Inclusione sociale dei disabili nei condomini (art. 1120 C.C.)

Gian Franco De Francisci, Referente MAP per le regioni Lombardia e Sardegna

Il nostro referente MAP per la regione Lombardia, Gianfranco De Francisci, attivo nel settore della qualità nei condomini ci informa di alcune novità riguardanti l’inclusione sociale dei disabili in ambito privato:

A seguito della riforma dell’art. 1120 c.c. derivata dalla nuova formulazione prevista dalla L. 220/2012, si legge che: ” I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni“.

La norma sulle barriere architettoniche negli edifici privati si applica anche a favore degli anziani

Il ruolo dell’amministratore di condominio per l’abbattimento delle barriere architettoniche

La formulazione del secondo comma dell’art 1120 c.c. richiede la maggioranza dei condomini indicata al secondo comma dell’art 1136 c.c., al n. 1) (ovvero maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio), anche per: “n. 2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche.

L’esigenza di abbattere le barriere architettoniche presenti all’interno di un Condominio, implica la presa di coscienza da parte del Condominio, amministratore compreso, di problematiche attinenti alla salute di uno o più condomini.


Fonte: Condominioweb.com 

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