Estate Fresca 2026: quando un centro commerciale diventa un’oasi

Domenica 9 agosto il primo piano del Centro Commerciale Meduna di Pordenone ha smesso, per qualche ora, di essere soltanto un’area dedicata alla lettura. Con poche e semplici attrezzature Mobility Access Pass ha magicamente trasformato un angolo in un mini laboratorio accademico esperienziale, un luogo dove ritrovare l’armonia di mente e corpo, lontano da influenze negative.

Un’oasi di benessere in città inospitali

L’iniziativa Estate Fresca 2026, promossa dal Comune di Pordenone e coordinata dalla Fondazione ALVISE ETS – BORGO Cohousing, ha offerto alla nostra associazione l’occasione di creare un’oasi di benessere a 360°. L’aria condizionata adeguata, la luce naturale filtrata da ampie vetrate, le vibrazioni di un monocorde alla frequenza di risonanza giusta e il silenzio riverente dei passanti hanno fatto il resto: un ambiente confortevole, pronto ad accogliere chi cercava sollievo nelle ore più afose dell’estate. Con il cambio climatico e l’aumento dei prezzi, per l’inasprimento dei conflitti in medio oriente, un italiano su due ha rinunciato di andare in vacanza. Nel prossimo futuro i centri commerciali potrebbero specializzarsi in luoghi di aggregazione sempre più competitivi, rispetto ai centri storici sempre più esclusivi, soddisfacendo contemporaneamente esigenze di raggiungibilità, comodità e sicurezza, garantendo stalli adeguati a persone fragili, anziani e con disabilità.

L’uncinetto che cura: la terapia delle connessioni

A guidare il primo laboratorio è stata Giovanna Orseniga, residente a San Giorgio di Nogaro, ma con radici lombardo‑venete. Maestra di uncinetto, ferri e cucito all’università della Terza età, ha allestito un’area dedicata alla uncinetto-terapia, una pratica cui origini si perdono nella notte dei tempi, che non è solo espressione di creatività: è riabilitazione delle connessioni neuronali, è precisione delle dita dopo eventi traumatici, è contrasto agli effetti della senilità. Un’attività che sta tornando di moda anche perché raccomandata da psicologi e neurologi e per cui si vede aumentare anche la presenza maschile. Gli oggetti che si possono creare sono incredibilmente utili e personalizzabili. Si parte da un’idea o da un modello e poi si arriva al pezzo unico.

All’invito della presidente della Fondazione Alvise di Fontanafredda, Viviana Cadamuro all’iniziativa “Kit per 37 bambine dell’orfanotrofio delle Missionarie della carità di Madre Teresa di Calcutta a Shkoder in Albania” abbiamo risposto lanciando una proposta semplice ma potente: “Dona due minuti, crea e regala il tuo cuore all’uncinetto.” Un simbolo universale, gesto d’amore fatto con le mani e attenzione, con un filo che unisce anime distanti.

Il monocorde che riequilibra i chakra: un viaggio verso l’armonia

Le vibrazioni del monocorde di Aneta Giocheva hanno accompagnato per oltre due ore senza sosta l’esperienza cinestesica. Uno strumento antico, già noto ai tempi di Pitagora, che grazie alla sensibilità del suo accordatore-suonatore genera frequenze che favoriscono il rilassamento dei muscoli, lo sblocco di emozioni negative e favoriscono il riequilibrio energetico. Le terapie vengono somministrate in intervalli di almeno 15-20 minuti e durante almeno un periodo di 3 – 6 mesi affinché possano educare le persone all’auto riequilibrio per contrastare lo stress quotidiano.

Aneta, assistente domiciliare di persone fragili, originaria dalla Bulgaria, ma residente in Italia da circa trent’anni, ha guidato i partecipanti in brevi sessioni di terapia del suono. Molti avventori, attratti dalla profondità delle vibrazioni, si sono fermati più di un’ora e hanno atteso il turno per sottoporsi all’esperienza vibrazionale. La curiosità si è trasformata in occasione di condivisione di percezioni: molti hanno raccontato di sentirsi psico fisicamente alleggeriti, un’attenuazione dei dolori e dei retropensieri negativi, una sensazione di armonia che li ha trasportati “in un’altra dimensione”. In Friuli VG Aneta è l’unica a offrire questa esperienza e si è resa disponibile a organizzare mensilmente una sessione per gruppi di 6-12 persone i fine settimana con prenotazione obbligatoria.

Incontri, testimonianze e un filo comune: la cura

La mattinata ha visto la partecipazione di soci della Fondazione Alvise e di rappresentanti di altre associazioni della provincia di Pordenone, impegnate in attività a sostegno di persone con patologie disabilitanti come l’AFD e in attività culturali radiofoniche come l’associazione Sette Motivi. Con loro abbiamo condiviso riflessioni e preoccupazioni: la disattenzione verso i diritti in particolare dei caregiver, sempre più esposti a rischi di ogni tipo e la mancanza di adeguata preparazione di molti assistenti domiciliari perché non esiste una scuola e un punto di riferimento di orientamento e nemmeno un vademecum. Sulla tematica c’è ancora molto da fare.

Un progetto che unisce: “SOS Caregiver – Smart Academy risponde”

L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare la nostra raccolta fondi a sostegno del progetto “SOS Caregiver: Smart Academy risponde”, una piattaforma pensata per offrire strumenti, conoscenze e opportunità concrete a chi ogni giorno si prende cura di persone fragili. La Smart Academy non è solo una piattaforma didattica costruita attorno ad esigenze specifiche, ma una vera comunità che vuole contarsi per contare, rompendo barriere di ogni tipo, non solo architettoniche, ma anche culturali e generazionali.

Abbiamo condiviso attimi di tempo utili ad attivare energie positive e sinergie per contribuire allo sviluppo di una società solidale, inclusiva, empatica e più giusta. Perché nessuna legge è perfetta senza la partecipazione di chi la vive. Perché non c’è giustizia senza parità di accesso e conoscenza del diritto e delle normative.

Come aderire:

Aiutaci anche con un piccolo contributo di 10€ su Ideaginger.it entro il 4 settembre a donare dispositivi per il monitoraggio dei parametri biometrici a persone a rischio di infarto, aneurisma, ischemia, ictus: “SOS Caregiver: Smart Academy Risponde!” ( segui il link)

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