A monte del diritto ad un alloggio accessibile, questione che impegna la nostra associazione sin dal 2017, vi è il diritto all’abitazione salubre e dignitosa per tutti i cittadini. Vediamo alcuni spunti di riflessione utili a chi cerca e propone soluzioni progettuali.

IL DIRITTO ALL’ALLOGGIO E’ UNA QUESTIONE MONDIALE

Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la qualità degli ambienti è il fattore con maggiore impatto sulla salute fisica e mentale dei suoi residenti, poichè vi trascorrono circa il 90% del tempo.
E’ stato scientificamente provato che molte condizioni di malattia ed aspettativa di vita possono essere influenzate negativamente ad esempio dalla presenza di sostanze inquinanti (COV), principalmente muffe. Quest’ultime sono l’effetto dello scarso isolamento termico degli edifici e la ventilazione inadeguata. In aggiunta, in molte nazioni del mondo, la mancanza di alloggi adeguati è stata messa in relazione con la cronicizzazione di depressione, epidemie, e  lo sviluppo di crimini e malessere sociale. Esiste una vasta letteratura, publicata dalla stessa OMS, sulla tesi nota come sindrome dell’edificio malato, a cui rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

IL DIRITTO ALL’ALLOGGIO NEI TRATTATI INTERNAZIONALI

I trattati internazionali sui diritti umani che riconoscono l’alloggio adeguato un bisogno fondamentale per una vita dignitosa sono numerosi, di seguto ricordiamo i più noti e gli articoli interessati:

  • Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (all’articolo 25),
  • Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (all’articolo 11)
  • Convenzione Internazionale per l’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione (all’articolo 5),
  • Convenzione per l’eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne (all’articolo 14),
  • Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (all’articolo 27).
  • Dichiarazione sul Diritto allo Sviluppo  (all’articolo 8).

IL DIRITTO ALL’ALLOGGIO DISATTESO ANCHE DA MOLTI PAESI CIVILIZZATI

Durante il dibattito alla 15a sessione della Commissione sugli Insediamenti Umani ed il Secondo Comitato Preparatorio a Nairobi, nell’Aprile – Maggio 1995, molti paesi hanno riconosciuto il bisogno di un alloggio adeguato come un fondamentale diritto umano e quindi l’importanza di impegnarsi in politiche per facilitare la disponibilità di alloggi adeguati anche per i meno abbienti.

Il seguente principio dovrebbe essere fondamentale per tutti i paesi che si considerano civilizzati.

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia e in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

Tuttavia, alcune nazioni si sono espresse contrarie ad includere il bisogno all’abitazione dignitosa e salubre nell’elenco dei diritti umani fondamentali già riconosciuti dalle leggi internazionali.

Secondo il COHRE, Centro per i Diritti Abitativi e gli Sfratti (link), il riconoscimento del bisogno primario all’abitazione ha più a che fare con la volontà politica che con la capacità di assicurare in breve tempo abitazioni dignitose alla popolazione. Inoltre, l’ente internazionale rileva che, nonostante la struttura fisica di una casa, incluse le infrastrutture, i servizi circostanti e il diritto all’alloggio siano temi indiscutibilmente importanti in un paese civilizzato, essi dipendono largamente dalla reale disponibilità di terreni accessibili ed acquistabili ad un prezzo equo, nonché dalla disponibilità di materiali edili a prezzi adeguati. A tutto ciò dovrebbe essere anche consentito alle persone di poter scegliere il luogo dove desiderano vivere, attraverso politiche di mobilità. Insomma, è chiaro: sono i Governi a favorire o a sfavorire le opportunità nel mercato tramite tassazioni o incentivi.

POLITICHE SULLA CASA IN ITALIA: PASSATO, PRESENTE E… FUTURO?

Nel nostro Paese le politiche sulla casa (link) sono state lasciate a secco di risorse per decenni, determinando: in primis, un disaccoppiamento tra la domanda e l’offerta di alloggi a prezzi calmierati e, in segundis, una svalutazione impressionante del patrimonio immobiliare pubblico, che da reddito è diventato sempre più una voce di costo per i contribuenti.

Attualmente le fasce più discriminate dal mercato immobiliare tradizionale sono i pensionati e i giovani disoccupati, poichè meno abbienti. Nel gruppo dei pensionati i più penalizzati sono i portatori di handycap poichè i redditi sono tra i più bassi e poichè l’offerta di alloggi accessibili è inadeguata alla necessità di accessibilità.
Attualmente abbiamo ascoltato molte persone in situazione di abbandono a se stesse, poichè i Servizi sociali comunali sono spesso inutili a risolvere le problematiche in tempi ragionevoli, così come gli enti preposti ad erogare servizi sanitari pubblici locali sono inadeguati.
Il tema dell’assistenza alle persone fragili e in aggiunta non autosufficienti trova generalmente poco spazio nel dibattito accademico e pubblico, nonostante sia un’urgenza nazionale e si prefiguri sempre più centrale nelle agende politiche dei Paesi civilizzati, dove cambiamenti demografici (denatalità e allungamento della speranza di vita), esodi per cambiamenti climatici e geopolitici sono fenomeni in espansione cui effetti rischiano di uscire dal controllo, senza un’adeguata pianificazione.
Di seguito ricordiamo i principali strumenti pubblici per l’attuazione dell’edilizia residenziale pubblica, fin’ora utilizzati, a sostegno delle persone meno abbienti mirano a calmierare o agevolare i canoni d’affitto rispetto a quelli di mercato.

  • Edilizia agevolata: realizzata mediante l’intervento dello Stato consistente nella erogazione di mutui a tasso agevolato commisurato al reddito del nucleo famigliare.

  • Edilizia convenzionata: Si fonda sulla stipulazione di una convenzione tra il Comune ed i privati costruttori che, in cambio di agevolazioni e sgravi, si impegnano a praticare canoni di affitto e prezzi di vendita delle costruzioni a condizioni inferiori a quelli di mercato.
  • Edilizia sovvenzionata: Edilizia realizzata a totale carico dello Stato attraverso gli Enti istituzionalmente preposti (il più importante è lo I.A.C.P.) che costruiscono o recuperano abitazioni che fanno parte del patrimonio pubblico e sono assegnate in affitto con canoni sociali.

IL PNRR COME RILANCIO DELL’EDILIZIA SOCIALE

La perdita di potere d’acquisto dei ceti medi, dovuta a politiche d’austerity e aggravata da due anni di emergenza sanitaria, ha portato alla definizione di politiche di sostegno a livello europeo come il Programma Next Generation EU. In Italia il Recovery Fond è stato recepito come il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa economica e Resilienza). Da alcuni mesi se ne parla tanto, più in termini di propaganda politica che di obiettivi specifici e cronoprogramma, per cui è legittimo dubitare sulla qualità dei risultati e credere ben investiti i miliardi di euro ventilati.
All’oggi, riguardo alla Misura 5-“Inclusione e Coesione Sociale” non abbiamo rilevato esserci una comunicazione efficace a livello nazionale, tale da favorire le relazioni tra i vari attori del PNRR: gli ATS (Ambiti Territoriali Sociali), i progettisti, le imprese e gli enti del Terzo settore, in grado di portare agli enti pubblici le istanze reali dei destinatari degli alloggi sociali e delle risorse umane che potrebbero trovare occupazione, oltre a quelle già in organigramma già in afanno per la pandemia e per assistere nuove ondate di migranti.CONCLUSIONIAffinchè gli impegni presi dagli stati si trasformino in realtà esiste un organismo internazionale di controllo sui risultati delle politiche per gli alloggi: è il Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali. Ha il compito di verificare il rispetto dei diritti mediante l’esame di rapporti statali, valutare gli sforzi dei Governi per assicurare la disponibilità di abitazioni adeguate e raccomandare iniziative da realizzare per il futuro.Nel nostro Paese urge superare la fossilizzazione in discussioni sterili e attivare politiche mirate alla programmazione funzionale a soddisfare adeguatamente l’urgente domanda di alloggi agevolati e nel contempo facilitare l’assistenza alle persone fragili, come anziani e persone disabili rimaste sole.
Pensiamo che il futuro dell’assistenza di qualità dovrà uscire dalle logiche della speculazione. Dovrà necessariamente essere regolamentato e controllato da enti competenti in base a principi di solidarietà.
L’attuale sistema di sfruttamento di badanti, spesso extracomunitari, dovrà lasciare il posto a professionalità adeguatamente preparate ad offrire un supporto psicologico utile ad evitare maggiori disagi psichici e fisici degli assistiti.Infine, crediamo che le nuove tecnoclogie come le Blockchain e la domotica (BACS) possano favorire una reale inclusione delle persone fragili senza gravare ulteriormente sul bilancio pubblico la coprogettazione mediante l’istituzione di tavoli tecnici per la redazione di Linee Guida nazionali. Ai partecipanti potrebbero essere riconosciuti bonus fiscali o similari per il tempo dedicato e sottratto al proprio lavoro tipicamente di liberi professionisti o imprenditori, i veri portatori della conoscenza e del miglioramento continuo.Per conoscere e partecipare ai progetti su cui la nostra associazione ha aperto tavoli tecnici compilate il seguente formulario:

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