MAP

Come scrivere il Curriculum Vitae di successo?

Oggi rispetto a qualche lustro fa -intendiamo prima della più recente stagnazione economica del nostro Paese- trovare lavoro era statisticamente più facile: c’erano più offerte e meno concorrenza straniera a tutti i livelli.

Tuttavia, con la diffusione di Internet e l’alfabetizzazione informatica in modo trasversale, sono anche moltiplicati i siti web e di conseguenza le opportunità di seminare la nostra domanda di lavoro, anche se non abbiamo la fortuna di avere tanti contatti e referenze. La nostra associazione MAP, tra le varie missioni, si occupa anche di facilitare l’inclusione dei suoi associati nel mondo del lavoro. Vediamo i consigli più utili per non farsi cestinare il proprio CV e quindi come avere buone probabilità di passare il primo filtro per essere ammessi al colloquio.




  1. Pensate al vostro CV come se fosse il nostro biglietto da visita: esteticamente attraente, originale ed efficace nel rappresentare la nostra identità. Ad esempio l’uso del grassetto -per evidenziare alcuni aspetti importanti- e di spaziature regolari può aiutare a rendere più leggibile il documento. Sconsigliato l’uso dei colori e di virtuosismi grafici, a meno che non vogliamo proporci in un contesto lavorativo molto creativo. Anche la foto ritratto dovrebbe essere sobria, nitida e frontale. Non è obbligatorio inserirla, ma la sua presenza è molto ben gradita: “un’immagine comunica più di 1000 parole”.
  2. Identificatevi con il selezionatore dell’azienda o ente a cui vi proponete: scrivere un messaggio chiaro anche per chi non è del nostro settore e cercare di rispondere il più possibile ai requisiti elencati nell’annuncio di offerta di lavoro.
  3. Concentratevi sulle vostre peculiarità: cerchiamo di evidenziare che cosa sapete fare meglio e vi appassiona. Nel formato dell’Europass, il più diffuso e richiesto dai selezionatori di risorse umane, vi è una sezione dedicata alla posizione che state ricercando.
  4. Esponete le esperienze lavorative: cominciate elencando le più recenti fino ad arrivare alle prime, se sono significative e pertinenti con la posizione ricercata. I lunghi periodi di pausa dal lavoro devono essere evitati il più possibile, diversamente è opportuno giustificarli adeguatamente, cioè valorizzando il periodo “morto” o d’inattività. Ad esempio per una donna potrebbe essere inserita la pausa dovuta alla gravidanza e maternità! Spesso sono cause di licenziamento travestito da giusta causa…Per un uomo la giustificazione potrebbe ricercarsi tra queste situazioni: l’obbligo di assistere a un famigliare, un incidente o anche un anno sabbatico per crescere professionalmente. Evitiate di inserire esperienze molto lontane nel tempo, qundo non pertinenti con il profilo richiesto.
  5. Esponete la formazione: cominciate elencando in ordine cronologico inverso quella obbligatoria e poi quella facoltativa accademica o abilitante all’esercizio di una professione. Se non avete ottenuto votazioni eccellenti omettetele, a meno che non sia espressamente richiesto nell’annuncio di lavoro, ad esempio di ricercatore o impiegato pubblico, poiché il punteggio è strumentale a formare una graduatoria di merito.
  6. Hobby, interessi e sport: per la maggior parte dei valutatori è una mancanza importante non compilare questa sezione del proprio CV. La ragione si trova nel voler valutare il grado di dinamismo e impegno in altre attività al di fuori del mondo del lavoro. Questa sezione va compilata ponderando bene, ossia valutando l’eventuale conflittualità con la posizione ricercata. Se non volete compromettervi troppo, potreste sempre elencare le azioni di volontariato svolte, poiché valorizzano moltissimo l’aspetto caratteriale del vostro profilo. L’ideale sarebbe citare anche il nome dell’associazione e il sito web per cui avete prestato servizio.
  7. Patenti: se possedete la patente ma non il veicolo indicatelo ugualmente. Se avete anche il vostro autoveicolo, specificarlo è un plus utile in posizioni che richiedono una mobilità autonoma e flessibile.
  8. Conoscenze linguistiche: oggi sapere una sola lingua oltre quella propria non è più concorrenziale. Per lavorare nella UE sta diventando un must conoscere almeno due, possibilmente una delle tre lingue comunitarie (inglese, francese e tedesco) ufficialmente ammesse per la comunicazione con gli enti europei. Cercate di utilizzare la tabella fornita assieme all’Europass per indicare il livello di conoscenza scritta, verbale e di ascolto. I livelli vanno dal più basso A1 (elementare) al più alto C2 (quasi madrelingua).
  9. Errori da evitare: ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, è di rileggere attentamente il proprio CV e verificare che non vi siano errori di battitura, o ancor peggio di grammatica e di sintassi. Non dimenticare di inserire sempre, a fondo pagina, oltre la data e la firma anche l’autorizzazione, la dichiarazione che le informazioni riportate nel CV sono esatte e veritiere, ai sensi dell’art. D.P.R 445/2000. Infine, inserite anche: l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, ivi compresi quelli sensibili, ai sensi e per gli effetti del D.Lgs 196/2003.
  10. Lettera di presentazione: è vivamente consigliato accompagnare il proprio CV con una breve lettera dove avete la possibilità di spiegare sinteticamente a quale posizione desiderate candidarvi facendo riferimento all’annuncio, se invece si tratta di un’autocandidatura è consigliabile motivarla specificando la vostra disponibilità (giorni, orari e modalità) ad essere contattati per un eventuale colloquio.

Per concludere, a MAP non resta che augurarvi di conseguire gli obiettivi professionali ed economici desiderati. Infine, ricorda ai propri associati la possibilità di richiedere in qualunque momento una nostra consulenza gratuita in merito a quanto illustrato e per inserire il proprio CV nella nostra “Bacheca di lavoro”, pensata per far incontrare la domanda con l’offerta.

 

Giovanna Barbaro
20/12/2017

 

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