“Dalle città invisibili alle città inclusive”-Parte I

Lo scorso 18 ottobre la nostra associazione MAP, come membro della Consulta regionale delle associazioni dei disabili e delle loro famiglie (CRAD), è stata invitata a partecipare al convegno “Dalle città invisibili alle città inclusive – Esperienze di progettazione e di vita”, tenutosi nella sede dell’ENAIP di Pasian di Prato (Udine) e organizzato dalla Federazione degli Architetti del Friuli V.G.
L’evento ha coinciso importanti ricorrenze ricorrenze: il quarantennale della fondazione dell’ENAIP, ente di formazione della regione FVG inizialmente nato per accogliere e integrare i profughi italiani dall’Istria e Dalmazia nel 1947, e il ventennale della L 68 per l’inserimento al lavoro delle persone disabili che ha segnato una tappa fondamentale lungo il processo verso l’abbattimento delle barriere in particolare culturali. Di seguito si sintetizzano i principali punti per tutti i nostri soci e simpatizzanti che non hanno potuto presenziarvi pur essendo attivamente impegnati nella ricerca di occupazione.

Il Convegno, molto denso e impegnativo si è diviso in due parti.
La prima è stata introdotta dalla presidente dell’ENAIP e delle Acli regionali, Erica Mastrociani e la seconda parte è stata moderata dal direttore responsabile di Handylex.org, Carlo Giacobini. Entrambi hanno contribuito in modo rilevante ad inquadrare il tema, valorizzando i successivi variegati interventi dei relatori invitati a illustrare le sfaccettature della progettazione per rendere le città (e più in generale la società) veramente accessibili a tutti, nonché l’importanza di tenere in buon conto, che non vi sono solo barriere fisiche da eliminare, ma anche sensoriali, di comprensione e veicolazione delle informazioni.


Prima Parte

 

Erica Mastrociani, presidente dell’ENAIP e delle Acli regionali.
“L’ENAP nacque per accogliere persone senza diritti, identità e fragili la possibilità di integrarsi come cittadini attraverso corsi di formazione professionale. La formazione in genere ha titolo per accogliere tutti indistintamente. Il moto ispiratore dell’attività dell’ente di formazione è una frase di Aristotele: Iniziare dalle buone abitudini le fa diventare consuetudini e pratiche facili da ripetere.”

Mario Brancati, presidente del CRAD FVG.
“L’accessibilità di tutti gli istituti scolastici è una battaglia fortemente sostenuta dal CRAD, da tempo. La nostra Regione è un punto di riferimento a livello nazionale sul tema dell’accessibilità, che è condizione fondamentale per un’efficace politica di inclusione e di civiltà. La Regione potrebbe essere la prima ad avere tutte le scuole accessibili. Molti sono gli esempi di rilievo durante i suoi dieci anni di intensa e proficua attività del Centro regionale di informazione sulle barriere architettoniche (CRIBA), festeggiati in questo 2019. Il CRIBA è stato sostenuto recentemente dall’assessore regionale Pizzimenti, che si è impegnato a garantire la stabilità dei finanziamenti regionali. Durante i dieci anni il CRAD, attraverso il CRIBA, ha realizzato più di 4.000 consulenze e 80 eventi di sensibilizzazione sui temi della disabilità. Con il nostro motto: nulla su di noi senza di noi, le città e comunità dovranno essere oggetto di interventi attenti per rendere reale l’inclusione anche con la partecipazione dei disabili.”

Gianluca Fantuzzi, architetto libero professionista, Federazione degli Architetti del Friuli V.G.
“Gli architetti devono avere sensibilità al tema dell’inclusione sociale. La progettazione deve superare l’atteggiamento prescrittivo in cui spesso si trova vincolata per riuscire a pensare spazi e città più inclusivi.”

Christina Conti, architetto, Università degli studi di Udine.
“Siamo passati da una didattica che si occupava di abbattere barriere ad una che deve mirare all’accessibilità e inclusione come valore di un progetto sin dall’inizio. La collaborazione tra l’Università e il CRIBA è fondamentale per la creazione di professionisti, studiosi e operatori a diverso titolo coinvolti nella progettazione inclusiva.”

Alberto Maiolo, comandante dei VVF di Udine.
“L’obiettivo dei VVF è il soccorso tenendo conto che l’80% della gente in emergenza nell’immediatezza non è in grado di porsi autonomamente in sicurezza e ciò la dice lunga sull’aspetto connesso alla disabilità. Nel tempo abbiamo cercato di sviluppare modelli migliori per la gestione dell’emergenza di persone disabili. Nel codice di prevenzione incendio del 2015 viene posta maggior attenzione alla problematica del soccorso in sicurezza adeguato alle persone con disabilità, grazie agli indirizzi forniti dall’Osservatorio Nazionale e Soccorso in Sicurezza (archh. Zanut, Schiavone e Agnesi). Vi è un modulo dedicato alla sicurezza delle persone con esigenze speciali e quindi la progettazione antincendio è sempre più inclusiva.

Graziano Pizzimenti, l’assessore alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia.
“La Regione è attenta a creare le migliori condizioni di accessibilità agli edifici pubblici a vantaggio di tutti i cittadini e, in particolare, delle persone diversamente abili.
A disposizione dei Comuni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche per migliorare l’accesso e la percorribilità sul proprio territorio, la Regione sta stanziando fondi rilevanti, impegnandosi così come sta facendo per favorire l’adeguamento alle prescrizioni antisismiche degli edifici scolastici in una realtà, qual è il Friuli Venezia Giulia, che è sempre stata attenta a questi problemi e che, a livello nazionale, si colloca nella fascia medio alta. Tuttavia, sono ancora pochi i Comuni che hanno richiesto la concessione dei finanziamenti messi a disposizione dall’Amministrazione per l’abbattimento delle barriere. Per ora 19 dei 219 Comuni della Regione si sono dotati del Piano per l’accessibilità degli edifici pubblici (PEBA), uno strumento determinante per la Regione per poter programmare gli investimenti nel settore e affrontare concretamente un problema che è da sempre all’attenzione dell’Amministrazione, mentre sono 6 le Amministrazioni comunali che hanno avviato le procedure per l’adozione del Piano. Se nel 2018 appena 4 Comuni avevano presentato le domande di contributo per lavori mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche nel 2019, quindi finora, sono soltanto due, per un totale di 259.000 euro del milione di contributi previsto dalla Regione per il biennio 2018-19. L’azione della Regione si fonda sulla L.R. numero 10 del 2018 che ha l’obiettivo di innalzare la qualità della progettazione edilizia e urbanistica, attraverso la graduale applicazione dei principi metodologici della progettazione universale. E, visto che specie le realtà più piccole potrebbero far fatica a trovare le risorse per la redazione del PEBA, ecco che i contributi regionali aiuterebbero a sbloccare la situazione. Grande successo stanno avendo i bandi per la distribuzione di fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole (già esauriti i 500.000 euro messi a disposizione per il 2019, e ne arriveranno altrettanti nel 2020) e per la valutazione del rischio sismico.
La cosa allucinante è che, nonostante lo stanziamento regionale di 500.000 per l’abbattimento/superamento delle barriere architettoniche -comunicato a tutti i comuni-, sono pervenute solo due domande e per un totale di spesa di 100.000 euro. Significa che c’è qualcosa che non ha funzionato, una sorta di corto circuito nel sistema di comunicazione.
In Regione è stato anche istituito il CRIBA, mentre è quasi attivato il Progetto di mappatura dell’accessibilità per il quale l’Amministrazione si avvale della collaborazione delle Università di Trieste e di Udine. L’inclusione delle persone diversamente abili, nella vita quotidiana delle città, così come la possibilità di fruire dei servizi che sono messi a disposizione di tutti i cittadini dagli enti pubblici a vantaggio della comunità, passano attraverso un percorso che prevede un’adeguata progettazione degli edifici e delle strutture con l’obiettivo di abbattere le barriere spesso frapposte all’accessibilità.”


Segue Seconda Parte.

 

 

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