Disabilità e diritto alla vita indipendente in Toscana

La nostra associazione MAP da quando è stata fondata si occupa di verificare come viene recepita la legge nazionale sulla vita indipendente nelle varie regioni per poter attivare confronti e dinamiche di miglioramento nonché di allineamento verso gli esempi più virtuosi.
Dopo lo studio pubblicato in questo sito web sulle regioni: Friuli VG, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna questa volta è il turno della Toscana.

Ricordiamo che la Legge sul “Dopo di noi”  introduce il diritto per i disabili gravi di vivere con la stessa libertà di scelta degli altri. In altre parole, significa consentire al disabile di scegliere il proprio luogo di residenza, dove e con chi vivere, avendo accesso a una serie di servizi a domicilio o residenziali, quando i propri famigliari non saranno più in grado per qualsiasi motivo ad occuparsi di lui.

Il progetto regionale

Nel 2004 in cinque zone socio-sanitarie la Regione ha lanciato un vero e proprio progetto sperimentale denominato Vita Indipendente.  Dal 2012 è stato esteso a tutte le 34 zone distretto.Grazie alla concessione di un contributo, con cadenza mensile, compreso tra un minimo di 800 euro e un massimo di 1800 euro, viene garantita, alle persone con disabilità grave, la possibilità di vivere in casa propria, senza dover ricorrere alle strutture protette e quindi di avere condizioni di vita con importanti margini di autonomia..

Nel 2012, anno di avvio della fase a regime di questo virtuoso progetto, sono stati erogati contributi a 593 persone disabili, per assestarsi a circa 800 negli anni successivi. Annualmente la Regione impegna circa 9 milioni di euro per garantire la continuità delle progettualità. Tutto questo in assenza di una legge nazionale e di finanziamenti statali su cui contare in modo certo. A fine 2015, in attuazione del programma di governo per la XX Legislatura regionale, sono state emanate le nuove linee di indirizzo per la progettazione dei percorsi di Vita Indipendente.
Dal 2016 è previsto anche l’acquisto di ausili informatici a fini didattici e lavorativi e di ausili domotici per l’ambiente domestico, oltre che di servizi di trasporto e altre tipologia di spesa. Inoltre è stato abolito il limite massimo dei 65 anni inizialmente previsto purché continuino a sussistere le condizioni previste dal progetto.




Destinatari 

Sono persone disabili capaci di esprimere la propria volontà, con età superiore ai 18 anni e in possesso della certificazione di gravità (Legge 104 del 1992) che intendono realizzare il proprio progetto di vita individuale. Potendo scegliere tra i servizi necessari a migliorare la propria autonomia, finalizzata a specifici percorsi di studio, di formazione e di inserimento socio-lavorativo, e assumere autonomamente l’assistente personale, nonché acquisire le tecnologie domotiche per l’allestimento e la fruizione dell’ambiente (domestico e lavorativo) i beneficiari del progetto hanno l’opportunità di decidere in prima persona l’agire quotidiano che va dalla cura della persona, alla mobilità in casa e a lavoro sino a tutte quelle azioni volte a garantire l’autonomia e l’integrazione sociale.

I richiedenti vengono valutati da un’apposita Unità di Valutazione Multidisciplinare. La stessa inoltre verifica l’appropriatezza e la congruità del progetto presentato. Successivamente le zone distretto/Società della Salute, in base alle condizioni, erogano un assegno mensile che varia da 800 a 1.800 euro.

Impatto sociale del progetto 

Nel 2012, quando il progetto è entrato a regime, sono stati erogati contributi a circa 600 persone, passate poi a circa 800 nel 2014.
Sempre nel 2014 il contributo medio mensile erogato ha superato di poco i 1.000 euro e l’età media dei beneficiari si è attestata sui 46 anni. Il finanziamento regionale a Vita Indipendente, dai 2 milioni del 2009 è salito a 5,2 nel 2011, quindi a 7 milioni nel 2013 (con un altro milione, ad integrazione, stanziato nel corso dell’anno 2015) per arrivare ai 9 milioni nel 2015, che verranno messi a disposizione anche per il 2016.

Come accedere al contributo

Per informazioni sul progetto e per presentare le domande nell’arco dell’anno solare è possibile rivolgersi alle Società della Salute presenti sul territorio o alle direzioni delle Zone distretto AUSL anche attraverso i Punti Insieme dislocati su tutto il territorio regionale.

Riferimenti normativi

  • Delibera della Giunta regionale n.1329/2015 – Approvazione nuovo “Atto di indirizzo per la predisposizione dei progetti di Vita Indipendente”. Revoca Delibere n.146 del 27 febbraio 2012 e n.68 del 4 febbraio 2013. Assegnazione risorse annualità 2016.

Giovanna Barbaro,
tesoriere e dir. CTS Protocollo MAP,
18/11/2017

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