Valutazione Multidimensionale. Che cos’è e a che cosa serve?

Indice dei contenuti

Introduzione

Attraverso il nostro servizio SOS Accessibilità e Sicurezza mensilmente ci arrivano da tutt’Italia decine di richieste di assistenza nella redazione di progetti di vita indipendente. Con questo articolo desideriamo rispondere alle domande più frequenti di chi ci chiede assistenza per il proprio progetto, dopo essersi perso nella giungla della disinformazione ad un passo prima di desistere e subire il silenzio dei Servizi Sociali.

Pensiamo che sia un importante servizio pubblico fare chiarezza in un ambito complesso dove la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici a sostegno di progetti di vita indipendente o individuale è spesso discutibile in molte regioni.

Che cos’è la VMD?

La Valutazione Multidimensionale, spesso abbreviata in VMD, è uno strumento tecnico-professionale utilizzato per analizzare in modo integrato i bisogni reali di una persona fragile o con disabilità, considerando tutte le dimensioni della vita: sanitaria, funzionale, psicologica, sociale, relazionale, ambientale ed economica.

A cosa serve?

La VMD in sintesi consente di:

  • Definire il bisogno assistenziale reale della persona, andando oltre la sola diagnosi clinica.
  • Costruire interventi personalizzati, coordinati e proporzionati alla complessità del caso specifico.
  • Stabilire il livello di fragilità e il fabbisogno di servizi (domiciliari, residenziali, semiresidenziali).
  • Stratificare la popolazione fragile per programmare servizi e risorse (es. Indice di Fragilità).
  • Elaborare il Progetto di Vita individuale, come previsto dalla riforma della disabilità.
  • Monitorare qualità, esiti e appropriatezza degli interventi nei sistemi socio-sanitari.

Quali riferimenti normativi?

Di seguito riassumiamo la legislazione che regola la VDM evidenziando le novità dal 2026 con l’entrata in vigore del D.Lgs 62/2024 che riforma il concetto di disabilità.

Legge 22 dicembre 2021, n. 227 – Legge Delega sulla Disabilità
Introduce la riforma complessiva del corpo legislativo e stabilisce che la Valutazione Multidimensionale diventa la base per il Progetto di Vita e per l’accesso alle misure di sostegno tenendo in buon conto i desideri e le aspettative espresse dal beneficiario.

D.Lgs. 62/2024 – Attuazione della riforma della disabilità
Stabilisce:

  • la nuova procedura di VMD,
  • la composizione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM),
  • il collegamento diretto con il Progetto di Vita individuale personalizzato e partecipato.

Decreto 12 novembre 2024, n. 197 (in vigore dal 4 gennaio 2025)
Disciplina:

  • la sperimentazione nazionale della VMD,
  • le modalità di conduzione,
  • gli strumenti,
  • le risorse assegnate,
  • il monitoraggio dei percorsi.

Perché è importante?

  • Evita che l’assistenza sia limitata solo al lato sanitario o solo a quello sociale.
  • Permette di personalizzare gli interventi in base alla situazione reale della persona.
  • È fondamentale per l’attivazione di servizi come ADI, RSA, centri diurni, sostegno economico e assistenza sociale.
  • La VMD è già presente nei LEA come strumento per la presa in carico integrata socio-sanitaria.

Chi redige la VMD?

L’UVM è l’équipe multidisciplinare autorizzata dalla normativa socio-sanitaria a redigere la VMD in base ai bisogni complessi di una persona. È composta da professionisti diversi: medico di distretto, assistente sociale, infermiere professionale. Analizza condizioni di salute, autonomia, contesto familiare, risorse economiche e sociali.

Come opera la UVM?

Gli assistenti sociali mediante un colloquio in presenza, su richiesta anche a domicilio, redigono la VMD annotando informazioni dettagliate su aspetti clinici, sociali e psicologici. Il passo successivo è la definizione del Progetto Individuale di Vita Partecipato e Personalizzato.

Include inoltre:

  • Individuazione del livello di gravità del bisogno.
  • Integrazione tra servizi sanitari e sociali.

Conclusione

In tutta Italia, l’UVM è il punto di raccordo tra sanità e servizi sociali ed enti del Terzo settore. La sua funzione è garantire, a chi ha bisogni complessi, un percorso di cura e assistenza integrato, su misura e coordinato da professionisti con competenze multidisciplinari perché le necessità del singolo individuo non si limitano alle cure fisiche e psichiche ma si estendono alla sfera delle relazioni e alla qualità degli ambienti dove vive. Con l’entrata in vigore della normativa da gennaio 2026 auspichiamo il superamento del corto circuito causa dell’immobilismo da parte del sistema pubblico di fronte alle numerose domande a sostegno di progetti di Vita indipendente da parte delle persone con disabilità gravi e delle loro famiglie.

Se sei un familiare, o assistente domiciliare, di persone fragili o soffri di una disabilità grave e non hai ottenuto risposta dai servizi territoriali, contattaci e ti aiuteremo a far valere il tuo diritto di assistenza.

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