Cercasi aiuto disabili: meglio una badante o un assistente domiciliare?

Come presidente dell’associazione MAP, desidero condividere la mia attuale problematica per attivare possibili sinergie proficue per tutti quelli che, come me, cercano una o un badante, un valido aiuto per svolgere attività quotidiane che diventano difficoltose per chi è disabile.
Da qualche giorno, mi sono dovuta imbattere nuovamente nella ricerca di una persona da assumere come badante, per sostituire l’attuale incaricata, andata in maternità improvvisamente. Il primo problema da affrontare è trovarsi con poco tempo utile per colmare il vuoto lasciato da una persona d’importanza vitale, specie dopo aver condiviso anni assieme. La prima cosa che ho fatto, come tutti, è aver lanciato l’appello mediante il passa parola, perché degli amici ci si fida di più degli annunci pubblicati direttamente dagli offerenti.
Navigando in internet, oggi si trovano moltissime offerte: si tratta in gran parte di persone straniere, perciò sorge il dubbio di quanto queste siano competenti, senza conoscere perfettamente la nostra lingua, cultura, abitudini, leggi. Sembra che gli italiani non considerino questo ruolo come un vero e importante lavoro. Inoltre, molte badanti fanno questo lavoro solo per l’aspetto remunerativo, senza avere esperienza e molto spesso non capiscono la nostra lingua, per esperienza diretta dico che non è conveniente farsi assistere a queste condizioni.
Difficile è accontentarsi, come la sottoscritta, di una persona qualsiasi, senza referenze e ne requisiti precisi, insomma priva di una formazione adeguata e quindi affidabile. Ecco dunque le qualità, del profilo ricercato, in ordine di importanza:

  • massima riservatezza sulla mia vita e affari privati, sia dentro che fuori casa mia;
  • passione per svolgere i compiti assegnati con cura,
  • massima onestà: sgradite le persone imbroglione, opportuniste e manipolatrici per propri interessi venali,
  • massima cura per la propria immagine: igiene e decoro nel vestire sono fondamentali,
  • rispetto di non fumare in mia presenza, graditi non fumatori non alcolizzati e non dipendenti da sostanze allucinogene,
  • massimo rispetto per la mia condizione fisica: gradite le persone empatiche e di buon senso
  • massima precisione e attenzione nel trattare le cose di mia proprietà

L’elenco potrebbe continuare, ma credo di aver reso l’idea di quelli che sono i problemi che si possono incontrare dopo aver assunto una persona, che al colloquio sembrava un angelo mandato dal cielo. Onestà e preparazione sono requisiti importanti, soprattutto per assistere disabili non autosufficienti e costretti a vivere soli.
Vivere giornalmente affianco ad una persona priva di tali requisiti significherebbe per il disabile vivere un inferno. Immaginate di relazionarvi con una persona sciatta, spesso sbuffante, propensa solo di fare il meno possibile, sempre scocciata per ogni richiesta e impegna a farvi sentire a disagio.
Pertanto, nel momento in cui ci si mette alla ricerca di un badante, iniziano i timori di non essere in grado di valutare attentamente i candidati, o di cadere nelle mani di qualche disonesto. Insomma, capita anche ai manager selezionatori, per mestiere, di sbagliarsi nella scelta della persona, semplicemente analizzando il suo CV e le risposte al colloquio di selezione.
Sbagliare nello scegliere la persona adeguata per un disabile è più grave che per un selezionatore di risorse umane, i danni non possono essere calcolati e rimediabili con un licenziamento, come per un’azienda. Per un disabile sbagliare persona significa rimanere traumatizzati. In altri termini, è un enorme disagio rimanere senza collaboratore per un tempo indeterminato, al quale spesso si aggiunge anche l’avviamento di un contenzioso, tramite avvocato se i danni  causati dalla persona inadeguata sono pecuniari o fisici.
Quando il passaparola non porta al risultato desiderato allora è necessario appoggiarci a delle agenzie serie, che si avvalgono di persone selezionate e istruite a dovere. Queste sono in grado di capire le esigenze del disabile e proporre la persona più idonea tra quelle che hanno loro stessi addestrato e conosciuto anche caratterialmente, in modo da agevolare un rapporto sereno tra le due parti.

In generale, per scegliere la persona giusta, gli aspetti da valutare sono molti: il carattere l’educazione dell’assistente sono sicuramente fondamentali. Infatti, ad alcuni disabili o anziani vanno abbinate persone dolci e delicate, mentre ad altri serve affiancare delle persone, caratterialmente, risolute e stimolanti. Insomma, non esiste un profilo standard che sia adeguato per tutti, perché il criterio fondamentale è la verifica della compatibilità tra le due persone che si incontrano: ci deve essere accettazione reciproca. Non esiste peggior servizio se viene svolto con ostilità, o ricevuto con insofferenza.

Il rapporto tra assistente e disabile è un equilibrio delicato, nel quale vanno considerate tante sfaccettature: dal pudore all’autoironia, dal dolore all’affetto, dal timore alla riconoscenza, ecc. I trattamenti che includono l’igiene personale sono manovre delicate, sia fisicamente che emotivamente, è indispensabile che vengano svolte con rispetto e discretezza. La sensibilità aiuta a superare ogni incertezza, induce a vivere i momenti difficili come opportunità di crescita per entrambe le parti. Entrano in gioco fiducia e rispetto reciproco.

Una persona non autosufficiente quando viene abbandonata o trascurata si sente in un profondo disagio come: l’impossibilità di accudirsi da sé e di gestire le necessità del proprio corpo. La presenza e la qualità del contatto umano sono fondamentali per un disabile, dunque non sono sufficienti la tecnica e il metodo di lavoro, servono anche empatia e sensibilità d’animo. La migliore assistenza viene prestata dagli operatori che sanno ascoltare le richieste della persona da aiutare e sanno soddisfare le sue necessità.

Un altro aspetto, non marginale, è saper preparare il cibo per l’assistito, mansione che non si limita al semplice nutrimento del corpo, ma riguarda anche la sfera emotiva. E’ importante anche saper aiutare il disabile a mangiare, perché i momenti dei pasti fanno parte delle attività piacevoli della giornata. Nell’elenco dei requisiti da richiedere a una badante o un assistente, è anche saper cucinare. Per tutti i motivi citati, risulta chiara la necessità di poter contare con sicurezza su una persona selezionata e addestrata, è quindi opportuno affidarsi a delle agenzie specializzate nel settore, sia che si tratti di assistenza alla cura personale, sia che la richiesta si espanda anche ad altre mansioni.
Le ditte serie si occupano di formare il loro personale, avvalendosi di specialisti quali infermieri professionali e medici, in modo da poter proporre ai loro clienti dei candidati preparati e capaci.

Il vantaggio di rivolgersi ad una valida agenzia è che si possono esprimere le proprie preferenze, ad esempio nel caso di persone anziane che parlano solo in dialetto è logico cercare una signora del luogo che sia in grado di comunicare facilmente con il proprio assistito. Nel caso di assistenza a ragazzi disabili si richiedono persone dinamiche e vitali, operatori formati a trattare con i giovani, in modo che vengano stimolati ad interagire con interesse, oltre a lasciarsi accudire. Le ditte specializzate nel settore danno la possibilità di scegliere l’operatore che è in grado di soddisfare tutte le necessità della persona che andrà ad assistere, garantendo per la sua serietà e professionalità.

Un altro punto importante è legato alla somministrazione di farmaci, l’assistente domiciliare deve essere in grado di controllarli e organizzarli in modo corretto, accertandosi che non vengano a mancare ed eventualmente avvisare il medico curante o i famigliari. Un assistente ha la funzione di compensare tutte quelle carenze di autonomia del suo assistito, per questo è investito di una responsabilità e un’importanza notevoli, il lavoro che svolge richiede correttezza e competenza. Un bravo professionista non può improvvisarsi, deve studiare e prepararsi. Sapere che ci sono sempre a disposizione imprese di servizi qualificati tranquillizza gli utenti: al momento del bisogno non rischiano di rimanere abbandonati a loro stessi.
Difficilmente, quando si sta bene, si pensa all’eventualità di avere bisogno dell’appoggio di una persona esperta, quindi è utile sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza. E’ sempre meglio essere preparati per poter ridurre il disagio e quindi anche le preoccupazioni.
Concludo con un consiglio: innanzitutto, vanno distinte le proprie necessità, per individuare la figura professionale adeguata a soddisfarle. Un assistente domiciliare è capace di prendersi cura della persona e del suo benessere generale, ha nozioni infermieristiche e di movimentazione dell’infermo, ecc. Una badante è una persona tutto-fare, che si occupa della casa, della spesa, della compagnia e bada che tutto vada bene, troppe volte si pensa di risolvere ogni fabbisogno investendo di tutte le incombenze una persona che non è idonea e preparata.

Katia Casasola,
Presidente di Mobility Access Pass,
05/010/2018

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Giovanna Barbaro Architetta - Università di Venezia

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