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Associazioni del Terzo settore: “l’unione fa la forza!”

Il detto popolare “L’unione fa la forza.” vuole evidenziare un vantaggio: quante più persone, più elementi o associazioni di volontariato concorrono unite al conseguimento dello stesso obiettivo, tanto più facile sarà raggiungerlo. Come presidente dell’associazione MAP vorrei soffermarmi sull’importanza della collaborazione tra diverse associazioni.

Inizierò col dire che a parole, quando si presentano dei progetti, tutti vorrebbero collaborare, ma poi nei fatti tutto rimane nell’aria, come una promessa del marinaio. Pare che qualcuno temi di mettersi in gioco. Con profondo rammarico mi trovo ora a denunciare quanto udito, recentemente, da un membro del CD di una consolidata associazione no-profit friulana fondata sui precetti cattolici, esistente dagli anni settanta, alla nostra proposta di unire le forze per conseguire più rapidamente buoni risultati sul fronte dell’accessibilità per i disabili nei luoghi di fruizione pubblica: non ci interessa collaborare con enti nostri concorrenti.
Personalmente ritengo che un simile timore, manifestato ancor prima di conoscere un’altra associazione neonata, suona come un enorme controsenso se guardiamo quanto ancora siamo lontani dall’attuare una società inclusiva e fruibile per categorie vulnerabili come noi disabili motori.

Mi appello a voi lettori: aiutateci a comprendere le ragioni che si celano dietro a queste ostilità verso il lavoro di gruppo per il bene sociale.
E’ evidente che per uscire dalla realtà “Anno zero” in termini di accessibilità ai disabili- dovremmo aspettarci un atteggiamento aperto e collaborativo da parte di tutti. Solitamente, quando non ce la faccio da sola, io chiedo rinforzi. Le associazioni nascono per sopperire alle carenze di servizi da parte delle istituzioni, infatti non avrebbero motivo di esistere se il servizio pubblico fosse conforme alle necessità dei cittadini. Molte associazioni operano da diversi anni, attingono al 5×1000, e sono diffuse nell’intero territorio nazionale, insomma, sono dei veri riferimenti nel Terzo settore e moltissime vengono interpellate direttamente dalle istituzioni per partecipare in progetti di notevole impatto sociale.




Ogni problematica, individuata dai cittadini, diventa uno spunto per aggregare delle persone attorno ad un tavolo di lavoro, con lo scopo di trovare soluzioni per ridurre o abbattere le difficoltà comuni. Esistono diversi tipi di gruppi uniti da problematiche comuni: di donne, di mamme, di papà, di sportivi, di artisti, di separati ecc. Tutti hanno la necessità di ritrovarsi, esprimere le proprie aspettative, proporre progetti e condividere le esperienze, unendo risorse per gli interessi di tutti. Questo vale anche per la nostra associazione MAP, nata con lo scopo di offrire le proprie competenze, per favorire il diritto dei disabili, in particolare motori, di vivere dignitosamente in modo autonomo, come sancito dalla Convenzione ONU del 2006.

Esistono molte associazioni che si stanno adoperando da anni per l’abbattimento o il superamento delle barriere architettoniche, sappiamo che continua ad essere grosso problema. Da trentadue anni esiste una legge sull’obbligatorietà dei Comuni di dotarsi di almeno un PEBA. Quanti degli 8.000 Comuni non hanno ancora soddisfatto l’obbligo? La legge è dunque inefficace. Proprio per questo motivo è necessario unire le forze per risolvere questo annoso ed inaccettabile problema di inadempienza che suona come una discriminazione per tutti i disabili che sono abbandonati a loro stessi.  Alcuni di essi hanno dovuto fare azioni legali contro amministrazioni pubbliche.

Molti politici ancora oggi nemmeno sono a conoscenza del significato della legge figuriamoci del significato del PEBA. Pertanto, la nostra associazione si è impegnata sin dalla sua nascita a diffondere la conoscenza dei diritti degli interessati e dei doveri degli amministratori dei beni ad uso pubblico con il fine di facilitare soluzioni alle carenze esistenti e soprattutto abbattendo barriere culturali.

Per concludere, con il presente articolo MAP lancia l’invito a collaborare in progetti per diffondere la cultura dell’accessibilità per tutti.

Katia Casasola,
Presidente MAP,
26/03/2018

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Brava Katia, il mio motto è ” Insieme tutto si può”, ma quanta fatica costa.
L’associazione che rappresento è al Sud, in una realtà ancora più chiusa….quando io dico che bisogna fare rete mi guardano come se fossi una marziana o peggio! Ma noi non demordiamo! Ciao.

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