del settore abbattimento/superamento delle barriere architettoniche e assistenza ai disabili di ogni genere.
La proposta è stata accolta con grande interesse, sia dall’assessore Asia Battaglia (Assessore all’Istruzione, Pari Opportunità, Politiche per il superamento delle disabilità) che dalle persone chiamate a partecipare all’incontro introduttivo fissato per il 17 luglio.

Si tratta di un tavolo di lavoro per suggerire possibili soluzioni pratiche al problema dell’emarginazione dei disabili dalla vita quotidiana.
Sarà nostra cura mantenervi aggiornati attraverso questo canale a conclusione di ogni riunione, in modo da offrire ai nostri aderenti e simpatizzanti la possibilità di comunicarci le proprie opinioni in merito. Prossimamente è’ prevista la pubblicazione anche dell’elenco di tutti coloro che faranno parte del tavolo di lavoro.
Attualmente, le aspettative del CD di MAP sono alte: le persone invitate a partecipare hanno dato risposta positiva e considerate le competenze di ognuno, il tutto fa sperare al meglio.

Per tutti noi di MAP è un grande traguardo vedere accolta una proposta che vuole raggruppare il lavoro di tutti coloro che si impegnano per gli interessi della comunità. Confidiamo sul “buon senso” di tutti, certi che le potenzialità di concretizzare proposte inclusive e migliorative per le fasce più deboli della società sono tante.

Chiunque voglia segnalarci problemi pertinenti al tema dell’inclusione sociale dei disabili o suggerimenti è invitato a scriverci utilizzando l’apposito modulo di contatto.

Katia Casasola,
Presidente MAP,
23/06/2018

 

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