La disabilità nella storia, Parte quarta: l’epoca Moderna


Continua la nostra rassegna sull’analisi del concetto “Disabilità” nella storia. E dopo il Medioevo arriva il Rinascimento, con annessa l’epoca Moderna. Riguardo a quest’ultima, sappiamo ben poco rispetto alla vita dei singoli disabili. Gli studi storici sono in gran parte incentrati sulla dicotomia medico/sociale. Siamo di fronte a un limite conoscitivo riguardo alle reali condizioni di vita dei disabili.
Il ‘600 è un epoca di ampie contraddizioni che precorrono anche la successiva epoca Industriale, le basi culturali per lo sviluppo del pensiero scientifico, ancora oggi vivo. La “contraddizione” principale per i disabili a quell’epoca veniva esplicata da due mondi. Il primo: quello segregante, iniziato con la nascita e lo sviluppo degli ospedali, enti assistenziali per arginare le problematiche sociali. Dentro gli ospedali convivevano sostanzialmente fasce sociali fragili come: storpi, malati, invalidi di guerra, pazzi e ritardati mentali.
Il secondo, l’altro lato della medaglia: l’opera della San Vincenzo de Paoli, un’ istituzione che non operava per segregare le fasce deboli, ma per sostenerle con azioni di carità e assistenza.




Con il tempo c’è stata una specializzazione dei vari istituti. Nel ‘700 si registra la nascita dei primi manicomi. Gli invalidi di guerra hanno poi avuto la fortuna di poter essere curati e sostenuti, per tutta la loro vita, da istituzioni create appositamente per loro, delle vere e proprie case di riposo volute in genere dai sovrani, un po’ per riconoscere il servizio svolto dai soldati verso la Corona e la Patria, un po’ per gestire l’ordine e la salute sociale e, infine, per compiacere ed ingraziarsi le alte sfere militari.
Uno dei cambiamenti visibili dell’epoca Moderna è stata l’industrializzazione, ovvero l’introduzione sempre più massiccia di macchine nella produzione. Se da un lato il lavoro umano doveva essere alleggerito, dall’altro quello degli addetti all’uso delle macchine erano soggetti a nuove disabilità, diverse da quelle procurate in guerra o dalla nascita.
Le macchine generano i primi incidenti sul lavoro, le menomazioni provocate dall’uso di macchinari. Gli infortuni sul lavoro portano a considerare istituti sociali nuovi come le prime mutue, la nascita della previdenza pubblica, le assicurazioni sugli infortuni sul lavoro.
Si assiste per la prima volta a infortuni provocati dai mezzi di trasporto: tram, carrozzelle e vetture. L’ 800 con i suoi studi scientifici ha portato alla differenziazione e al riconoscimento delle varie malattie intellettive invalidanti; si sono individuate due categorie di malati mentali:
• Pazzi dalla nascita (ritardati mentali)
• Lunatici (pazzi, schizofrenici e nevrotici)
La pedagogia speciale fa i primi passi individuando prassi e luoghi per la cura dei ritardati mentali, ottenendo non sempre dei buoni risultati. Alla fine, con lo sviluppo degli studi scientifici partiti nell’epoca ottocentesca si è arrivati a distinguere e caratterizzare maggiormente le disabilità, che sono state così suddivise:
• Malati mentali
• Disabili fisici
• Infortunati sul lavoro
• Portatori di ritardo mentale (da condizioni genetiche)
Bisogna giungere ai primi anni del 900, per la nascita dell’ attuale psicologia, che ci darà, tra l’altro con i suoi studi, il famoso test del QI (Quoziente Intellettivo) usato ancora oggi.

Fabio Piccinin,
Vice presidente MAP,
18/05/2018

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Giovanna Barbaro Architetta - Università di Venezia

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