DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento: il vademecum del nostro avvocato

Dai convegni della Smart Academy dedicati all’orientamento dei caregiver emergono diverse necessità di chiarimenti tra cui quella di capire le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Si tratta di un tema delicato, perché tocca la sfera personale, ma fondamentale per chi desidera indicare oggi quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare domani, nel caso non possa più esprimere la propria volontà. Con l’avvocato Angela Di Pisa, esperta in Diritto Sanitario e co‑titolare dello Studio Legale MSDA di Milano, offriamo un vademecum chiaro e pratico, rispondendo alle domande più comuni e aiutando caregiver e cittadini a orientarsi in un diritto che tutela autonomia, dignità e autodeterminazione. Uno strumento essenziale per ottimizzare la consulenza legale con il nostro avvocato, a disposizione in forma agevolata per i soci come illustrato a fondo articolo.

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento, comunemente conosciute anche come Testamento Biologico, rappresentano uno strumento di tutela della dignità personale. Spieghiamo come la predisposizione delle proprie DAT non significa necessariamente rifiutare le cure o affrontare soltanto il nostro fine vita. Piuttosto, significa evitare che le decisioni sanitarie più importanti siano assunte senza rispettare le nostre volontà di paziente in situazione di deficit cognitivo irreversibile.

DAT: Riferimenti normativi

Le DAT sono disciplinate dall’articolo 4 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (consulta qui), in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento.

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere può, dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche, esprimere anticipatamente le proprie volontà rispetto a:

  • accertamenti diagnostici;
  • scelte terapeutiche;
  • singoli trattamenti sanitari;
  • consenso o rifiuto delle cure;
  • nomina di una persona di fiducia che la rappresenti nei rapporti con i sanitari.

Le disposizioni diventano rilevanti quando la persona non è più in grado di autodeterminarsi, per esempio a causa di una grave malattia, di un incidente, di una patologia neurodegenerativa o di una compromissione delle capacità cognitive e comunicative.

A cosa servono le DAT

Le disposizioni anticipate di trattamento servono, innanzitutto, a garantire che la volontà della persona continui a essere rispettata anche quando non può più manifestarla direttamente. In assenza di DAT, i medici e i familiari possono trovarsi a dover assumere decisioni molto delicate senza conoscere con certezza ciò che il paziente avrebbe desiderato.

Le DAT consentono quindi di:

  • tutelare il diritto all’autodeterminazione;
  • indicare in anticipo le proprie preferenze sanitarie;
  • aiutare i medici a individuare il percorso terapeutico coerente con la volontà del paziente;
  • ridurre il rischio di contrasti tra familiari;
  • evitare che le persone vicine debbano interpretare o presumere le volontà del paziente;
  • alleggerire il peso emotivo delle decisioni assunte durante un’emergenza.

Le DAT proteggono, quindi, non soltanto chi le redige, ma anche la famiglia e le persone che saranno chiamate ad accompagnarlo nel percorso di cura.

Le DAT riguardano soltanto il Fine Vita?

Le DAT vengono spesso associate esclusivamente alle fasi terminali della vita. In realtà, la loro funzione è più ampia. Possono essere utili in tutte le situazioni nelle quali una persona non sia più in grado di comprendere le informazioni mediche o di comunicare le proprie decisioni.

Un incidente improvviso, una grave patologia neurologica, una demenza o una condizione temporanea di incapacità possono rendere impossibile prestare personalmente il consenso alle cure.

Per questo motivo, il testamento biologico non è uno strumento riservato soltanto alle persone anziane o gravemente malate. La pianificazione delle proprie volontà sanitarie può riguardare qualunque persona maggiorenne e capace.

Quali trattamenti nelle DAT

Attraverso le DAT è possibile esprimere il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici, terapie e trattamenti sanitari. La legge considera trattamenti sanitari anche la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale, quando vengano somministrate mediante dispositivi medici su prescrizione sanitaria.

La persona può inoltre indicare i propri orientamenti rispetto a:

  • trattamenti invasivi;
  • rianimazione cardiopolmonare;
  • ventilazione meccanica;
  • nutrizione e idratazione artificiali;
  • terapie intensive;
  • sedazione palliativa;
  • cure destinate ad alleviare il dolore;
  • trasferimento in strutture sanitarie o assistenziali.

Le disposizioni devono essere redatte dopo aver acquisito informazioni mediche adeguate sulle conseguenze delle proprie scelte.

Chi è il Fiduciario nelle DAT

Nelle disposizioni anticipate di trattamento è possibile nominare un fiduciario. La scelta deve ricadere su una persona di fiducia maggiorenne e capace di intendere e di volere disposta a rappresentare il disponente nei rapporti con i medici e con le strutture sanitarie quando quest’ultimo non sarà più in grado di esprimere autonomamente le proprie decisioni. La nomina del fiduciario non è obbligatoria, ma può essere molto utile. Vediamo quali requisiti deve avere il fiduciario:

  • conoscere le volontà della persona;
  • essere disponibile ad assumere l’incarico;
  • dialogare con i medici;
  • rappresentare le scelte del disponente;
  • rispettare anche decisioni che potrebbe non condividere personalmente.

Il fiduciario non deve decidere secondo le proprie convinzioni. Il suo compito è rappresentare la volontà espressa da chi ha redatto le DAT.

È quindi opportuno parlare con la persona prescelta prima della nomina, illustrandole il contenuto del documento e le ragioni delle decisioni assunte.

Caregiver, Fiduciario e AdS: Differenze?

Il caregiver, il fiduciario DAT e l’amministratore di sostegno svolgono funzioni differenti.

Il caregiver presta concretamente assistenza nella vita quotidiana, ma non acquista automaticamente il potere di assumere decisioni sanitarie o patrimoniali in nome della persona assistita.

Il fiduciario DAT rappresenta il disponente esclusivamente nel rapporto con i medici e con le strutture sanitarie, quando questi non è più capace di esprimere la propria volontà.

L’Amministratore di Sostegno viene nominato dal giudice tutelare e può compiere soltanto gli atti indicati nel decreto di nomina.

Le tre figure possono coincidere nella stessa persona, ma ciò non avviene automaticamente.

Come attivare le DAT

Chi si domanda come fare le DAT deve sapere che la legge prevede precise modalità di redazione. Le disposizioni anticipate di trattamento possono essere predisposte mediante:

  • atto pubblico davanti a un notaio;
  • scrittura privata autenticata;
  • scrittura privata consegnata personalmente all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza;
  • consegna presso strutture sanitarie, nelle Regioni che abbiano disciplinato la raccolta delle DAT.

Quando le condizioni fisiche della persona non consentono di redigere un documento scritto, le volontà possono essere espresse anche mediante videoregistrazione o attraverso dispositivi che permettano alla persona con disabilità di comunicare.

Le DAT possono essere modificate, rinnovate o revocate in qualsiasi momento.

Dove depositare le DAT

Il deposito delle DAT può avvenire presso il Comune di residenza, secondo le modalità previste dalla legge.

Le disposizioni possono essere trasmesse alla Banca dati nazionale delle DAT istituita presso il Ministero della Salute.

La Banca dati consente ai soggetti autorizzati, secondo le condizioni previste dalla normativa, di verificare l’esistenza delle disposizioni e di consultarne il contenuto quando ciò sia necessario.

È importante conservare una copia delle DAT e informare il fiduciario e le persone di fiducia dell’avvenuto deposito.

Chi è obbligato a rispettare le DAT?

In linea generale, il medico è tenuto a rispettare le disposizioni anticipate di trattamento, ma non è sempre così, vediamo quali eccezioni prevede la legge. Le DAT possono essere disattese, in accordo con il fiduciario, quando:

  • risultino manifestamente incongrue;
  • non corrispondano alla situazione clinica attuale;
  • siano sopravvenute terapie non prevedibili al momento della redazione;
  • le nuove cure offrano concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

In caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, può essere necessario rivolgersi al giudice tutelare.

Inefficacia del modulo prestampato 

Online sono disponibili numerosi modelli di testamento biologico. Un modello può costituire un punto di partenza, ma non sempre è sufficiente a rappresentare con chiarezza le volontà della persona. Espressioni come “non desidero accanimento terapeutico” possono risultare troppo generiche se non vengono collegate a condizioni cliniche e trattamenti specifici. Una DAT realmente utile dovrebbe chiarire:

  • quali valori personali devono orientare le decisioni;
  • quale qualità della vita la persona ritiene accettabile;
  • quali trattamenti intende accettare o rifiutare;
  • in quali condizioni devono trovare applicazione le disposizioni;
  • quale ruolo deve svolgere il fiduciario.

Quanto più il documento è chiaro e personalizzato, tanto minore sarà il rischio di interpretazioni incerte o conflitti.

Quando serve una consulenza sulle DAT

Una consulenza sulle DAT può essere utile per comprendere:

  • come redigere correttamente le disposizioni;
  • quali volontà possono essere inserite;
  • come nominare il fiduciario;
  • quali formalità devono essere rispettate;
  • dove depositare le DAT;
  • come coordinare le DAT con un’amministrazione di sostegno;
  • come evitare formulazioni generiche o contraddittorie.

La consulenza legale non sostituisce il necessario confronto con il medico, ma può aiutare a verificare che il documento sia chiaro, coerente e correttamente formalizzato.

Prima consulenza gratuita di 15 minuti

Chi desidera ricevere informazioni sulle DAT, disposizioni anticipate di trattamento, può richiedere una prima consulenza orientativa gratuita della durata di 15 minuti.

Durante il colloquio sarà possibile chiarire:

  • che cosa sono le DAT;
  • se possano essere utili nella propria situazione;
  • come scegliere il fiduciario;
  • come redigere e depositare il documento;
  • quali differenze esistono tra caregiver, fiduciario e amministratore di sostegno.

La prima consulenza ha carattere informativo e consente di individuare il percorso più adatto. Qualora la situazione richieda l’esame di documentazione sanitaria o giuridica, potranno essere successivamente concordati modalità e contenuti dell’assistenza legale.

Come prenotare la consulenza

Chiunque può richiedere una consulenza all’avvocato Di Pisa compilando il modulo di contatto. Ricordiamo che i soci MAP possono godere delle seguenti agevolazioni: 15 minuti di consulenza gratuita e tariffe agevolate. Non sei ancora iscritto alla nostra associazione? Richiedi la tua tessera per l’anno in corso e scopri le opportunità qui:

Se ti è piaciuto l’articolo condividilo, grazie!

Diffondi la notizia!