MAP

Rischio d’incendio e disabilità, la mappatura dei VVFF in Friuli VG


Alla nostra associazione MAP sta particolarmente a cuore il tema della gestione del rischio d’incendio focalizzato a tutelare le persone con mobilità ridotta per soddisfare al meglio le necessità del 25% dei propri soci aderenti. Secondo la nostra esperienza è un tema poco discusso ovunque.
Facendo sopralluoghi in strutture ospedaliere recentemente inaugurate nella Regione Friuli V.G. ci è capitato di vedere situazioni paradossali: progettazione a norma rispetto i dictat dei VVFF ma assolutamente pericolosi in presenza di persone con mobilità ridotta!
Per questioni di privacy non citeremo ne il nome dell’ospedale e ne dei progettisti, tuttavia saremo lieti di rispondere a chi ci richiedesse ulteriori informazioni.
Di seguito riportiamo un progetto virtuoso realizzato nel 2014, dai Vigili del Fuoco di Trieste e dalle Amministrazioni e Associazioni della regione Friuli V.G,  che a nostro modesto avviso dovrebbe costituire un modello standard per la prevenzione e riduzione dei rischi in caso d’incendio in presenza di persone disabili più che la celebrazione di un’eccellenza fine a se stessa.

Negli ultimi tempi, si sta sempre più approfondendo la tematica del soccorso alle persone disabili da parte dei Vigili del Fuoco. Le fasi dell’intervento, infatti, possono essere molto complesse e delicate sia per quanto riguarda il soccorritore che la persona da soccorrere, soprattutto se esiste una scarsa interazione tra le parti o quando esiste una scarsa informazione sulla presenza o meno di persone bisognose d’aiuto.
Spesso, nell’affrontare le criticità A e le evoluzioni che emergono durante gli interventi di soccorso, in particolar modo nelle zone dove può accedere il solo personale Vigile del Fuoco (es. “zona rossa”) e quindi in assenza di persone specializzate nel settore dell’assistenza ai disabili, il personale dei comandi provinciali si trova a fronteggiare situazioni di rischio e gestione delle emergenze che di fatto potrebbero essere preventivamente pianificate attraverso una solida e capillare conoscenza del territorio e delle situazioni a rischio connesse.
Il comando di Trieste ha da tempo sviluppato una serie di iniziative atte ad approfondire la capacità di risposta operativa del proprio personale in presenza di persone disabili, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria, l’Associazione TriesteAbile e Televita, con le quali si sono approfondite varie tematiche sull’argomento in questione.
Così, al fine di migliorare i propri interventi, i Vigili del Fuoco giuliani hanno pensato di sviluppare una banca dati in collaborazione con l’Associazione TriesteAbile, su base volontaria, finalizzata a raccogliere brevi e sintetiche notizie in merito alla presenza di particolari persone nell’ambito di contesti abitativi, in modo da pianificare preventivamente un intervento d’emergenza come incendio o dissesto statico.

Fonte: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco




 

Per concludere, lanciamo il nostro desiderio di entrare in contatto con tutti coloro i quali abbiano avuto esperienze dirette o indirette in questo progetto  encomiabile per condividerle anche con i nostri aderenti e simpatizzanti. Tutti assieme possiamo contribuire a innescare così un effetto domino virtuoso nelle situazioni d’emergenza, nelle quali solitamente l’esperienza è scarsa e ridotta ulteriormente dall’effetto panico.

Giovanna Barbaro,
Tesoriere e Dir. del CTS Protocollo MAP,
18/06/2018

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