World Wide Web Consortium (W3C), linee guida per siti web accessibili

 

A distanza di 20 anni dalle linee guida per l’accessibilità dei siti web anche per i disabili visivi (ciechi o ipovedenti), ancora pochi oggi applicano lo standard del World Wide Web Consortium (W3C) e ancor meno attenzione al problema adottando dei semplici, ma efficaci accorgimenti. Pertanto, la nostra associazione MAP desidera contribuire a dare diffusione a questo standard, o almeno ad accendere un faro sulla questione, consentendo a tutti di poter usufruire di una tecnologia estremamente comoda ed economica come internet. Ricordiamo che la missione di MAP è sensibilizzare verso l’inclusione sociale di tutti i disabili ai sensi della Convenzione ONU 2006, ratificata anche dal nostro ordinamento italiano nel 2009 con la Legge 18.

Innanzitutto il W3C è un consorzio internazionale che, grazie al contributo dei suoi membri (chiunque può iscriversi), guida l’evoluzione del Web, definendo protocolli comuni che ne favoriscano l’evoluzione e assicurino l’interoperabilità. Le specifiche tecniche di questi protocolli sono denominate Recommendation (raccomandazioni, non cogenti) e sono degli “standard de facto”, frutto dell’accordo raggiunto dall’intera comunità del Web, dunque non imposizioni di lobby.

La Web Accessibility Initiative (WAI) del W3C ha sviluppato tre linee guida, relative ai tre aspetti che giocano un ruolo critico nel rendere accessibile il Web (contenuti, authoring tool e browser) e sono, rispettivamente:

  1. Web Content Accessibility Guidelines (1999).
  2. Authoring Tool Accessibility Guidelines (2000).
  3. User Agent Accessibility Guidelines (2002).

Le Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Prenderemo in considerazione soltanto le linee guida più recenti, il documento al quale si fa più spesso riferimento, quando si parla di accessibilità: le Web Content Accessibility Guidelines (note come WCAG 2.1). Spesso sono citate espressamente nella normativa di vari paesi.
Come deve essere un sito web accessibile? Semplicemente deve soddisfare i seguenti quattro principi di progettazione, secono i quali deve essere:

  1. Percepibile: l’informazione e i componenti dell’ interfaccia utente devono essere percepibili dai software per l’accesso ai contenuti web (user agent).
  2. Operabile: i componenti dell’ interfaccia utente devono essere azionabili dagli user agent.
  3. Comprensibile: l’informazione e il funzionamento dell’ interfaccia utente devono essere comprensibili agli user agent.
  4. Robusto: il contenuto deve essere abbastanza robusto da poter essere interpretato in maniera affidabile da un’ampia gamma di utenti, incluse le tecnologie assistive.

Per ognuno dei principi sopramenzionati ci sono delle linee guida (12 in totale) e per ognuna delle quali sono identificati dei criteri di successo da conseguire per essere conformi allo standard W3C. I livelli di conformità sono tre (A, AA e AAA) ma tutti i criteri di successo hanno la stessa importanza. Facciamo attenzione che i siti con livello di conformità AAA non sono completamente accessibili a tutti.
Le linee guida introducono il concetto di “accessibility-supported” per descrivere le tecnologie che funzionano correttamente con le tecnologie assistive e le caratteristiche di accessibilità degli utenti. Tutte le informazioni e le funzionalità della pagina web devono essere presentate usando tecnologie “accessibility-supported”. La chiave di tutto risiede in questo concetto, in teoria semplice.

In realtà, le WCAG 2.0 sono accompagnate da ulteriori documenti (“Quick Reference”, “Techniques” “Understanding” e altri) che illustrano le tecniche per l’accessibilità, contestualizzandole rispetto ai criteri di successo definiti per ogni linea guida e alle varie tecnologie.

Come riconoscere un sito web accessibile?

La domanda può sembrare retorica per un disabile visivo, ma non lo è per un normodotato nel caso in cui volesse rendere accessibile il proprio sito web.  Al di là della complessità sottesa a questa tematica, in ogni caso è importante chiarire che l’accessibilità di un sito web dipende spesso dalle tecnologie assistive, che provvedono a trasformare interfacce utente, solitamente complesse, fornendo una modalità alternativa di presentazione. Quest’ultima è realizzata utilizzando informazioni relative allo stato, al ruolo e ad altri aspetti semantici dei vari componenti del documento pubblicato in internet.
Insomma, il tema in questione non è affatto semplice: uno dei problemi per realizzare applicazioni accessibili è costituito dal fatto che gli autori non hanno modo di specificare direttamente nel linguaggio di markup le informazioni necessarie per supportare l’ accessibilità.
Intanto un consiglio base per tutti: non delegare concetti ad un’immagine, perché per i disabili visivi il detto “un’immagine vale più di mille parole” è inutile e discriminatorio. Se proprio non possiamo fare a meno di pubblicare un’immagine, allora cerchiamo di descrivere con parole semplici e appropriate il concetto o messaggio che con essa intendiamo diffondere. Lo stesso vale per la scelta dei colori: per gli ipovedenti privilegiare accostamenti ad elevato contrasto (scuro/chiaro) evitando mezze tinte e sfumature. E’ sempre utile pensare quale target si vuole raggiungere. Tra i disabili visivi non vi sono solamente i non vedenti dalla nascita ma anche tutti coloro che gradualmente (avanzare dell’età) riducono la loro percezione visiva, persone che trarrebbero molto vantaggio nell’espletare attività on-line piuttosto che recarsi fisicamente come ad esempio pagamenti, acquisti, prenotazioni, ecc.

E’ utile sapere che recentemente il W3C ha portato alla definizione di una “Roadmap for Accessible Rich Internet Applications (WAI-ARIA Roadmap)” che mira proprio a colmare le lacune attuali, con soluzioni applicabili al markup oggi in uso, per poi giungere all’utilizzo, in gergo tecnico, di un markup dichiarativo.

In parole semplici, i siti vengono progettati in modo da consentire alle tecnologie assistive di navigare in documenti complessi e sapere quando si entra in aree attive della pagina web. Il modulo XHTML Role attribute e la specifica WAI-ARIA States and Properties sono due documenti che completano la descrizione di questa attività.

Un altro suggerimento è di valutare l’accessibilità del proprio sito web seguendo le indicazioni nella sezione “Evaluating Web Accessibility Overview” nel sito di W3C.

Per concludere, informiamo che ci sono interessanti finanziamenti europei (Horizon 2020) per sostenere la ricerca nel campo delle ICT (Information Communication Technology). E’ possibile partecipare a progetti a vario titolo purché si dimostri una buona conoscenza della lingua inglese (possedere almeno livello B1).
La nostra associazione è interessata a partecipare in consorzi internazionali per poter rendere accessibili anche le informazioni rilevate mediante l’applicazione del proprio protocollo MAP, messo a punto per la valutazione/certificazione dell’accessibilità-fruibilità-inclusività di luoghi ed eventi a destinazione pubblica.
Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può compilare il modulo per richiederci le linee guida in italiano.

I commenti e le domande sono bene accetti.

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