Agenda ONU 2030. Obiettivo 11: insediamenti umani inclusivi

Obiettivo 11: «Città e comunità sostenibili. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili»

 

Sono 17 gli obiettivi dell’Agenda ONU, con orizzonte 2030, pubblicati quattro anni fa per sostenere lo sviluppo ecosociosostenibile, ai quali deve puntare anche l’UE. La nostra associazione MAP tiene molto all’undicesimo, poiché tocca aspetti cruciali della vita della maggior parte dei cittadini e in particolare di quelli che hanno esigenze speciali dovute alle loro fragili condizioni fisiche.

La maggior parte della popolazione mondiale ormai vive nelle città. Il futuro sarà sempre più urbano: la percentuale di abitanti nelle città è destinato a crescere esponenzialmente. Attualmente in Italia il 75% della popolazione vive nelle aree urbane. L’obiettivo sancito dall’Agenda dell’ONU, con orizzonte 2030, è di affrontare scientificamente una serie di fondamentali problemi, che vanno dagli alloggi ai servizi di base, ai trasporti, alla protezione del patrimonio culturale e naturale, al modo di affrontare le calamità naturali, alla riduzione dell’impatto ambientale, alla qualità dell’aria, alla gestione dei rifiuti in modo ecosostenibile e così via.

In altre parole il tema della coesione sociale è collegato a quello della tutela ambientale.

Con il fine di raggiungere l’obiettivo 11, sono stati creati diversi gruppi di lavoro. Interessante è quello dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) incentrato sulla facilitazione della costruzione di città e comunità sostenibili e resilienti. Per i progettisti significa, in linea di principio, garantire a tutti un alloggio di base adeguato, fornire l’accesso a sistemi di trasporto intelligenti (sicuri, accessibili, ecologici e convenienti per tutti), ridurre significativamente il numero di morti a causa di calamità naturali… L’obiettivo generale è quello di ridurre l’impatto ambientale sull’intero ecosistema e in particolare sui suoi abitanti. Secondo il Rapporto ASVIS 2018, nel nostro Paese qualche passo avanti è stato fatto, a partire dal 2016, almeno per quanto riguarda le condizioni delle abitazioni e la riduzione della quota dei rifiuti urbani in discarica. Più critiche rimangono altre questioni, come quelle legate all’abusivismo edilizio e ai trasporti.

A questo punto ci sorge spontaneamente la domanda: riusciremo a raggiungere gli obiettivi entro il 2030 e quali? La risposta è incerta. Tuttavia, MAP si sta impegnando per contribuire a raggiungere gli ambiziosi obiettivi partendo dalle attività di sensibilizzazione, prima di tutto dei propri associati volontari e dei suoi simpatizzanti (distribuiti tra Friuli V.G., Veneto, Emilia R., Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia) affinché possano almeno provare ad adottare uno stile di vita all’insegna del benessere in armonia con l’ecosistema e, a loro volta, si facciano virtuosi sensibilizzatori. Siamo perfettamente consapevoli che il nostro successo, nel raggiungimento di obiettivi ambiziosi, dipenderà dalla collaborazione di tutti, ciascuno agendo nel proprio settore di competenza: politica, pubblica amministrazione, associazioni, singoli cittadini, aziende…

In pratica, le comunità dovranno imparare ad essere “resilienti”. Dovranno sviluppare abilità per resistere a situazioni anche drammatiche, come quelle legate a fenomeni naturali sempre più violenti e frequenti – pensiamo ad esempio ai terremoti alle trombe d’aria, alle bombe d’acqua. In altre parole, le nostre comunità dovranno seguire dei protocolli per diventare forti. Prima ancora di rendere resilienti le città dovremmo costruire comunità fortemente coese. Ciò implica una collaborazione tra pubblico e privato, ma anche in generale la creazione di un tessuto sociale ed economico, capace di rispondere in tempi utili ai bisogni dei suoi residenti, anche là dove ci siano mancanze da parte del Pubblico, per questioni di risorse umane ed economiche.

Il primo suggerimento che la nostra associazione intende proporre ai propri associati e simpatizzanti è: analizzare attentamente il proprio contesto; solo capendo i nostri problemi potremmo trovare una possibile soluzione, quella adeguata per noi. Teniamo in buon conto che ogni città è un caso a sé, pertanto non esistono soluzioni standardizzate, replicabili perfettamente decontestualizzandole dalla loro realtà. Un buon protocollo di resilienza deve necessariamente declinare l’obiettivo 11 in ogni realtà con l’appoggio delle popolazioni locali. Per questo è importantissimo il ruolo di mediazione delle associazioni no profit.
Secondo noi di MAP la chiave del successo, per il raggiungimento della resilienza, sarà mettere in rete le diverse realtà territoriali attraverso un sistema intelligente che possa anche fungere da linea guida per uno sviluppo ecosociosostenibile.

I nostri corsi per Segnalatori MAP, giunti alla terza edizione, rientrano in questo poichè sono uno strumento per premiare realtà virtuose che vedono nel miglioramento un modo di diventare resilienti ai mutamenti sociali e ambientali. Il cambiamento e quindi il miglioramento globale dipenderanno dalla volontà di ciascuno a collaborare per la tutela del bene comune. In questo contesto gli amministratori locali giocheranno un ruolo strategico: la politica sarà l’impulso per definire strumenti efficaci ed efficienti, ovvero in grado di misurare i progressi rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati, possibilmente in modo condiviso e partecipato.

Secondo noi di MAP, l’ideale sarebbe creare una consultazione pubblica di riferimento a livello nazionale, tramite un tavolo di lavoro permanente, per consentire il dialogo sereno e costante tra istituzioni e società civile, che devono farsi carico delle priorità, nonché delle urgenze e dei bisogni di tutti. Insomma, sarà importante il lavoro di coordinamento e di governance delle P.A., per arrivare alla definizione di un’auspicata agenda urbana nazionale.

Nel suo recente passato MAP ha sollecitato e partecipato a diversi tavoli di lavoro pubblici, impegno costato non poco, nonostante i modesti risultati in termini di coinvolgimento di autorità pubbliche e di sensibilizzazione sull’inclusione sociale dei disabili sancita dalla Convenzione ONU del 2006 (L.18/2009).

Come tutte le rivoluzioni importanti anche il conseguimento dell’obiettivo 11 deve partire dal basso, perché serve una forte partecipazione specialmente di professionalità multidisciplinari come ad esempio: progettisti tecnici, sociologi, medici, biologi, educatori, assistenti alle persone con disabilità croniche, ecc.

MAP, pertanto, è interessata a relazionarsi con gli ideatori e propulsori di modelli di sviluppo innovativi, in termini di inclusione sociale e di ecologia, per poter innescare dei processi di collaborazione virtuosa.

Attraverso alcune associazioni abbiamo saputo che a Roma le varie comunità locali stanno concordando la definizione degli obiettivi prioritari su cui lavorare, come ad esempio: la mobilità sostenibile, la riqualificazione urbana, a partire dalle periferie, ma senza trascurare il decoro delle zone centrali, vista anche l’importanza turistica della città, e infine, sulla gestione ecologica dei rifiuti. Ultima problematica non poiché meno importante, bensì estremamente complessa, poiché non può prescindere da un cambio di modello di sviluppo, da uno di tipo lineare (consumismo usa e getta) a uno di tipo circolare (allungamento della vita dei prodotti, riuso, riciclo e recupero energetico).

Infine, suggeriamo di considerare come esempio virtuoso BES (indice del benessere equo e sostenibile) elaborato dalla menzionata Avsis che si sta muovendo a livello di misurazione degli obiettivi prefissati, partendo da Roma capitale per arrivare a coinvolgere tutto il territorio laziale.

Ci auguriamo che tale criterio possa essere applicato in tutt’Italia per permettere una comparazione in termini di benessere di tutti i luoghi abitati, in modo che i cittadini possano premiare i più virtuosi, ad esempio trascorrendovi le vacanze o addirittura trasferendovici la propria residenza.

Per la collaborazione nella realizzazione di progetti focalizzati sull’obiettivo 11 contattateci compilando il seguente formulario:

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Fonte: EPALE

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