Colori che curano: intervista a Olympia Dotti

Della serie: Arte come terapia

Chi è Olympia Dotti?

Appena conclusa la X edizione della Rome Art Week (Raw), incontriamo la nostra associata la cui produzione artistica seguiamo con entusiasmo da alcuni anni perché è sempre stata fonte sorprendente di energia contagiosa, esempio magistrale di resilienza.

Condividere la sua esperienza è un messaggio di amore non solo verso l’artista ma verso chiunque voglia imparare a superare momenti complicati nella propria vita. Le sue opere celano incredibilmente la sua condizione di tetraplegia al 100%, dovuto ad un terribile incidente. Sapientemente Olympia ha trovato nell’arte la sua ragione esistenziale, che non è fine a se stessa, ma espressione universale di rinascita interiore. Convinti che mai è troppo tardi per avvicinarsi all’arte anche se solo come collezionisti prima ancora di scoprirsi creativi.

Partiamo dalle origini: come è nato il tuo percorso artistico?

Olympia Dotti: Il mio percorso è nato tra i Palazzi aviti familiari, con affreschi del ‘600 e Statue Marmoree. Mi sono contaminata negli svariati Studi all’Estero tra Londra, Ginevra ed USA, tra Arte, Decorazione, Scenografia e Design. Fascinata per l’immagine e per il colore urlante. La Pop Art mi ha dato il vocabolario visivo per raccontare il mondo che vedo: frammentato, iperconnesso, ma ancora profondamente umano.

Come definiresti il tuo stile?

Olympia: Il mio stile unisce la forza del Futurismo di Fortunato Depero alla vitalità cromatica della New Pop Art.

Nella “Capsule Collection” di Gioielli smaltati policromi Cloisonné anni ’40, omaggio Pablo Picasso e il Cubismo, reinterpretandone l’essenza in chiave contemporanea. La mia “Musa Fashionista” è la figura di Yvonne Sciò, compagna da sempre di Vita e d’Arte. Nelle mie creazioni il Gioiello diventa linguaggio, memoria e sperimentazione, capace di trasformare la storia dell’Arte in un racconto vivo ed attuale.

Quali riconoscimenti ti hanno più emozionato?

A livello internazionale mi ha reso particolarmente entusiasta ricevere il “Premio Internazionale di Arte Contemporanea di Madrid”: vinto tra 260 Artisti provenienti da tutta Europa in Video-proiezione. Grazie a questo prestigioso riconoscimento ho esposto dal vivo, tra 15 Artisti, alla “Art Luxury Gallery” di Milano. In quell’occasione la Galleria pubblica un articolo, ripreso in copertina sulla “Rivista Arte”, edito da Mondadori, che tratta specificamente di Pop Art.

Cosa hai presentato alla X RAW Rome Art Week?

Olympia: Quest’anno ho proposto la serie intitolata “Divine Disruption”. Sono ritratti di donne asiatiche reinterpretate come divinità urbane. Ho lavorato molto sull’idea di imperfezione come potere: cicatrici, pixel rotti, smagliature pittoriche. È un omaggio alla bellezza che resiste, che non si piega agli algoritmi, ma irrompe come un’esplosione quando scoppia un palloncino d’acqua sotto pressione.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con la tua Arte?

Olympia: Che l’identità non è mai statica. Che ogni volto è un manifesto. Che la Pop Art può essere politica, poetica e profondamente personale. Vorrei che chi guardasse le mie Opere si sentisse parte di un racconto più grande, magari anche un po’ provocatorio. L’arte è per antonomasia un linguaggio universale spaziotemporale che stimola riflessioni e complicità.

Progetti futuri?

Olympia: Sto lavorando ad una esposizione collettiva per una Fiera a Bruxelles prevista per Novembre, si tratta di una mostra itinerante, inaugurata a Dubai e che si articolerà in varie tappe: N.Y. e Miami Art Basel fra le più importanti.

Sto esplorando l’uso dell’intelligenza artificiale come assistente per generare pattern visivi basati su storie orali. Penso che la tecnologia non potrà sostituire il genio creativo dell’animo umano, ma può essere uno strumento di memoria, se usata con rispetto.

Infine, visto il vostro progetto innovativo di telemedicina e teleassistenza mi piacerebbe mettere a disposizione una tiratura limitata delle mie opere per ricompensare i donatori che parteciperanno al vostro crowdfunding a sostegno del “welfare di prossimità” fatto di una rete di caregiver famigliari di qualità, impegnati ad assistere le persone più fragili, con disabilità ed anziani. Personalmente devo molto alla mia caregiver peruviana Mercedes.

Dove possiamo visualizzare le tue opere?

Olympia: Su Instagram pubblico puntualmente gli eventi dedicati alla presentazione di nuove opere, mentre nel mio sito web OlympiaDotti.com sono catalogate tutte le opere in vendita e vendute. Sono sempre disponibile ad un videocollegamento per presentare la mia attività e a valutare progetti artistici.

Come acquistare le creazioni?

L’associazione Mobility Access Pass mette a disposizione il seguente formulario per video contattare l’artista Olympia Dotti e facilitare la conoscenza e l’acquisizione delle sue opere.

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