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Disabilità e diritto alla vita indipendente in Emilia Romagna

La legge della regione Emilia Romagna n. 29/97 “Norme e provvedimenti per favorire le opportunità di vita autonoma e l’integrazione sociale delle persone disabili” prevede una serie di contributi a favore dei disabili gravi, che necessitino strumentazioni e ausili per condurre quotidianamente una vita il più autonoma possibile nel proprio domicilio. Vediamo quali spese sono ammissibili, in quali termini, nonché in quali modalità.

I beneficiari

Possono inoltrare la domanda di contributo le persone disabili, o chi ne esercita la potestà, o tutela, il cui ISEE, riferito al nucleo familiare, non superi il valore di 23.260 euro  e che siano certificate gravi ai sensi dell’art.3 comma 3 della L n. 104/92.

Le richieste di contributo relative alle spese già effettuate nel corso dell’anno precedente alla domanda, ad esempio per acquistare : strumentazioni, ausili e attrezzature comprese nelle tre categorie previste all’articolo 10 della menzionata LR 29/97, eccetto interventi finanziati da altre leggi nazionali o regionali, fatte salve le agevolazioni fiscali e le detrazioni previste dalla legislazione vigente.

Attenzione: prima di presentare la domanda di finanziamento è opportuno verificare se le strumentazioni, presidi e ausili richiesti, possono essere erogati, in particolare, attraverso la L n. 13/89, e s.m.i., in merito al superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati (competenza del Comune di residenza) attraverso il DM n. 332/99 recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale (competenza dell’Azienda USL di residenza – Ufficio Protesi e Ausili) o, infine, nell’ambito dei progetti di AD del FRNA di cui al DGR 1206/2008. Attenzione: non è possibile presentare domande con un preventivo di spesa, ma solo con documenti di spesa fiscalmente validi.

Tipologia di spese ammesse

a) Strumentazioni tecnologiche ed informatiche per il controllo dell’ambiente domestico e lo svolgimento delle attività quotidiane.

Sono comprese in tale categoria i sistemi di automazione domestica e le strumentazioni tecnologiche ed informatiche, funzionali ai bisogni della persona, quali ad esempio: automazioni e motorizzazioni per infissi interni (ad es. porte, finestre, tapparelle, persiane…) per infissi esterni (ad es. cancelli, porte…) e per componenti (ad es. ricevitori, attuatori, collegamenti, serrature elettriche…) strumentazioni per il controllo ambiente (ad es. interruttori, pulsanti, telecomandi, sensori di comando…) strumentazioni di segnalazione e controllo a distanza (ad esempio videocitofono o campanello d’allarme…) telefoni speciali e strumentazioni di telesoccorso, telemedicina e teleassistenza.

Attenzione: non sono ammissibili a contributo le spese sostenute per interventi strutturali, vale a dire, interventi per modifiche murarie ed adeguamenti strutturali dell’abitazione (ad esempio per installare infissi, demolire e ricostruire pareti interne). Per tali interventi le domande di contributo devono essere, infatti, presentate al Comune di residenza ai sensi della L n. 13/89 prima di iniziare i lavori. Le spese sostenute per l’installazione e l’acquisto di infissi, interni ed esterni, sono ammissibili unicamente se effettuate contestualmente ad interventi di automazione funzionali alle abilità della persona. Per i soli infissi le domande possono essere, invece, presentate al Comune di residenza ai sensi della L n. 13/89 prima di effettuare l’intervento.

b) Ausili, attrezzature e arredi personalizzati che permettono di risolvere le esigenze di fruibilità della propria abitazione.
Sono compresi nella presente categoria: elettrodomestici, ausili e arredi, anche generici, purché con caratteristiche ergonomiche e tecniche funzionali alle abilità residue della persona (ad es. complementi di arredo anche automatizzati, pensili e basi, specchio reclinabile motorizzato o speciale, appendiabiti e piani di lavoro reclinabili o estraibili) maniglie e corrimano, arredi con caratteristiche di fruibilità, sanitari e accessori per il bagno (ad es. pensili e accessori particolari, water e bidet, doccia, vasche speciali) acquisto e installazione impianti di condizionamento e deumidificazione, rampe mobili, ausili per la vita quotidiana (ad es. stoviglie ed utensili particolari per la cucina, ausili per vestirsi…). Non sono invece ammissibili al finanziamento le spese sostenute per interventi strutturali, vale a dire, interventi per modifiche murarie per adeguare il bagno, nonché opere murarie e strumentazioni o ausili per il superamento delle barriere architettoniche (quali carrozzine a cingoli, carrello cingolato, montascale, montascale mobile a cingoli o a ruote, rampe fisse, servo scala, elevatore, piattaforma elevatrice, mini ascensore per interni o esterni, installazione o adeguamento ascensore, transenne guida persone) carrozzine ed infine ausili per il sollevamento (ad esempio, sollevatore mobile manuale o elettrico, sollevatore a soffitto, sollevatore a bandiera, sollevatori da vasca, alzavasca da bagno elettrica, imbragatura…).

c) Attrezzature tecnologicamente idonee per attività di lavoro, studio e riabilitazione nel proprio alloggio, qualora la gravità della disabilità non consenta lo svolgimento di tali attività in sedi esterne.
Sono comprese in tale categoria attrezzature tecnologiche che consentono alla persona con disabilità di svolgere presso la propria abitazione attività di studio, lavoro o riabilitazione, qualora la persona si trovi in una situazione di handicap grave che non consente di svolgere tali attività in sedi esterne, ad esempio per gravi limitazioni della mobilità non compatibili con frequenti spostamenti, dipendenza continuativa dall’uso di attrezzature e ausili sanitari non mobili, disagevoli condizioni logistico e territoriali per il raggiungimento di sedi esterne. In particolare sono compresi in tale categoria attrezzature quali Personal Computer, periferiche e componenti standard (ad esempio, PC portatile o fisso, monitor, joystick, mouse, trackball, scanner e stampante…) ausili per accesso al PC (ad esempio, scudo per tastiera, tastiera con scudo, tastiera portatile con display e/o uscita vocale, tastiera speciale ridotta o espansa, tastiera programmabile, sensore di comando, software e hardware di accesso alternativo o a scansione, emulatore di mouse…) software educativi, riabilitativi o per la produttività scolastica e lavorativa, postazioni di lavoro (tavolo da lavoro, sedia ergonomica regolabile, accessori per ergonomia, voltapagine…)  comunicatori simbolici e alfabetici se funzionali alle abilità della persona e non riconducibili al DM n. 332/98, strumenti di riabilitazione non prescrivibili, né riconducibili ad ausili compresi nel Nomenclatore Tariffario di cui al DM n.332/98.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.65 del 18-03-2017 – Suppl. Ordinario n. 15) il nuovo decreto sui LEA (livello essenziale di assistenza sanitaria) che contiene anche il Nuovo nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi che modifica il precedente del 1999. Ora il decreto deve essere recepito dalle Regioni e deve partire il complesso iter per la sua concreta attuazione all’interno delle procedure delle Aziende sanitarie. A titolo di esempio attrezzature tipo maniglioni, automazioni, personal computer e relativo software ed altro (tipiche attrezzature oggetto di contributo della L. n. 29/97 fino ad ora) sono ricompresi nel Nuovo nomenclatore.




Iter delle domande: quando e come

La domanda deve essere presentata su apposito modulo entro il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui si è effettuata la spesa, salvo diversa indicazione operante nelle diverse zone locali. Deve essere firmata dalla persona disabile interessata, o da chi ne esercita la potestà, o tutela.

Per la stessa tipologia di acquisto è possibile presentare una domanda ogni 4 anni, salvo casi di furto, rottura o sopravvenuta inadeguatezza rispetto alla tipologia di deficit.

La modulistica per la domanda di contributo può presentare forme grafiche diverse, perciò è opportuno richiederla al proprio Comune presso gli Sportelli sociali o Informahandicap.

Dove presentare la domanda e quali documenti allegare

Le domande  vanno presentate al Comune di residenza, generalmente allo Sportello sociale o presso altro Ufficio deputato a ricevere le domande (generalmente l’Urp, oppure Ufficio dei servizi sociali, oppure anche alcuni CAAD)

Documenti da allegare:

  1. – certificazione di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della L n. 104;
  2. – documentazione della spesa sostenuta (fattura o ricevuta fiscale indicante chiaramente il nome, tipologie dell’oggetto acquistato, che non deve essere indicato tramite codici o sigle, ovviamente, non decodificabili dagli uffici amministrativi che espletano l’istruttoria delle domande);
  3. – documentazione sulle caratteristiche tecniche e commerciali dell’ausilio o dell’attrezzatura, (documentazione di corredo fornita dalla ditta produttrice, relazione di un tecnico che ha fornito dell’eventuale consulenza, in assenza, presentare la relazione dettagliata scritta da chi presenta la domanda);
  4. – autocertificazione relativa al valore Isee del nucleo famigliare.

Entità dei contributi e graduatorie

– fino al 50% della spesa sostenuta su un tetto massimo di spesa ammissibile di 14.903 euro per gli interventi di cui alla lettera a)

– fino al 50% della spesa sostenuta su un tetto massimo di spesa ammissibile di 12.611 euro per gli interventi di cui alla lettera b)

– fino al 50% della spesa sostenuta su un tetto massimo di spesa ammissibile di 4.586 euro per gli interventi di cui alla lettera c)

I Soggetti ammessi a finanziamento possono presentare, ogni anno, una sola domanda di contributo riguardante uno o più ausili, attrezzature, arredi o strumentazioni rientranti nelle tre categorie di cui alle lettere a), b) e c) dell’articolo 10 della LR 29/97, fermi restando per ogni categoria il tetto massimo di spesa ammissibile sopra riportato, nonché un tetto massimo di spesa ammissibile pari a euro 14.903 in caso di acquisto di ausili, attrezzature, arredi o strumentazioni rientranti in più di una delle tre categorie di cui trattasi.

Le graduatorie vengono redatte in base al parametro ISEE. Il contributo ricevuto non costituisce reddito e per cui non concorre all’imponibile. Le domande di contributo che, per mancanza di fondi, non vengono soddisfatte nell’anno di presentazione, rimangono valide per l’anno successivo.

Leggi anche: vita indipendente in Friuli Venzia Giulia, Veneto e in Liguria

Giovanna Barbaro
30/10/2017

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