Come segnalare l’inaccessibilità di una Banca (L. 67/2006)?

 

La nostra associazione MAP da quando è nata, a maggio del 2017, si occupa di mappare luoghi, spazi ed eventi accessibili, fruibili e gestiti in modo inclusivo. Lo scopo finale è di inserire i luoghi virtuosi mappati in una propria banca dati a disposizione dei propri associati.
In questo contesto, la nostra associazione porta avanti anche le petizioni per l’applicazione della legge sull’abbattimento/superamento delle barriere architettoniche nei luoghi a destinazione pubblica. Portiamo, dunque, all’attenzione, non solo dei nostri cari associati, ma di tutti i cittadini italiani un caso di reclamo ai sensi della L 67 del 2006 per discriminazione diretta, subita dalla presidente firmataria in quanto su sedia a rotelle impossibilitata ad accedere alla banca di cui è cliente.

Come illustra la foto, per raggiungere l’ingresso vi sono quattro scalini e manca un qualsiasi ausilio per poterli superare. Questo è un caso di regressione che testimonia la scarsa cultura, non solo di chi esercita un servizio al pubblico ma anche da parte degli enti pubblici che rilasciano autorizzazioni e dovrebbero effettuare i controlli del rispetto della normativa riguardante l’abbattimento e superamento delle barriere architettoniche.
Fino a dicembre del 2017 la filiale di San Michele al Tagliamento aveva una pedana elevatrice per carrozzine per superare la rampa di scale ed accedere ad un bancomat esterno e un parcheggio riservato ai disabili proprio a lato. Oggi tutto ciò è sparito nonostante la banca abbia aumentato il portafoglio clienti assorbendo tutti quelli esodati in modo unidirezionale della fallimentaria Banca Popolare di Vicenza. Gli unici lavori eseguiti fin’ora dopo 16 mesi è lo spostamento del bancomat dalla facciata esterna a quella interna e l’eliminazione della piattaforma elevatrice e del parcheggio a servizio dei disabili.
Date le varie e inutili richieste presentate al direttore della filiale in questione, tenendo in considerazione che si trova in una zona molto trafficata d’estate da turisti anche stranieri per la vicinanza alle stazioni balneari dell’Adriatico, la nostra associazione ha deciso di portare all’attenzione pubblica il problema per esigere l’applicazione della legge in tempi brevi a vantaggio non solo dei disabili locali ma anche di tutte quelle persone che temporaneamente o per l’avanzare dell’età hanno difficoltà di accedere tramite una scala e a maggior ragione portandosi appresso carrelli o passeggini.

Lettera aperta all’Uff. Reclami di Banca Intesa San Paolo

Riportiamo di seguito la lettera aperta, avente per oggetto: Segnalazione trattamento di “discriminazione diretta” ai sensi della L. 67/2006mandata lo scorso 8 marzo all’ufficio reclami di Banca Intesa San Paolo di Piazza San Carlo 156 – 10121 TORINO, tramite posta RR e PEC assistenza.reclami@pec.intesasanpaolo.com, alla quale oggi il direttore dell’agenzia veneta in questione ha dato una risposta telefonica, avvisando la nostra presidente che la sede sarà resa accessibile entro il prossimo 20 maggio.

Gent. Direttore Generale e
con copia al dir. Dir. F.le Franco Moras,

La sottoscritta Katia Casasola, presidente dell’associazione Mobility-Access-Pass (MAP), cui missione è sensibilizzare all’inclusione sociale, premiando esempi virtuosi di accessibilità, fruibilità dei locali e spazi a destinazione pubblica, con la presente la invita a provvedere che tutte le filiali non discriminino i clienti disabili.

In particolare, Le chiede di garantire l’accessibilità della filiale veneta a San Michele al Tagliamento in V. Marango 5, alla quale l’associazione è stata assegnata in modo unidirezionale dal 7/12/2017, a seguito della chiusura della Banca Popolare di Vicenza (della quale era cliente poiché accessibile) e conseguente fusione in quella di Intesa San Paolo.  Le fa notare che era stato sin dall’inizio manifestata l’esigenza di essere assegnati ad una filiale accessibile al direttore uscente Mario Basilone. Il quale aveva rassicurato di aver notificato la richiesta e assicurato che la banca a cui sarebbe stato trasferito il c.c. dell’associazione era dotata di un montascale esterno per accedere sia al bancomat che all’interno della banca.  Cosa che venne confermata da sopralluogo.

Tuttavia, a febbraio del 2018 il montascale venne eliminato conseguentemente allo spostamento del bancomat dall’esterno all’interno di del pianerottolo della gradinata d’accesso come si evince dalla foto allegata. Inoltre, è stato eliminato anche il parcheggio per i disabili in prossimità dell’ingresso clienti, ciò che rende ancora più discriminatoria la situazione. Nonostante le numerose lamentele e richieste di rendere la sede accessibile -rivolte dalla nostra tesoriera arch. Giovanna Barbaro- l’attuale direttore, Franco Moras che ci legge in copia, ci ha dichiarato di essere impossibilitato a facilitare alcuna soluzione compatibile con le esigenze di mobilità della sottoscritta. Nemmeno il trasferimento a costo zero ad altra sede accessibile ci è stato indicato fin’ora, sebbene richiesto numerose volte verbalmente e unica soluzione rapida e risolutoria del grave disagio lamentato. In partica, nessuna rampa e nessun’altro accesso garantisce la fruibilità dell’edificio al disabile motore.

I servizi homebanking non sono alternativi alle pratiche da espletare in persona in sede. Attualmente, la sottoscritta si è rifiutata di firmare sul piazzale esterno scoperto per evitare d’intralciare la circolazione dei veicoli, essendo il parcheggio un’area inadeguata e insicura, poiché gli eventuali incidenti non sono coperti dalle polizze assicurative.

Orbene, invitandola ad applicare la legge sull’uguaglianza di trattamento dei clienti attende fiduciosa una risoluzione efficace della gestione discriminatoria entro un mese dall’invio della presente anticipata via PEC.

Ringrazia per l’attenzione e La saluta cordialmente,

Katia Casasola

Presidente
Mobility Access Pass (MAP)
www.mobility-access-pass.org

 

Concludiamo, promettendo di pubblicare il prossimo aggiornamento in merito alla promessa della banca entro la scadenza indicata.
Invitiamo nel contempo i nostri lettori a informarci di casi similari.

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