Introduzione
La nostra associazione, durante quasi dieci anni di attività, ha maturato la convinzione che il benessere delle persone fragili – come anziani e persone con disabilità – dipenda in larga parte dalla qualità di chi se ne prende cura ogni giorno. Per questo seguiamo con attenzione le problematiche dei caregiver, con l’obiettivo di contribuire al loro sostegno anche attraverso progetti mirati di iniziativa privata.
Indice
- Roma, Piazza Santi Apostoli: la protesta dei caregiver
- Cosa prevede il DDL “Locatelli”
- Perché il DDL è contestato
- Le voci della piazza
- Conclusione
Roma, Piazza Santi Apostoli: la protesta dei caregiver
Il 27 gennaio 2026 centinaia di caregiver provenienti da tutta Italia si sono riuniti in Piazza Santi Apostoli, a Roma, per un flash mob promosso da CFU – Caregiver Familiari Uniti (comunicato stampa). L’obiettivo dell’iniziativa era denunciare pubblicamente le lacune del disegno di legge “Locatelli”, presentato dalla Ministra per le Disabilità, e chiedere una normativa capace di riconoscere concretamente il valore sociale, umano ed economico dell’assistenza familiare.
Cartelli e slogan come “No all’elemosina di governo” e “Siamo lavoratori a nero dello Stato” hanno espresso il malcontento dei partecipanti, molti dei quali assistono familiari con disabilità grave o gravissima 24 ore su 24, senza tutele né sostegni adeguati.
Cosa prevede il DDL “Locatelli”
Secondo i comunicati stampa e le ricostruzioni diffuse dai media, il disegno di legge introduce:
- una definizione formale della figura del caregiver familiare;
- un bonus economico di 400 euro mensili, riservato a chi assiste per almeno 91 ore settimanali, con ISEE fino a 15.000 euro e reddito personale non superiore a 3.000 euro annui;
- un sistema di interventi demandato in larga parte a Regioni e Comuni.
Perché il DDL è contestato
Dalle dichiarazioni delle associazioni e dai comunicati stampa emergono quattro criticità principali.
Bonus giudicato insufficiente e discriminatorio
Il contributo di 400 euro mensili è stato definito “un’elemosina”, poiché equivale a circa un euro l’ora per chi presta assistenza continuativa. I criteri di accesso sono inoltre considerati troppo restrittivi e tali da escludere la maggioranza dei caregiver.
Mancanza di tutele giuridiche ed economiche reali
Il disegno di legge riconosce il caregiver solo in modo formale, senza prevedere:
- contributi previdenziali;
- diritti esigibili;
- misure strutturali per chi ha dovuto rinunciare al lavoro.
Secondo CFU, questo approccio mantiene milioni di persone in una condizione di invisibilità istituzionale.
Rischio di disuguaglianze territoriali
La delega a Regioni e Comuni per l’attuazione delle misure potrebbe generare forti differenze territoriali, con livelli di tutela diversi a seconda della zona di residenza.
Assenza di un sostegno strutturale alla non autosufficienza
Alcuni esponenti politici presenti alla manifestazione hanno evidenziato il rischio che il DDL sottragga risorse ad altri strumenti di welfare, senza costruire un sistema organico e stabile di supporto alla non autosufficienza.
Le voci della piazza
Durante il flash mob, i rappresentanti delle associazioni hanno ribadito che i caregiver svolgono un ruolo essenziale per lo Stato, spesso supplendo alle carenze dei servizi pubblici e generando un significativo risparmio economico. La richiesta condivisa si è trasformata in una petizione per riformulare il disegno di legge secondo criteri di equità e inclusione funzionali a valorizzare il lavoro di cura come un’attività continuativa, complessa e indispensabile.

Firma la petizione CFU su IO Scelgo per sostenere il cambiamento dal basso: qui
Conclusione
Il flash mob del 27 gennaio 2026 ha espresso una richiesta chiara: una legge che non si limiti a definire la figura del caregiver, ma che garantisca diritti concreti, sostegni economici adeguati e tutele previdenziali reali.
Per il mondo della disabilità e per chi ogni giorno si prende cura di un familiare, il DDL “Locatelli” rappresenta un punto di partenza giudicato insufficiente. La mobilitazione di Roma ha ricordato alle istituzioni che il riconoscimento formale non basta: servono misure reali, uniformi e rispettose della dignità delle persone.
Se desideri essere protagonista del cambiamento per una società più equa e solidale e partecipare alle iniziative per valorizzare il prezioso ruolo sociale del caregiver contattaci:

Laureata allo IUAV. Libera professionista dal 2012. Impegnata in progetti EcoSocioSostenibili. Presidente MAP dal 27 febbraio del 2021.

