Concluso il Progetto Straordinari Svolontariati: “Lezione appresa”

Anna De Vita, project manager del Progetto Straordinari Svolontariati

Il Progetto Straordinari Svolontariati, iniziato ufficialmente con il kick of meeting il 12 dicembre del 2018, si è concluso a Codroipo lo scorso 18 settembre con l’evento dedicato alla diffusione dei risultati delle varie attività svolte da ciascun partner.

Tra i presenti i principali membri della cabina di regia del Progetto, ricordiamo, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Regione FVG e l’ANFFAS di Pordenone. Limitata invece la presenza delle associazioni partner, per motivi lavorativi dei suoi membri. Pertanto desideriamo ricordarli con con il video, di seguito linkato, ripreso l’8 giugno al Parco Galvani di Pordenone. Presenti i rappresentanti delle più importanti associazioni a livello territoriale, come: la Consulta regionale delle associazioni dei disabili e delle loro famiglie (CRAD),  Educhè, Ideo e i volontari di diverse associazioni delle provincie di Pordenone e di Udine.

Giusy Guarino, cabina di regia Progetto Straordinari Svolontariati illustrando successi e criticità.

La nostra associazione MAP è stata invitata a riassumere le attività svolte dal suo team di volontari interni ed esterni, acquisiti grazie al Progetto.

L’evento per MAP ha fornito l’occasione per presentare i nuovi soci MAP e la propria preziosa lezione imparata, ovvero la classica attività di project management a conclusione dei progetti in team, finalizzata alla condivisione di buone pratiche e trarre insegnamento anche dalle inesperienze, proprie ed altrui.

Ai presenti MAP ha distribuito il “Decalogo dell’inclusione del cliente speciale”, un vademecum messo a punto dal nostro team per la corretta accoglienza di persone con esigenze speciali -dovute alla loro condizione fisica- che le rende diversamente abili rispetto ai normodotati. Abbiamo voluto sostituire l’aggettivo “disabile” (oggi un bacino di circa 6 milioni di cittadini) con la locuzione “cliente speciale”, con il desiderio di facilitare l’abbattimento della barriera culturale, il pregiudizio verso la condizione di disabilità in senso generale, più resistente di quella architettonica.
Si tratta di uno strumento pensato, in primis, per i nostri associati che intendono collaborare con MAP per rendere più inclusivo il modello sociale attuale. Il decalogo sintetizza, se vogliamo in modo banale, lo schema comportamentale del volontario ideale, in 5 azioni, elencate in ordine di priorità: Conoscere, Riconoscere, Ricercare, Elaborare e infine Proporre. Le azioni diventano 10, da qui la denominazione di decalogo: 5 declinate alla Persona -il cliente con esigenze speciali- e, nel contempo, le stesse sono declinate al Luogo -inteso come spazio ideale per accogliere adeguato la Persona, ossia soddisfacendo al meglio le sue esigenze ed aspettative.

  1. CONOSCERE: più si studia la disabilità e più l’approccio con la Persona con esigenze speciali è corretto e si traduce in una relazione di fiducia che porta ad un arricchimento reciproco. L’azione declinata al Luogo conduce il volontario a scegliere lo spazio adeguato alle esigenze della persona, sia in termini di caratteristiche fisiche ma anche in termini di gestione delle sue strutture e infrastrutture.
  2. RICONOSCERE: conoscendo la disabilità siamo in grado di riconoscerla dai segnali tipici e quindi abbiamo più probabilità di relazionarci in modo più rispettoso della persona con particolari disagi.  L’azione declinata al Luogo conduce il volontario a riconoscere quello più adeguato, privo di elementi che possano limitare la qualità dell’accoglienza in modo inclusivo la Persona con esigenze speciali riducendo al minimo i disagi.
  3. RICERCARE: più la relazione, tra il volontario e la Persona con esigenze speciali, è corretta e più è facile ricercare, sondare in modalità confidenziale, i suoi desideri, nonché rilevare le sue esigenze personali senza ledere la dignità della persona e quindi il suo rispetto. L’azione declinata al Luogo conduce a ricercare le aspettative per soddisfarle, con le risorse più adeguate , facilitando l’evoluzione del modello dell’accoglienza di persone con esigenze speciali legate alla loro condizione fisica, superando le criticità dovute ai rigidi standard progettuali.
  4. ELABORARE: più si conoscono i linguaggi della comunicazione -verbale, paraverbale, gerghi specifici, ecc.- e più è facile elaborare un modello di accoglienza capace di soddisfare una vasta gamma di esigenze speciali, per far sentire la adeguatamente accolta la persona, come se fosse il nostro migliore ospite o cliente. L’azione declinata al Luogo consente di elaborare le caratteristiche che lo rendono ideale per accogliere adeguatamente la persona con esigenze speciali.
  5. PROPORRE: più si conosce la disabilità è più la Persona con esigenze speciali viene valorizzata instaurando una relazione sicura, nell’accezione più ampia del termine. L’azione declinata al Luogo conduce il volontario e nel contempo anche la persona con esigenze speciali a proporre soluzioni e a premiare gli esempi più virtuosi in termini di accoglienza inclusiva e personalizzata.

La lezione appresa da MAP

Durante lo svolgimento del Progetto abbiamo cercato di attendere ai principi della Convenzione ONU del 2006 sul diritto d’inclusione sociale dei disabili a tutti i livelli della vita quotidiana, dei quali non ci stancheremo mai di parlare. Tuttavia, essendo sempre poco il tempo a disposizione e limitata la capacità di ascolto della gente in generale, abbiamo visto che per una comunicazione efficace ed incisiva è fondamentale aiutarsi con un linguaggio semplice e conciso, tendenzialmente schematico, più facile da memorizzare.

Speriamo che questo decalogo possa aiutare a migliorare, non solo le relazioni tra i nostri associati MAP, ma anche il modo di progettare eventi in generale, cioè accessibili a tutti, da parte di coloro i quali desiderino dedicarsi ad azioni ad elevato impatto sociale come il volontariato, in definitiva lo scopo principale del progetto Straordinari Svolontariati.


Chi volesse ricevere informazioni approfondite riguardanti l’impatto del Progetto sul volontariato in FVG è invitato a chiedere alla project manager Anna De Vita oppure compilando il seguente formulario:

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