Toscana, inaugurato il centro per l’accessibilità

La regione Toscana chiude il CRID (Centro regionale per l’informazione e la documentazione) dopo 10 anni di vita e apre il CRA Centro regionale per l’accessibilità. La notizia risale allo scorso luglio e -come spiegheremo- riguarda un cambiamento non solo della denominazione dell’ente pubblico dedicato a risolvere i problemi dell’accessibilità dei disabili nei luoghi pubblici.
Con le “Disposizioni generali sui diritti e le politiche per le persone con disabilità” ( LR n. 60 del 2017)  la regione Toscana, tra le poche in Italia, si dota di un centro dedicato espressamente all’accessibilità  – dice il direttore del Cra, Andrea Valdré –.

Il CRA oggi può contare su finanziamenti specifici per una serie di attività: dal supporto per il coordinamento e l’attuazione delle politiche regionali in tema di disabilità, alla promozione di iniziative sul territorio per diffondere la cultura dell’accessibilità e dell’inclusione.
“Facciamo consulenza a tutto tondo sia alle famiglie di persone con disabilità sia ai Comuni e agli altri enti pubblici, con personale nostro e collaborando con gli esperti del CNR di Pisa per le questioni inerenti le tecnologie assistive .Inoltre, negli ultimi 2 anni abbiamo iniziato a organizzare corsi di formazione rivolti ai tecnici” – spiega il suo direttore –.

Come il CRID, il nuovo centro è stato precedentemente gestito da Uncem Toscana e successivamente dalla Società della salute fiorentina nordovest. Da quest’anno il CRA è sotto l’ULS Toscana centro e, oltre che con il CNR, collabora con il dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze.

“Abbiamo diversi progetti importanti da realizzare nei prossimi mesi – anticipa Valdré –. Forse il principale è un corso di formazione rivolto a tutti i dirigenti regionali in materia di diritti delle persone con disabilità e accessibilità, che si svolgerà a partire dal prossimo autunno. Un altro coinvolgerà il personale che lavora nel front office delle biblioteche toscane e avrà l’obiettivo di migliorare l’interazione con tutti gli utenti”.

Il CRA sta anche lavorando per rendere maggiormente accessibili, come richiesto dalla legge, i siti e tutti i documenti della Pubblica amministrazione. “A Prato, invece, con il progetto ‘Autism friendly’ spiegheremo come entrare meglio in contatto con le persone con disturbi dello spettro autistico, a chi lavora nei negozi e negli esercizi pubblici”. Una sfida? “Questa è difficilissima e non so se riusciremo a vincerla – conclude Valdré –. L’ultimo aggiornamento di Messenger ha reso impossibile l’invio dei messaggi alle persone con disabilità visiva. Ci stiamo lavorando con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, ma non stiamo trovando ascolto da Facebook”.

Per concludere, la nostra associazione MAP accoglie la presente notizia con molta gioia, poiché ci fa capire che il nostro progetto (Protocollo MAP) ha ragione di esistere e di essere sostenuto per la mappatura dell’accessibilità-fruibilità-inclusività di luoghi ed eventi a destinazione pubblica in tutta Italia e oltre i confini nazionali.

Fonte:
In Toscana è nato il Centro regionale per l’accessibilità, Firenze – 19/07/2018

Giovanna Barbaro,
Tesoriere e dir. del CTS Protocollo MAP,
21/09/2018

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Giovanna Barbaro Architetta - Università di Venezia

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