MAP

Quarto tavolo di lavoro MAP a Udine, 19 ottobre 2018

Lo scorso 19 ottobre nella sala del Gonfalone del comune di Udine la nostra associazione MAP si è riunita, dalle 16 alle 17.30, con le associazioni locali impegnate nel sociale per agevolare la vita dei disabili attraverso varie proposte ed iniziative ad elevato impatto.

La nostra presidente MAP, Katia Casasola, ha aperto la discussione ricordando l’importanza di coinvolgere prossimamente gli invitati, oggi assenti, per ribadire la volontà di creare un fronte comune per interloquire con le varie autorità pubbliche e per rappresentare l’urgenza delle istanze raccolte dai propri associati, da tempo disattese nonostante direttive e leggi per la tutela dei diritti dei disabili come la Convenzione ONU del  2006 e la L. 41 del 1986 sull’obbligo della dotazione, in ogni comune, di un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Presenti le seguenti associazioni: Tutela dei diritti del Malato e ANMIC rappresentate da presidente e consiglieri. Tra le associazioni assenti: FISH, Tetra-paraplegici, AISM e Io-ci-vado.

Durante l’incontro sono state elencate le priorità dei desiderata, da parte dei disabili, da presentare al Comune di Udine in occasione del prossimo tavolo. La nostra associazione per prima cosa ha chiesto di ai presenti di fare il punto della situazione riguardo i precedenti incontri e in particolare alla domanda di accessibilità dei trasporti pubblici della città di Udine, sollecitata attraverso le interrogazioni di diversi consiglieri comunali -Simona Liguori e Domenico Liano- a dimostrare la trasversalità e l’impatto del tema in una società con un tasso di invecchiamento in crescita.
In particolare, riguardo il caso del Comune di Campoformido si è deciso di vigilare se quanto comunicato dal suo sindaco a proposito della necessità di indire un appalto per i LL.PP. per adeguare le fermate per la linea 3 dell’autobus verso Udine, è una scusa per temporeggiare , oppure è una procedura obbligatoria  per tutti i LLPP con importi inferiori ai 100.000€. Ci risulta che, secondo la legge degli appalti pubblici, il Comune non deve indire una gara d’appalto.
In quest’ottica, MAP potrebbe inserire anche il proprio progetto di formazione di squadre per la mappatura dei comuni, possibilmente con la partecipazione gratuita dei disabili e con un modesto contributo economico da parte dei normodotati disoccupati, nostri associati. Il progetto MAP, in sintesi, consiste nel creare, con il coinvolgimento delle associazioni locali interessate, una squadra per valorizzare i disabili come tester dell’accessibilità, della gestione virtuosa delle strutture, degli spazi ed eventi a destinazione pubblica nel territorio regionale. Un modello poi da replicare anche in altre regioni, partendo da dove MAP, sta creando una rete di referenti.
La nostra associazione ha colto l’occasione per ribadire la propria solidarietà alle associazioni implicate nella richiesta dell’accessibilità delle linee di autobus della città di Udine, come hanno fatto: in passato l’ANMIC-UD e recentemente anche l’Associazione per la Tutela dei diritti del malato.
Il secondo proposito illustrato è occuparci in modo solidale ed organizzato dell’accessibilità della Stazione cittadina dei treni, attualmente gestita in modo discriminatorio, inaccettabile non solo per i disabili ma per tutti i viaggiatori che devono portarsi appresso bagagli pesanti fra cui donne con passeggini e anziani che dovranno obbligatoriamente recarsi a lavoro fino a tarda età, pur non avendo più i requisiti fisici per guidare o economici per mantenere un mezzo privato di trasporto. Proprio oggi MAP ha voluto chiedere al numero verde informazioni riguardo il servizio della Sala Blue e di altri elencati nella pagina web della stazione di Udine, poiché per la prima volta la sottoscritta ha visto due montacarichi per il trasporto di passeggeri su sedia a rotelle, ma senza poterne comprendere come questi dispositivi possano prelevare i disabili mancando un ascensore in ogni binario. Con grande delusione è stato constato che il numero verde non è attivo e nemmeno la sala blue. Ciò per dire che se già un servizio pubblico diffonde pubblicità ingannevole, come possiamo pretendere sia più attendibile la pubblicità dei gestori privati? Anche in questo caso rafforza la tesi di MAP: è fondamentale il ruolo di un ente terzo super partes per verificare e certificare la reale accessibilità dei disabili, con il fine precipuo di evitare loro brutte sorprese, sprechi di tempo e di soldi.
La terza istanza, dopo l’annoso e vergognoso problema della mancanza di una sala blue nella stazione dei treni di Udine, per facilitare il viaggio dei disabili, sarebbe importante che le associazioni locali continuassero a vigilare la qualità della comunicazione dei gestori degli ospedali cittadini riguardo ai percorsi accessibili per i disabili per evitare loro, perdita di tempo e altri disagi. Ci riferiamo, nello specifico, all‘Ospedale di Santa Maria della Misericordia di Udine. In un recente sopralluogo MAP aveva riscontrato diverse e gravissime lacune progettuali nella segnaletica ai servizi igienici e sulla sicurezza per i disabili in caso di incendio. Un anno fa, circa, dopo aver testato i locali, informammo invano il dirigente sanitario e la responsabile delle pubbliche relazioni, allora in carica. Sappiamo che attualmente la sanità è investita da una politica di Austerity basata sul graduale taglio dei servizi ai pazienti e sulla riduzione dei diritti dei lavoratori inquadrati ai livelli inferiori che inevitabilmente si ripercuotono negativamente sulla qualità agli utenti finali.

La quarta nota dolente su cui concentrare le forze riguarda i  parcheggi pubblici destinati ai disabili: sono insufficienti e i pochi presenti, spesso collocati non rispettando le prescrizioni tecniche sono occupati anche da abusivi impuniti. Questa situazione di fronte alla stazione dei treni di Udine è indecente, rappresenta un grado d’inciviltà sia da parte degli automobilisti e sia da parte delle autorità pubbliche preposte a comminare le sanzioni ai sensi del Codice della strada.

In merito alla questione dell’accessibilità ai trasporti pubblici urbani da parte delle utenze disabili l’avv. Anna Agrizzi, presidente dell’Associazione Tutela dei Diritti del Malato ci ha informato che il presidente della SAF ci ha comunicato che lunedì 22 ottobre ha convocato una riunione tra l’ing. Zaramella e gli altri dirigenti dei trasporti cittadini per adattare le linee alle fermate autorizzate. L’assessore regionale alle infrastrutture Graziano Pizzimenti ci ha comunicato che sono state autorizzate nuove fermate accessibili (11+8) ma ancora non ci ha dato da sapere quali sono le linee e dove sono situate le fermate autorizzate per l’accesso ai disabili su sedia a rotelle. Striscia la Notizia, chiamata da un paio di nostri associati, deve sicuramente aver dato una spinta all’acceleratore dei tempi autorizzativi. Il passo è piccolo -dice- ma ci lascia speranzosi.
Oggi su Il Messaggero Veneto di Udine è uscita la notizia “Già avviato lo studio per una fermata del bus a misura di disabile- Il sindaco Bertolini interviene sul caso partito da Basaldella. Un anno fa il sopralluogo di Comune, Regione, Saf e Criba.” del progetto per l’accessibilità della fermata in piazza di Campoformido. Abbiamo saputo che il progetto esiste da un anno ed è stato elaborato dai tecnici comunali con l’assessoramento del CRIBA FVG per un importo 40.000€. Tuttavia, ad oggi non c’è un segnale di inizio lavori, pare che debbano indire una gara d’appalto. Se il progetto è pronto e a distanza di un mese dall’ultimo servizio di Striscia la notizia la domanda sorge spontanea: perché non partono i lavori? Nell’articolo si apprende che “…Gli autobus sono dotati di pedana – spiega il sindaco – ma il Comune su cui è situata la fermata è chiamato a eseguire materialmente i lavori di adeguamento, che consistono nella costruzione di un marciapiede rialzato per consentire alla carrozzina di salire sulla pedana e quindi sul mezzo…” E’ anche uscito un servizio al TG Rai 3: Francesco Rossi prendere autobus a fine anno sarà più facile ma solo se accompagnati, Lorenza Larese 21 autobus + 20 per la regione, solo il 12% dei nuovi acquisti è omologato per i disabili. Attualmente la pedana elettriche non viene usata, per l’incompatibilità con la fermata che ha un marciapiede che non consentono l’appoggio della pedana. Infine, sappiamo che la consigliera comunale Simona Liguori il 22 cm chiederà conto, alla Commissione di bilancio regionale, riguardo allo stanziamento di 115.000 € per nuove fermate alla stazione dei treni di Udine.

La consigliera dell’ANMIC-UD, Mariangela Secco, ci ha ricordato che all’ultimo incontro in Comune del con i vari consiglieri e assessori dell’attuale Giunta, le premesse per ottenere le autorizzazioni regionali erano totalmente diverse: tempi molto lunghi, tre mesi come minimo, e risposte imprecise cui ci siamo relazionati per le stesse istanze da anni. Oggi, apprendiamo con stupore che le autorizzazioni sono arrivate in tempi record. Forse significa che qualcosa sta cambiando. Ci piacerebbe poter scrivere un articolo nella nostra rivista nazionale  Tempi Nuovi per dare speranza a tutti i nostri associati, che si sentono isolati o agli “arresti territoriali” (come sempre sostiene Domenico Pellino, intervistato da Striscia la Notizia), che c’è uno spiraglio sul fronte dell’accessibilità dei trasporti pubblici.

Giovanna Barbaro
Dir. del CTS Protocollo MAP,
20/10/2018

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