Parcheggi per disabili, il parere della polizia

Spesso i nostri associati ci segnalano i loro disagi dovuti a parcheggiatori abusivi nelle aree di sosta di pertinenza di centri commerciali e supermercati destinate ai disabili. Tutti i patentati sanno che è il Codice della strada a regolare il diritto di agevolare questa categoria speciale di clienti. Tuttavia, date le violazioni abituali di molti incivili, significa che qualcosa non sta funzionando correttamente. Cerchiamo di capire il problema per trovare assieme possibili soluzioni efficaci.

Innanzitutto, come regola generale, è sempre consigliabile analizzare il caso specifico prima di esporre una denuncia contro un parcheggiatore abusivo. Ma come sincerarsi che il parcheggio in questione è pubblico o privato? Una volta chiara la situazione le conseguenti azioni da intraprendere sono differenti.

Attualmente, ci troviamo di fronte ad un grave problema di mancanza di rispetto dei diritti dei disabili non soltanto da parte di chi infrange il Codice stradale ma anche da parte di chi gestisce l’area destinata al parcheggio. Risolvere questo annoso problema sembra una battaglia persa in partenza se pensiamo che basti appellarci al senso civico delle persone; purtroppo molti parcheggiatori abusivi, colti in fragrante, insultano violentemente chi chiede loro di sgomberare il parcheggio riservato ai soli disabili o, nel migliore dei casi, rispondono con frasi ridicole e inaccettabili del tipo: “io posso parcheggiare qui perché ho in famiglia un disabile (ma è rimasto chissà dove).”
L’alternativa di chiamare le forze dell’ordine è spesso inutile poiché non sono tenute ad intervenire per sanzionare o rimuovere il mezzo del parcheggiatore abusivo in un suolo privato adibito a parcheggio privato, specie se non vi è nemmeno l’obbligo di redigere un regolamento condominiale per il lieto convivere.
Attualmente, in aree private chiuse, non esiste giurisdizione per ciò che riguarda il Codice della strada, dunque, le forze dell’ordine non possono intervenire. In ultima analisi, è sempre opportuno verificare in quali casi si realizza l’infrazione: se in area privata o pubblica.

Nel caso di aree pubbliche le forze dell’ordine possono essere chiamate ad intervenire. In ogni caso, l’agente deve accertare de visu, l’infrazione segnalata, prima di comminare la multa, diversamente questa non avrebbe alcun valore legale. In caso di mancanza in organico di forze dell’ordine, come si trovano alcuni comuni a seguito della legge che ha sostituito le Provincie con le UTI,  il rispetto della legge verrebbe aiutato da un sistema di segnalazione fatto direttamente dagli stessi disabili ad esempio con il semplice invio telematico di foto del trasgressore.

Il Regolamento di Polizia Urbana prevede una sanzione monetaria ed eventuale rimozione del mezzo, a carico del trasgressore, se la violazione avviene in posteggi riservati all’interno di aree private, ma di pubblico passaggio (tipo i posteggi di centri commerciali, o di supermercati, ecc). In quest’ultimo caso la differenza la fa la sensibilità del gestore del parcheggio, il quale venuto a conoscenza dell’infrazione, dovrebbe richiamare il trasgressore a spostare immediatamente il mezzo. Le tecnologie ci sono e sono anche economiche, invece sono la sensibilità e la buona volontà che mancano nella maggioranza dei casi.

Una soluzione interessante per dissuadere i parcheggiatori abusivi venne proposta e sperimentata in Lazio grazie all’iniziativa di un privato cittadino a cui dedicammo un articolo: “Dispositivi deterrenti per parcheggi riservati ai disabili.”

Con dispiacere e indignazione segnaliamo la fine, nel 2014, della sperimentazione del sopramenzionato sistema, una possibile soluzione al problema dei parcheggiatori abusivi: Arriva il no ministeriale al dissuasore Tommy. C’è libertà di fermata nei parcheggi disabili.

Il protocollo MAP, andando oltre ai precetti della legislazione in vigore, premia in modo super partes i gestori dei locali, che facilitano la reale fruibilità nel tempo delle loro aree nonché dei percorsi di collegamento agli edifici destinati ai propri clienti. Solamente chi dimostra di andare oltre alla mera applicazione della legge sull’abbattimento/superamento delle barriere architettoniche viene inserito nella nostra banca dati e raccomandato ai nostri associati e simpatizzanti.
In sede di valutazione e certificazione, dell’esercizio commerciale, i tecnici della nostra associazione MAP forniscono ai gestori suggerimenti preziosi (ad esempio informazioni tecniche ed economiche riguardanti i dissuasori di parcheggio tecnologici di ultima generazione) per gestire in modo efficace ed efficiente, nel tempo, le proprie strutture.
Il locale certificato con il MAP PASS geolocalizzabile attraverso la nostra applicazione per dispositivi mobili, sviluppata dalla nostra associazione in collaborazione con una rete di referenti regionali appositamente formati, ottiene un plus valore competitivo.

 

 

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