Francesco Canale, artista e attivista noto come “Anima Blu”, ha lanciato una petizione che punta a trasformare la protesta contro le barriere architettoniche in un vero Manifesto per l’inclusione. L’iniziativa, sostenuta da “Working Souls”, denuncia le disuguaglianze che ancora penalizzano le persone con disabilità e propone soluzioni concrete: più accessibilità, più autonomia e più opportunità per tutti.
Il documento fotografa una realtà iniqua, dove infrastrutture non adeguate e fondi PNRR non spesi ostacolano la piena partecipazione sociale. L’obiettivo? Superare le 2000 firme e spingere istituzioni e imprese a fare la propria parte.
La petizione
1. Taxi accessibili, stesso prezzo per tutti
È assurdo che nel 2026 una persona con disabilità debba pagare di più per un taxi solo perché ha bisogno di una pedana. La mobilità è un diritto, non un privilegio. Chiediamo parità nelle tariffe e più veicoli accessibili sulle strade: la libertà di movimento non può avere un prezzo diverso. Ci ispiriamo al modello del Regno Unito, dove il Transport for London ha introdotto politiche che garantiscono accessibilità per tutti, senza costi aggiuntivi, e obbliga i taxi a dotarsi di rampe. Questo esempio dimostra che il cambiamento è possibile
2. Auto adattate: un diritto, non un lusso
Modificare un’auto per renderla accessibile può costare quanto l’auto stessa, se non di più. Questo trasforma l’autonomia in un privilegio per pochi. Proponiamo un sistema di sostegno pubblico-privato per coprire i costi di adattamento dei veicoli per chi non può permetterselo. L’indipendenza non dovrebbe dipendere dal conto in banca.
3. Volare insieme, senza barriere economiche
Se l’accompagnatore è indispensabile per viaggiare, il suo biglietto aereo deve essere gratuito. Come già accade sui treni e in altri Paesi, anche l’Italia deve allinearsi a questo principio di civiltà. Il diritto a viaggiare non può essere un peso doppio per chi ha una disabilità.
4. Treni accessibili ovunque
Le pedane sui treni non sono un optional, sono necessarie su ogni convoglio. Solo così garantiremo vera autonomia di movimento, sicurezza e libertà di viaggiare da qualsiasi stazione, anche senza assistenza. La mobilità ferroviaria deve essere un diritto universale. Il Regolamento UE n. 1300/2014 stabilisce standard di accessibilità per il trasporto ferroviario: chiediamo che l’Italia si impegni ad adeguare tutte le sue infrastrutture, partendo dalle stazioni locali e garantendo formazione al personale per un’assistenza dignitosa e professionale.
5. Cultura e spettacoli: più compagnia, meno ostacoli
Un solo accompagnatore ai concerti? È una limitazione che trasforma il divertimento in frustrazione. Chiediamo tre accompagnatori ammessi, procedure di prenotazione più semplici e il rispetto delle quote di posti riservati. La socialità è un diritto fondamentale, non un’opzione. Inoltre, proponiamo l’obbligo di accessibilità fisica e tecnologica delle strutture, con l’introduzione di sottotitoli, audiodescrizioni e tecnologie assistive per eventi culturali, come già previsto dal French Accessibility Act.
Un impegno per il cambiamento.
Questo manifesto non è solo un appello, è un piano d’azione. Chiediamo a istituzioni, imprese e società civile di sottoscriverlo e impegnarsi concretamente: solo insieme possiamo costruire un futuro dove la disabilità non sia più sinonimo di limitazione, ma di pari opportunità e piena inclusione sociale.
“4cFuture“, business unit di “4C” dedicata alla sostenibilità, e “Happy Network“, rete di imprese impegnata a favore dell’inclusivita’ negli ambienti lavorativi e nella vita di ogni giorno, supportano con convinzione il progetto affinché l’accessibilità diventi la norma, e non l’eccezione. Siamo pronti a trasformare il cambiamento in realtà, perché un mondo senza barriere è un mondo più giusto per tutti!
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