Progetti d’innovazione sociale: Corso per segnalatori MAP

“Definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano dei bisogni sociali (in modo più efficace delle alternative esistenti) e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni.
In altre parole, innovazioni che sono buone per la società e che accrescono le possibilità di azione per la società stessa”
(Libro bianco sull’innovazione sociale, R. Murray, J. Caulier Grice e G. Mulgan)

La nostra associazione MAP è nata per favorire l’inclusione sociale delle persone svantaggiate, ovvero con ridotta mobilità, sia per limitazioni nella deambulazione e sia per problemi visivi. La sua missione è quella di portare l’innovazione sociale, riconosciuta come un elemento chiave nella strategia di crescita e sviluppo dell’Unione Europea dei prossimi anni (vedasi la strategia Europa 2020 – Innovation Union).

In questo contesto, MAP in ogni sua attività e servizio indirizzati ai propri associati, declina l’innovazione sociale per soddisfare concreti e particolari bisogni, attualmente disattesi come l’accessibilità, la fruibilità e l’adeguatezza dell’attenzione al cliente di strutture e infrastrutture a destinazione pubblica. Di fatto, oggi nel nostro Paese, l’innovazione sociale non è ancora adeguatamente indagata e sostenuta con opportuni finanziamenti o incentivi.
Per risolvere l’annoso problema della mobilità incondizionata, come sancito dalla Convenzione ONU del 2006 sulla tutela dei diritti dei disabili, la nostra associazione ha messo a punto un Protocollo di certificazione per premiare, in modo super partes, le realtà virtuose stimolando così la nascita del bisogno di miglioramento o riqualificazione radicale dell’offerta ai clienti con esigenze particolari, ossia tutte le persone considerate nel trattato dell’Universal Design o Design for all (anziani, donne gravide, persone con percentili fuori standard).

Il Protocollo di certificazione MAP

Nel contesto evidenziato, il Protocollo di certificazione MAP è la soluzione al problema del disagio degli utenti a mobilità ridotta, quando escono dalla loro zona di comfort (la propria casa o le zone che hanno sperimentato positivamente). In pratica, si tratta di uno strumento imparziale per premiare i luoghi virtuosi, sia nel nostro Paese che oltre i suoi confini.
All’oggi, nessun protocollo di certificazione, sia di edifici che di luoghi, affronta in modo approfondito il tema dell’accessibilità e dunque il Protocollo MAP può affiancare tutti quelli esistenti in maniera indipendente e quindi più evidente rispetto a tutte le altre prestazioni contemplate obbligatoriamente, in termini di risparmio energetico e di riduzione degli impatti ambientali, ma con scarsi o assenti criteri di valutazione della vivibilità degli ambienti.
Come MAP pensa di premiare i gestori/proprietari dei locali? Essendo le barriere culturali il principale ostacolo da abbattere, prima ancora di quelle architettoniche, intende valorizzare la gestione inclusiva dei locali e dei luoghi, quindi l’empatia umana. In seconda battuta, desidera promuovere i luoghi ed eventi pubblici certificati in base al Protocollo MAP con un’apposita targa, cui logo è stato registrato al MISE per contraddistinguerli come portatori dei valori fondamentali del circuito di servizi ed offerte di qualità rispettose delle aspettative dei nostri associati, i primi garanti del nostro sistema poiché segnalatori e tester.
Il fine ultimo del Protocollo MAP è realizzare in modo standardizzato una banca dati dinamica, aggiornata annualmente, dei luoghi e degli eventi pubblici, assegnando una stella verde a quelli virtuosi mentre arancione e rossa a quelli rispettivamente non adeguatamente accessibili e totalmente inaccessibili.
La banca dati attualmente è a disposizione dei propri associati mediante l’accesso alla propria piattaforma web. In futuro, con maggiori risorse e patrocini la banca dati sarà accessibile grazie ad una web app.
L’obiettivo finale, il più ambizioso, è quello di arrivare ad un progetto comune, coinvolgendo anche altre associazioni, per creare una banca dati estesa a tutto il Paese e traducibile anche nelle più diffuse lingue per facilitare l’accoglienza di turisti non italiani. La qualità dei dati archiviati, in base alla categoria di locale e alla zona geografica, sarà garantita dal Comitato Tecnico e Scientifico (CTS) della stessa associazione MAP, onde evitare il conflitto d’interesse, che ovviamente può insorgere quando il valutatore coincide con il proprietario o gestore dell’oggetto della valutazione.

Corso per segnalatori MAP

In questo contesto nasce il Corso per segnalatori MAP, funzionale a premiare innanzitutto luoghi accessibili e gestori che li rendano effettivamente fruibili secondo i criteri enunciati nel Protocollo di certificazione MAP dell’accessibilità-fruibilità-inclusività. Il segnalatore MAP, al termine del corso teorico e pratico di 10 ore e può collaborare da subito per la mappatura dei luoghi e degli eventi nella zona in cui risiede o lavora. Il corso si divide in 3 moduli con cadenza settimanale e prevede un test finale teorico a risposta scritta multipla. Il superamento del test da accesso alla parte pratica del corso che può avere una durata massima di un mese e minima di una settimana a seconda delle competenze e delle esigenze del corsista per segnalare a MAP un luogo o un evento come potenzialmente certificabile senza interventi di abbattimento o superamento delle barriere architettoniche.
Il modulo 1 riguarda i principi di comunicazione interpersonale tra il segnalatore e il gestore/proprietario del locale;
il modulo 2 riguarda il protocollo MAP e il ruolo pratico del segnalatore. Infine, il modulo 3 riguarda i fondamenti legislativi della progettazione per disabili visivi e le innovazioni tecnologiche che hanno portato a superare l’attuale segnaletica loges.

Obiettivi del corso per segnalatore MAP

Il corso è indirizzato sia a normodotati che a disabili. Il principale obiettivo è di insegnare a lavorare in gruppi misti, ovvero formati da almeno un disabile per far comprendere ai normodotati in modo diretto le problematiche dovute alla presenza di barriere architettoniche nei luoghi a destinazione pubblica e individuare le potenzialità di accessibilità.
Il gruppo di lavoro si formerà attraverso una comune prova pratica consistente nell’individuazione di un locale da certificare con il Protocollo MAP. I gruppi si compongono di un minimo di 2 persone a un massimo di 5. L’obiettivo finale del corso è di acquisire le competenze fondamentali per lavorare come segnalatore MAP e per sviluppare capacità per affrontare una corretta relazione interpersonale con i destinatari della certificazione MAP.
Dopo aver conseguito un’adeguata esperienza, lavorando almeno per un anno con MAP, il segnalatore potrà essere ammesso al corso per Valutatore MAP. I progettisti potranno accedere direttamente al corso per Valutatori mediante un processo di selezione che consiste nella valutazione del grado di accessibilità e fruibilità di un luogo o evento da loro progettato o realizzato. Tra un anno partiranno i corsi di Valutatore MAP per affiancare i referenti regionali MAP.

Edizioni del corso on-line modalità sincrona

Tra il 2018 e il 2019 Sono previste 4 edizioni del corso entro il 2018.

  • Edizione: inizio 12/10/2018- fine: 16/11/2018. Iscrizioni entro: 9/10/2018
  • Edizione: inizio 4/12- fine: 28/01/2019. Iscrizioni entro: 28/11/2018
  • Edizione: inizio 16/01/2019- fine: 01/02/2019. Iscrizioni entro: 10/01/2019
  • Edizione: inizio 27/02- fine: 22/03/2019. Iscrizioni entro: 21/02/2018

Altre edizioni verranno organizzate solo nell’eventualità di non raggiungere un numero adeguato di segnalatori MAP  per ogni regione.

Preiscrizioni e informazioni

Gli interessati possono preiscriversi lasciando i dati di contatto per ricevere informazioni su: programma, costi e raggiungimento del quorum per l’attivazione del corso nella data scelta. Scrivere al Dir. del CTS Protocollo MAP compilando il modulo nella sezione Contatti:

 

Giovanna Barbaro,
Dir. del CTS Protocollo MAP,
Responsabile del programma di formazione,
25/09/2018

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Giovanna Barbaro Architetta - Università di Venezia

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