Tavolo di Lavoro nazionale sulla Disabilità, facciamo il punto

Delegazione FAND a Palazzo Chigi, Roma 2 settembre 2019 (Foto Uff. Stampa FAND)

Il 20 giugno di un anno fa, venne inaugurato a Roma un Tavolo di lavoro per consentire il confronto continuo e diretto tra Ministero e associazioni della disabilità. Oggi, purtroppo, non solo sono scomparse le persone di riferimento a Roma, il ministro Lorenzo Fontana e il suo Sottosegretario Vincenzo Zoccano, ma addirittura il ministero dedicato alla Disabilità e quindi l’interesse per la tematica.

Le priorità del Tavolo sulla disabilità

Ricordiamo i contributi dei principali rappresentanti al tavolo di Lavoro sulla disabilità.
Il Sottosegretario Zoccano – già presidente del FID, consigliere nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e presidente della Consulta delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia (CRAD FVG)- terminato il primo tavolo di lavoro ci aveva fatto ben sperare in un cambio di paradigma, così come sancito dalla Convenzione ONU del 2006, l’attivazione di una collaborazione importante per giungere alla sottoscrizione di un “documento di legislatura, d’intesa col legislatore, utile a dare nuovo impulso ai diritti delle persone con disabilità e alle rispettive famiglie.

Il presidente della FAND Bettoni ci rassicurò con ottimismo sull’importanza di un ministero della disabilità come “interlocutore deputato ad affrontare temi fino ad oggi frammentati tra competenze differenti” e sulle potenzialità del dicastero offrendo la “piena collaborazione di tutta la federazione rappresentata per portare avanti le esigenze delle persone con disabilità.
Ricordiamo le 10 priorità indicate al Ministero (fonte: Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili-FAND):

  1. La piena attuazione del Programma di azione biennale. Considerato l’insediamento del nuovo Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Auspicata una rapida ripresa dei lavori del nuovo Osservatorio sulle disabilità tramite l’avvio dei gruppi di lavoro chiamati a monitorare l’attuazione del programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
  2. Il rafforzamento dei Fondi per le politiche sociali e la non autosufficienza.
  3. La “semplificazione del sistema di accertamento della disabilità, superamento della concezione puramente medico legale ai fini di una valutazione multidimensionale della disabilità”, come sancito dalla Convenzione ONU del 2006 sul diritto d’inclusione sociale dei disabili a tutti i livelli.
  4. La “rivendicazione” dell’inclusione lavorativa mediante la “piena operatività della legge 68/1999 in materia di diritto al lavoro dei disabili”. Necessità di superare le criticità del collocamento mirato, perché ad oggi sono ancora troppi i disabili che non riescono a trovare un’occupazione. La maggior parte degli imprenditori preferiscono pagare le sanzioni piuttosto che adeguare la propria azienda alla legge sull’abbattimento/superamento delle barriere architettoniche per essere accessibile.
  5. L’emanazione urgente” delle Linee guida per il funzionamento dei servizi del collocamento mirato, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, come era previsto nel D.Lg.s 151/2015 e su cui si era impegnato l’Osservatorio nazionale sulla disabilità. Si attende con ansia la pubblicazione effettiva dell’VIII Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge sul collocamento mirato, strumento fondamentale per comprendere il reale funzionamento della legge.
  6. La “garanzia” di un adeguato sostegno economico della persona nelle forme previste dalla legge per ogni tipo di disabilità.
  7. Il rapido aggiornamento del nomenclatore tariffario, ormai inadeguato a fornire ai disabili prestazioni adeguate al progresso tecnico e scientifico”; molti ausili tecnologici innovativi ma costosi sono esclusi, rimanendo così inaccessibili.
  8. Il miglioramento dell’accessibilità, deve avvenire sia tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche, fisiche, sensoriali e culturali che impediscono alla persona disabile una piena partecipazione alla vita sociale” e sia garantendo a tutti l’accesso a “ogni bene o servizio, alla comunicazione e all’informazione. Il 3 ottobre del 2017 venne approvata dal Senato la proposta di legge quadro per il riconoscimento della Lis e rubricata alla Camera con il numero AC 4679, tuttavia ancora non approvata.
  9. Il diritto alla mobilità delle persone con disabilità nel trasporto e nella guida sono ad oggi sanciti da norme e regolamenti europei che intervengono in maniera cogente affinché gli Stati e le Istituzioni deputate e competenti li applichino puntualmente. Tuttavia, esiste in Italia “un’inorganicità diffusa sui territori, rispetto ad esempio ai livelli di accessibilità della città, dei servizi di trasporto, della viabilità e sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. Invece, il settore del trasporto aereo, grazie all’ENAC, può vantare virtuosi livelli standard di accessibilità e servizi dedicati ai passeggeri a ridotta mobilità”.
  10. La tutela del diritto allo studio, anche valorizzando le scuole specializzate favorendone la frequentazione per quelle famiglie che ne facciano richiesta. La Buona scuola passa per l’applicazione congruente ed operativa delle norme relative all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Ciò richiede necessariamente un costruttivo e costante confronto tra i vari portatori d’interesse in seno all’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e la condivisione di strumenti di progettazione educativa e personalizzata.

Quale futuro?

Ufficialmente, ci risulta nessuna novità, rispetto a quanto sopra elencato, dopo l’ultimo incontro della delegazione FAND e il Presidente del Governo avvenuto lo scorso 2 settembre.

Per concludere, senza timori, osserviamo che è stato, sospeso a data da destinarsi, il buon proposito lanciato a Roma sintetizzato dalla locuzione “Ascolto e Incontro”, delle persone che vivono la disabilità, affinché ogni intervento abbia la massima efficacia.
Se qualcuno avesse informazioni contraddittorie è invitato a scriverci per interrompere il processo di distruzione, in modo inversamente proporzionale all’accumularsi dei giorni di silenzio assordante e totalizzante, delle speranze di ricevere un segnale incoraggiante di concreta civiltà.

Intervista ad Alberto Torregiani.

Noi di MAP facciamo notare che i problemi irrisolti di oltre 5 milioni di disabili italiani continuano ad accumularsi assieme alla misura dell’indignazione per l’evidente mancanza di rispetto verso una parte crescente di cittadini disabili. Pertanto con il presente articolo desideriamo pubblicamente unirci all’appello lanciato da Alberto Torregiani, nostro amico e tra i più famosi associati MAP a livello internazionale,su Adnkronos lo scorso 30 settembre.

La nostra associazione MAP, dalla sua nascita impegnata a sostenere e facilitare l’inclusione sociale dei disabili, esprime pubblicamente, la propria indignazione, in primis, nei confronti dell’inversione di rotta inaccettabile di questo Governo (Conte bis), che sembra trovare spiegazione solamente in un comportamento tipico di chi soffre di bipolarismo; e secundis, verso il silenzio da parte dei principali rappresentanti come i presidenti della FAND, della FISH e di tutti quelli che avevano partecipato al Tavolo. Abbiamo voluto rompere questo silenzio perché non vogliamo esserne complici e crediamo in un lavoro di squadra, capace di coinvolgere tutti senza alcuna discriminazione.

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