Quando l’informatica è a servizio dell’accessibilità e dell’inclusione
In occasione della campagna di raccolta fondi dedicata al progetto “SOS Caregiver: Smart Academy risponde!”, abbiamo intervistato Arcangelo Castaldo, il titolare di DevShare SRL, tra i 52 sostenitori che hanno scelto di contribuire concretamente alla costruzione di un futuro più inclusivo per caregiver e persone fragili non autosufficienti. Un dialogo che mette in luce valori condivisi, visione sociale e strumenti per facilitare il più possibile l’indipendenza.
Missione e Visione dell’attività di DevShare?
La missione di DevShare è mettere la tecnologia al servizio delle persone, sviluppando soluzioni digitali su misura. Siamo specializzati nella fornitura di software, piattaforme e infrastrutture e promuoviamo la digitalizzazione della società. La visione è semplificare la vita con l’aiuto della tecnologia informatica senza creare nuove forme di esclusione.
Gli strumenti digitali sono sempre più invadenti nella vita quotidiana: sono progettati e imposti dalle grandi aziende senza una progettazione partecipata. Una fascia di popolazione rischia di essere esclusa da opportunità sociali e professionali a causa della digitalizzazione, che procede con una velocità superiore a quella della capacità di essere recepita e assimilata dalla media della popolazione, in particolare quella non nativa informatica e con fragilità o disabilità. Per questo siamo particolarmente sensibili ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione: vorremmo che le competenze tecnologiche di DevShare contribuissero a creare maggiore autonomia per persone con disabilità, per chi vive fragilità o isolamento e per chi dispone di minori possibilità economiche. L’innovazione ha valore solo quando migliora concretamente la vita delle persone.
Com’è nata l’idea di HandiMap e che cos’è?

HandiMap nasce dall’osservazione di un problema concreto osservato da una persona con disabilità: prima di spostarsi è vitale conoscere con certezza il livello di accessibilità di un luogo. Ad esempio: per una persona in carrozzina una barriera architettonica può significare un motivo di esclusione.
Da qui l’idea di realizzare HandiMap, un’applicazione per dispositivi mobili, che raccoglie e rendere disponibili informazioni sull’accessibilità. Il suo principio è semplicissimo: attraverso un algoritmo consente di geolocalizzare un luogo in base al suo grado di accessibilità. Grazie alla partecipazione dei cittadini è possibile realizzare una mappa dell’accessibilità reale dei luoghi. HandiMap è già attiva e mira a diventare un laboratorio di partecipazione, raccolta dati e sviluppo di competenze digitali.
Chi sono i destinatari di HandiMap?
Potenzialmente tutte le persone che hanno necessità di conoscere l’accessibilità di un luogo prima di raggiungerlo per le seguenti esigenze speciali: disabilità motorie o sensoriali e i loro caregiver familiari che li accompagnano quotidianamente, ma anche i lavoratori che necessitano di muoversi in modo più agevole e sicuro preferendo rampe o ascensori alle scale.
HandiMap può consapevolizzare imprese e amministrazioni sull’esistenza di barriere architettoniche e suggerire le azioni necessarie per superarle. Una fotografia o una segnalazione, se raccolte correttamente, rappresentano informazioni preziose per chi non può rischiare di investire tempo, soldi e salute per recarsi in luoghi inadeguati alle proprie esigenze speciali.
Come funziona HandiMap e quali competenze servono?
L’applicazione è pensata per essere intuitiva: non serve essere tecnici informatici. Uno smartphone e competenze digitali di base sono sufficienti per contribuire al suo sviluppo e diffusione.
Naturalmente esiste una differenza tra segnalare e validare professionalmente un’informazione, per questo immaginiamo diversi livelli di partecipazione e controllo. In questo contesto è fondamentale trasformare HandiMap anche in uno strumento di sensibilizzazione e formazione. Una persona con disabilità può essere formata per geolocalizzare, raccogliere e classificare dati, nella documentazione fotografica e nella verifica delle informazioni. In questo modo non sarebbe solo destinataria del servizio, ma protagonista del progetto, acquisendo competenze digitali spendibili anche professionalmente.
In quale modo l’informatica è accessibile?
L’informatica sostanzialmente vive una dicotomia: da un lato ridurre le distanze: permette di accedere a servizi senza spostarsi, seguire percorsi formativi da casa, comunicare, informarsi, acquisire competenze e creare opportunità professionali; dall’altro è discriminatoria quando troppo complessa, costosa o non accessibile,
L’inclusione digitale non significa mettere qualcosa online, ma progettare pensando alle persone che hanno maggiori difficoltà nell’utilizzarlo. Le parole chiave sono: accessibilità, semplicità, formazione e accompagnamento. Chi lavora con la DaveShare convide la visione sulla tecnologia che produce miglioramento concreto nella vita quotidiana delle persone.
Quale può essere il futuro di HandiMap?
HandiMap ha fondamentalmente una missione sociale concreta: evidenziare le problematiche legate all’accessibilità per indurre a risolverle sia in ambito pubblico che privato. Nel prossimo futuro immaginiamo strumenti in cui la tecnologia non è il fine, ma il mezzo per generare impatto sociale. Ci interessa in particolare il collegamento tra formazione e partecipazione: una persona che acquisisce competenze digitali, raccoglie e verifica informazioni sull’accessibilità e costruisce esperienza pratica utile a trasformare questo percorso in opportunità. È l’innovazione su cui stiamo investendo la maggior parte di risorse.
Conclusione
DevShare sfrutta l’informatica per realizzare strumenti che permettano alle persone di sentirsi più autonome e per trasformare competenze in opportunità di benessere. Crediamo che imprese, associazioni, professionisti, istituzioni e cittadini possano collaborare per costruire un digitale più accessibile. La trasformazione digitale porterà progresso solo quando nessuno sarà escluso, oggi il rischio di emarginare i non nativi informatici è reale e pericoloso. L’informatico di successo è quello che riesce a creare ponti tra generazioni e culture diverse risolvendo nuovi problemi.
Approfondimenti
Per conoscere meglio l’attività di DevShare e richiedere maggiori informazioni, compila il modulo di contatto.
La raccolta fondi si concluderà il 4 settembre: ogni contributo, anche minimo, permette di entrare nell’elenco ufficiale dei sostenitori che condividono l’impegno per una comunità più solidale, inclusiva e giusta. Partecipare oggi significa non solo lasciare una testimonianza concreta, ma anche ottenere visibilità sulla piattaforma e accedere, entro il 2026, a un evento celebrativo presenziale dedicato ai donatori e ai partner del progetto.
Sostenere questa iniziativa significa trasformare un bisogno sociale in un’opportunità reale per i caregiver e per le persone fragili che dipendono da loro.
Dona ora e scegli la ricompensa andando sul sito di Ideaginger.it

