Terapia con raggi infrarossi: come curarsi in casa

I raggi infrarossi

I raggi infrarossi (IR) sono la porzione dello spetto elettromagnetico compresa fra le onde radio e la luce visibile. Convenzionalmente, si definiscono “infrarosse” tutte le radiazioni  elettromagnetiche con lunghezza d’onda compresa fra i 700 nm (limite inferiore della luce visibile) e 1 mm (limite superiore delle microonde, Figura 1).

tipologia infrarosso

Figura 1: Lo spettro elettromagnetico. Fonte: Wikipedia, immagine ad uso libero.

Lo spettro infrarosso si suddivide convenzionalmente in tre tipi di raggi:

  • infrarossi A (IRA), con lunghezza d’onda da 760 a 1.400 nm,
  • infrarossi B (IRB) con lunghezza d’onda da 1.400 a 3.000 nm,
  • infrarossi C (IRC) con lunghezza d’onda superiore a 3.000 nm.

Gli IR rappresentano circa il 40% dell’energia solare che arriva sulla terra. Il tepore che sperimentiamo quando ci esponiamo al sole in una giornata d’inverno è causato dalla capacità di tutte le radiazioni elettromagnetiche di propagarsi nei corpi, con maggiore o minore assorbimento al loro passaggio. Nel caso concreto degli infrarossi, essi riescono a penetrare alcuni millimetri nei tessuti dell’epidermide, provocandone il riscaldamento man mano che la loro energia viene assorbita, per cui sono utili per le terapie di riabilitazione, per contrastare contratture, dolori muscolari e per preparare il muscolo a massaggi e trattamenti di fisioterapia.

I vantaggi terapeutici degli infrarossi

I benefici delle radiazioni infrarosse sono dovuti prevalentemente all’aumento della temperatura nei tessuti irradiati e si distinguono in:

  1. Rilassamento muscolare.
  2. Analgesia. L’effetto antalgico degli infrarossi viene attribuito alla rimozione delle sostanze algogene dai tessuti patologici e al rilassamento dei muscoli contratti.
  3. Effetto trofico. L’aumento del flusso sanguigno, che fa seguito alla vasodilatazione, fa pervenire nei tessuti una maggiore quantità di sostanze nutritizie, ossigeno, globuli bianchi ed anticorpi e facilita la rimozione dei cataboliti dai tessuti. Queste modificazioni biologiche migliorano il trofismo dei tessuti, facilitano la riparazione dei danni tissutali ed accelerano la risoluzione degli infiltrati infiammatori su base cronica.

Gli apparecchi per la terapia a infrarossi

L’emissione di radiazione elettromagnetica dipende dalla temperatura del corpo radiante. Esistono tre leggi fisiche che governano tale meccanismo:

  1. La legge di Stephan-Boltzman stabilisce che l’energia totale emessa come radiazione da una superficie ideale, detta “corpo nero ideale”, è proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura.
  2. La legge di Planck descrive la distribuzione della densità di potenza radiante per ogni lunghezza d’onda, in funzione della temperatura del corpo nero ideale.
  3. La legge di Wien definisce, per una data temperatura del corpo nero ideale, la lunghezza d’onda corrispondente alla massima potenza di radiazione. Questo concetto è alla base della cosiddetta “temperatura di colore”, parametro che possiamo osservare nelle etichette delle lampadine. Ad esempio la superficie del sole si trova a circa 5.000° K, di conseguenza il picco di potenza della luce solare corrisponde alla lunghezza d’onda di circa 500 nm. Questo è il motivo per il quale la luce solare è di colore bianco dorato. Le vecchie lampade a filamento di tungsteno hanno una temperatura di colore di circa 2900 K , di conseguenza la loro luce è giallastra-arancione.

Queste tre leggi fisiche ci insegnano dunque che qualsiasi oggetto caldo emette raggi IR, ma ciò non vuol dire che basti per riscaldare un qualsiasi oggetto e quindi per utilizzarlo come radiatore terapeutico. Solo i raggi infrarossi di tipo A (IRA) sono efficaci per la terapia. Ciò vuol dire che la loro temperatura di colore è in genere compresa fra i 1.300 K e i 2.000 K. In pratica, una stufa al quarzo si potrebbe utilizzare per la terapia con IR, ma ha due svantaggi: alta potenza emissiva -che comporta il rischio di ustioni in caso di esposizione prolungata- e un fascio emissivo troppo largo -che rende difficile focalizzare la terapia sulla zona dolente. Si ricorre dunque alle lampade a IR, varianti della lampadina Edison, ormai sostituita dai più efficienti LED. La differenza fra una vecchia lampadina ad incandescenza e una ad infrarossi sta nel tipo di filamento: in quest’ultima è fatto in modo che si riscaldi attorno ai 2000° K, per cui emetterà una debole luce rossa visibile e una grande quantità di IRA. Inoltre, il bulbo delle lampade IRA è uno specchio parabolico che fornisce un fascio di radiazione più o meno stretto (foto 2).

Kerbl 22244 Lampada a Infrarossi, 150W

Figura 2. Fonte: Amazon, cliccare sull’immagine per visitare la pagina.

Per la terapia in casa ci servirà soltanto un bulbo a infrarossi e un corpo illuminante dotato di una superficie concava, ideale per ottenere un effetto di concentrazione tipo “spot”, che consente di applicare una potenza compresa fra i 200 e i 400 W concentrata in un’area relativamente piccola.  Esistono inoltre emissori IRA a LED, ma per ora risultano più economiche le lampade IR a incandescenza.

Esempi di modelli acquistabili in internet, negozi de elettrodomestici, o in grandi magazzini di materiale elettrico.

 

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Conclusioni

Con una spese modesta, dell’ordine di poche decine di euro, possiamo dotarci di una lampada ad infrarossi per trattare in casa i fastidiosi dolori muscolari e articolari. Vanno rispettate alcune semplici regole per il corretto utilizzo delle lampade IRA:

  1. Collocare la lampada a più di 50 cm e in modo tale che il fascio di radiazione sia perpendicolare alla zona da trattare.
  2. Non eccedere nell’esposizione. E’ buona pratica programmare un’allarme nel telefonino o in una sveglia, per evitare di addormentarci sotto i raggi IR. Il dosaggio tipico sono 15 minuti e non deve superare mai i 30 minuti. Alcuni modelli di lampade IRA sono dotati di un timer per lo spegnimento automatico.
  3. Proteggere la testa con un copricapo, specialmente quando si applicano IRA sulla zona cervicale.
  4. Non applicare olii, creme o altre sostanze sulla cute, che deve essere pulita e asciutta. Le lampade ad IR non abbronzano!
  5. Gli IRA vanno evitati in caso di: gravi patologie cardiovascolarifebbre superiore a 38 gradivaricosi, diabete, emofilia, tumore, durante la gravidanza, l’allattamento ed il ciclo mestruale, pazienti al di sotto di 6 anni, dopo l’assunzione di alcolicistupefacenti.

 

 

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Mario A. Rosato

Mario A. Rosato

Ingegnere elettrico-elettronico e ambientale. Esperto in energie rinnovabili e tecnologie sostenibili. Webmaster di MAP e docente del corso su blog con Wordpress.

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