Vademecum per comunicare con sordociechi

Tecniche, strumenti e innovazioni per la comunicazione nella sordocecità

Comunicare in presenza di disabilità visiva e uditiva parziale — o di sordocecità totale — richiede soluzioni fuori dall’ordinario. Fortunatamente, esistono numerose tecniche di comunicazione, spesso combinabili tra loro, che permettono uno scambio efficace a seconda della situazione, dell’ambiente e delle capacità residue della persona.

Indice

1. Comunicazione e sordocecità: perché non esiste un solo metodo

Nel caso di disabilità visiva e uditiva, non esiste una tecnica di comunicazione universale. L’efficacia dipende da più fattori:

  • residuo visivo e uditivo della persona;
  • abilità dell’interlocutore;
  • condizioni ambientali (rumori, luce, spazio).

Per questo motivo, una persona sordocieca utilizza più tecniche, spesso anche contemporaneamente, adattandole al contesto.

2. Tecniche di comunicazione con residuo visivo o uditivo

Quando è presente un residuo sensoriale, le possibilità aumentano:

  • Persona sorda ma ipovedente: può utilizzare varianti della LIS (Lingua dei Segni Italiana) adattate al proprio campo visivo.
  • Persona cieca con residuo uditivo: (caso statisticamente più frequente, secondo l’Unione Centrale per il Bene dei Ciechi della Svizzera) può ricorrere a moderni apparecchi acustici.

In entrambi i casi, la comunicazione è possibile se l’interlocutore si adegua alle esigenze specifiche del sordocieco.

3. L’importanza dell’ambiente nella comunicazione

L’ambiente gioca un ruolo fondamentale:

  • meglio scegliere luoghi tranquilli, perché i rumori di fondo disturbano molto chi utilizza apparecchi acustici;
  • anche dal punto di vista visivo, lo spazio dovrebbe essere neutro e privo di distrazioni;
  • le parole vanno scandite bene, senza urlare o parlare troppo forte.

Piccoli accorgimenti fanno una grande differenza.

4. Comunicazione tattile nella sordocecità totale

Quando cecità e sordità sono entrambe totali, l’unica via possibile è la comunicazione tattile. Questa tecnica si basa su movimenti e pressioni delle dita a contatto diretto con la mano della persona sordocieca.

5. Alfabeto Lorm e alfabeto Malossi: la mano come tastiera

I due principali sistemi di comunicazione tattile sono:

Entrambi trasformano la mano in una sorta di tastiera:

  • si toccano o pizzicano punti specifici del palmo e delle dita;
  • ogni gesto corrisponde a una lettera;
  • le lettere formano parole e frasi.

La persona sordocieca deve tenere la mano sinistra rilassata e appoggiata su quella dell’interlocutore.

6. Regole pratiche della comunicazione tattile

La comunicazione tattile segue alcune convenzioni fondamentali:

  • Fine parola: un tocco leggero sul palmo;
  • Fine frase: due tocchi leggeri sul palmo;
  • “Sì”: un colpetto leggero;
  • “No” o correzione: uno sfregamento rapido da destra a sinistra, come per cancellare.

È sempre consigliabile chiedere all’interlocutore se desidera queste indicazioni e adattare la velocità dei movimenti, perché il metodo richiede grande concentrazione.

7. Tecnologia e accessibilità: dagli SMS agli smartphone

Pensiamo ad esempi quotidiani:

  • una persona sorda può inviare e leggere messaggi scritti;
  • una persona cieca può usare app di lettura vocale per trasformare i testi in audio.

8. Haptics e vibrazioni: un’idea promettente (ma incompiuta)

Gli smartphone moderni sono dotati di tecnologie aptiche (haptic technologies, dal greco hápto ‘connettere, mettere in contatto, toccare’), cioè basate sul tatto, come la vibrazione.

Nel 2012, in India, Anmol Anand e Arun Mehta fondarono la Bi-directional Access Promotion Society of India (BAPSI) e svilupparono un’app che:

  • traduceva i messaggi scritti in sequenze di vibrazioni;
  • utilizzava il codice Morse per rendere le informazioni percepibili al tatto.

Il progetto Smart Phones for the Deaf Blind ricevette 24.000 dollari australiani nel 2014, ma non ebbe successo e la BAPSI oggi non esiste più. Un’idea che dimostra però quanto tecnologia e accessibilità possano — e debbano — incontrarsi.

Conclusioni

Costruire accessibilità significa comunicare meglio per non discriminare. Conoscere i metodi tattili, creare ambienti accessibili e sostenere l’innovazione tecnologica significa rendere la mobilità, i servizi e gli spazi realmente fruibili da tutti.

Mobility Access Pass promuove un approccio basato sulla consapevolezza e sul rispetto delle diverse modalità di comunicazione. Informarsi, formarsi e progettare in modo inclusivo è il primo passo per garantire autonomia, dignità e partecipazione.

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