MAP

Primo “Aperitivo Inclusivo” in Friuli V.G.

Venerdì 11 agosto la nostra novella associazione Mobility Access Pass ha celebrato a San Daniele del Friuli il suo secondo evento dedicato a promuovere l’inclusione sociale dei disabili motori. Il primo evento del ciclo di incontri, a cadenza mensile e itineranti, era stato inaugurato a Portogruaro in un rinomato ristorante pizzeria.

Il nostro secondo incontro “Aperitivo Inclusivo” questa volta si è svolto nel bar di una stazione di servizio di rifornimento autoveicoli, perché anche l’accessibilità di questa tipologia di edificio è importante per i disabili che amano viaggiare indipendenti, con la propria auto, e muoversi in autonomia, senza dover contare sull’aiuto permanente di un assistente. Il locale dunque è stato scelto con cura in modo da rispondere il più possibile al nostro Protocollo di Certificazione MAP.

La stazione di servizio Esso, situata al numero 12 della via Nazionale, è facilmente raggiungibile da tutti coloro che si muovono in direzione del centro di San Daniele, il paese dell’omonimo prosciutto degustabile in ogni suo angolo. La circonda un ampio parcheggio asfaltato, e ben mantenuto, che consente comodi spazi di manovra ai disabili che necessitano di trasbordarsi nelle loro carrozzine.
Il superamento del dislivello tra il piano del parcheggio e quello del bar è garantito da una rampa con trattamento superficiale anti sdrucciolo. Per alcuni disabili la sua pendenza potrebbe risultare eccessiva, per cui potremmo definire l’ingresso accessibile ma non comodamente fruibile.

L’interno del locale è fruibile in modo comodo: ampi spazi di manovra sono possibili per chi si muove in carrozzina. Il servizio ai tavoli, curato da Marzia, è eccellente! L’accesso al bagno per i disabili è perfetto: la porta d’entrata si apre in un ampio antibagno, mentre quella al bagno per i disabili è scorrevole. I sanitari installati sono quelli tipici per i disabili e dotati di maniglioni per il sostegno. Il wc è dotato della classica apertura frontale per consentire l’igiene intima, purtroppo però è privo dell’erogatore flessibile come deve essere previsto dalla normativa. Abbiamo fatto notare alla proprietaria che l’attacco è stato predisposto, quindi l’istallazione del tubo con la doccia e del suo supporto da fissare sul muro, al lato del wc, sarebbe un lavoretto di poco conto, ma molto gradito dai clienti disabili di passaggio.

Dalle 18 alle 19.30 abbiamo brindato alle tre nuove associate: due della provincia di Udine e una di Pordenone. Tutte donne lavoratrici molto sensibili alle problematiche quotidiane dei disabili che rivendicano il diritto di vivere una vita indipendente e dignitosa.  Grazie alla esperienza lavorativa di ciascuna, la nostra associazione sarà aiutata a migliorare situazioni inaccettabili come all’interno degli ospedali e dei trasporti pubblici.
Attualmente, alla nostra associazione si sono iscritti più normodotati che disabili, questo, da una parte, ci rallegra perché è un ottimo segnale di civiltà interessarsi e contribuire al miglioramento della vita delle utenze più deboli, in altri termini notiamo una crescente consapevolezza sulla propria condizione di potenziale disabile. In qualche misura, un giorno tutti noi potremmo non essere più in salute perfetta, è la conseguenza dell’aumento della speranza di vita che ci obbliga a rimanere più a lungo nel mondo del lavoro, in un’età in cui non saremo più agili e forti. Dall’altro lato, ci dispiace di riscontrare difficoltà a raggiungere e coinvolgere i disabili, in quanto notiamo che tendono a chiudersi in se stessi, come se dovessero rinunciare, quindi subire la discriminazione sociale.
Di fatto, oggi la società è pensata per la persona di sesso maschile e forte: tutto è a misura di uomo, probabilmente un retaggio dell’epoca fascista che mirava alla produttività, lasciando a casa i deboli (incluse le donne, più utili a casa per produrre forza lavoro o soldati)!




In realtà, la fascia dei disabili è molto più ampia di quella che l’opinione pubblica considera, vedasi il concetto di Universal Design. Spesso i più disagiati sono quelle persone la cui disabilità non è stata riconosciuta e quindi aventi meno diritti di assistenza o spesso senza. Fanno parte di quella fascia sociale tutti quegli anziani costretti a lavorare dall’attuale iniqua legge sulle pensioni contributive che non tiene conto dei lavori usuranti. La nostra associazione ha a cuore questa problematica trasversale.

La presidente, Katia Casasola, ha fatto da padrona di casa  illustrando le proposte di lavoro e gli obiettivi per il 2017-2018. Il primo fra tutti, dopo aver ottenuto la registrazione all’albo regionale delle no profit, è cercare i fondi per consentirci di dotare la nostra associazione di un’adeguata tutela legale, indispensabile per portare aventi delle azioni verso enti pubblici che non sono gestiti rispettando le norme d’inclusione sociale. Tre importanti tematiche sono state sottoposte all’attenzione dei presenti: 1-miglioramento dell’accessibilità e fruibilità in sicurezza dell’ospedale di Udine, 2-petizione alla Regione per l’inserimento di fermate per disabili nella linea di trasporto pubblico urbano mediante autobus (come richiestoci da un nostro associato disabile) e, infine, 3-progetto di miglioramento dell’accesso agli autobus da parte dei disabili nella fermata della stazione dei treni di Udine.
Al prossimo “Aperitivo inclusivo” friulano, previsto il primo di settembre in una caffetteria di Feletto Umberto, verrà illustrato lo stato di avanzamento dei lavori. Per non perdere il prossimo appuntamento iscrivetevi alla nostra news quotidiana e alla nostra pagina in Face Book.

 

Giovanna Barbaro
12/08/2017

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