Blockchain, la rivoluzione silenziosa e gentile che migliorerà il mondo?

CHE COS’E’ E COME NASCE LA BLOCKCHAIN? Blockchain è un termine inglese coniato per definire una tecnologia basata su un Registro distribuito (Data Base), ossia l’opposto di un sistema centralizzato e piramidale, quindi letteralmente si tratta di un sistema costituito da una “catena di blocchi” condivisi dagli utenti di un network. Da circa un decennio la tecnologia è diventata nota …

Come e perchè attivare lo SPID personale?

CHE COS’E’ LO SPID? Iniziamo dall’ABC: SPID è la sigla di “Sistema Pubblico di Identità Digitale”. Per dotarsi di questa forma d’dentità digitale è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Basterà dotarsi di una coppia di credenziali (username e password), da noi formulate in base a dei suggerimenti di sicurezza forniti dal gestore della piattaforma di accreditamento. Le …

La domotica al servizio della “Chiamata d’assistenza”

[formidable id=”1″]IL PROBLEMA: TEMPI D’ATTESA INSOSTENIBILI Dopo quasi due anni di pandemia, la Sanità pubblica nazionale e di riflesso anche quella privata mostrano evidenti segni di cedimento: gli operatori sono in affanno per sovraccarico di lavoro e di conseguenza i pazienti si vedono ridotti i loro diritti, come ad esempio ricevere l’assistenza in tempi utili. Tramite i nostri associati abbiamo …

ATTIV@BILI, l’assistenza sanitaria domiciliare smart

L’ICT AL SERVIZIO DI “ATTIV@BILI” Grazie al partenariato con l’azienda Microdevice la nostra associazione ha avuto l’opportunità di conoscere un progetto virtuoso: ATTIV@BILI. Si tratta di un sistema digitale ideato per fornire assistenza sanitaria a domicilio.  Anche se risale al 2016, il progetto di ricerca nell’era dell’IoT (Internet of Things) e, in particolare, nell’ambito dell’ICT (Information Comunication Technologies) pensiamo debba …

Ausili motorizzati: guida alla selezione e acquisto

montascale a cingoli

La problematica del superamento delle barriere architettoniche è vasta e complessa, perché esistono infinite soluzioni. La scelta della soluzione adeguata dipende dalla combinazione di vari fattori: il tipo di barriera e di disabilità. Per quanto riguarda la disabilità motoria di seguito segnaliamo alcuni esempi di soluzioni commerciali al superamento di una scala a bordo di una carrozzina. Tutti i riferimenti …

Rischi della tecnologia 5G per la salute: verità o cospirazionismo?

E’ al centro delle polemiche negli ultimi mesi, ma che cos’è esattamente la tecnologia 5G? L’acronimo 5G sta per “Quinta Generazione” ed è lo standard di comunicazione cellulare che sostituirà gli attuali 3G e 4G (figura 1). Figura 1: L’evoluzione degli standard di comunicazione cellulare. Fonte http://www.whatmobile.net/difference-3g-4g-5g/ La caratteristica –teorica– di tale standard è la velocità di trasmissione dati, da …

Ingegnere cieco inventa un bastone che usa Google Maps per aiutare i non vedenti

Spesso è difficile riuscire a muoversi in città quando non si può fare affidamento sulla vista, le persone non vedenti sanno bene quanto fare azioni che ai più sembrano del tutto normali,  andare a fare la spesa, prendere la metropolitana, andare in posta, possano diventare molto complesse e piene di ostacoli per questo non può che fare piacere leggere di quando la tecnologia …

Circolazione sicura dei veicoli elettrici: carrozzine, propulsori e scooter

I PRINCIPALI RISCHI Molto spesso ci troviamo a spostarci per le strade della città con veicoli elettrici, tipo carrozzine con propulsori e scooter, senza sapere con sicurezza dove transitare. Vediamo dove è possibile circolare in sicurezza. Dobbiamo sapere che questi mezzi non sono considerati dei veicoli della stessa categoria degli autoveicoli, per cui è richiesta una patente. Pertanto gli utilizzatori di questi …

Nel futuro prossimo l’assistenza domiciliare sarà robotizzata?

Un’alternativa alla RSA in un film

Robot & Frank” è un futuristico film ambientato in una cittadina statunitense del 2030, in cui è narrata la storia di un anziano con demenza senile affidato ad un simpatico umanoide senza volto. Non sappiamo con certezza se nel prossimo futuro l’assistenza domiciliare sarà robotizzata, ma il film descrive uno scenario plausibile che suggerisce molti spunti di riflessione.
L’anziano malato di alzheimer viene affidato dai suoi famigliari all’assistenza domiciliare dal momento che non possono occuparsi costantemente di lui e poiché egli rifiuta di essere parcheggiato in un ospizio.

Il film affronta un tema ostico: l’assistenza alle persone con problematiche speciali. In Italia le statistiche prevedono -per i prossimi decenni- un invecchiamento consistente della popolazione specialmente di single e di coppie senza figli. Insomma, un vero problema sociale a cui pochissimi politici hanno dedicato attenzione nelle loro campagne elettorali e prospettato adeguate misure per supplire all’insufficiente e spesso inaccessibile offerta di assistenza nelle RSA.
Benché il titolo possa suonare deprimente, in realtà, il film è divertente, poiché riesce racconta felicemente in chiave ironica il disagio di molti anziani abbandonati a se stessi, strappando più di una risata convinta, come se il tema non ci potesse mai riguardare. E’ una delicata apologia, dolce amara, della memoria, interpretata in modo magistrale dall’attore protagonista Frank Langella assieme alla meravigliosa Susan Sarandon. Già dalle prime scene, pur essendo fuori legge, il nostro riesce, teneramente, a conquistare anche lo spettatore più intransigente.

Il regista, Jake Schreier, in 85 minuti ci proietta in un futuro credibile, piuttosto simile al nostro presente, tempestato di vari ausili smart grazie alla tecnologia Internet delle cose (Internet of things) e all‘ingegneria meccatronica, ma con la differenza che i robot fanno parte ormai del quotidiano, vuoi come collaboratori domestici o come badanti di persone anziane.
Frank è un attempato atletico ma notevolmente smemorato e con una vita vissuta ai limiti della legge: qualche anno trascorso in galera per furti alla Robin Hood, a persone ricche, due figli trascurati e una moglie abbandonata per inseguire sogni e libertà. La sua demenza comincia a interferire in modo preoccupante nella sua vita, fino a portargli vuoti di memoria e perdita di lucidità. Uno dei figli, pertanto, decide di regalargli un robot che si occupi di lui h24. Inizialmente Frank lo vive come un’ingerenza nella propria autonomia, non sopporta di essere accompagnato ovunque dall’umanoide inespressivo, anche alla biblioteca dove Frank corteggia una simpatica bibliotecaria.
Pian piano inizia una sfida dialettica e una “conoscenza” reciproca che li porta ad una simbiosi conflittuale divertentissima, ma anche affettuosa, visto che il robot è programmato per prendersi cura di Frank con tatto e delicatezza e Frank trova nel piccolo umanoide un interlocutore che lo fa tornare al passato, alle sue avventure, al desiderio di riprenderle usufruendo delle capacità tecniche del robot – come per esempio individuare la combinazione di una cassaforte in pochissimi minuti. E quando ad una cena di beneficenza incontrano un ricco arrogante, che a Frank sembra essere sul punto di truffare la biblioteca cittadina e quindi la sua amica, decide di tornare in scena progettando un furto nella cassaforte del magnate. Un’ultima avventura, un’ultima emozione, un’ultima azione per chi è nella fase finale della via può essere ciò che fa la differenza fra lasciarsi morire ed avere voglia di vivere, quel progetto, quello scopo che da troppo tempo manca, perché la società non concede spazi agli anziani e perché la famiglia non sempre può bastare – quando la figlia di Frank, la ancor deliziosa Liv Tyler, si trasferisce da lui per prendersene cura non riesce a trovare la modalità giusta e finisce con l’infastidirlo con le sue premure. Il film di Schreier ha il pregio di essere aderente alle problematiche degli anziani senza tacere le difficoltà e la sofferenza che il decadimento mentale provoca a chi lo sperimenta in prima persona – la scena in sottofinale nella biblioteca è un perfetto esempio di dramma familiare che tocca nel profondo – ma ha anche i toni leggeri della commedia statunitense Buddy Buddy e poco conta che uno dei due amici sia un robot, la coppia cinematograficamente funziona e Frank Langella regala la sua fisicità e il suo sguardo ironico ad un personaggio tenero e combattivo, fragile e spericolato, costruendo un anziano, paradigma di tutti gli anziani, cui basta la scintilla di un desiderio o di un interesse per tornare a partecipare a quella vita di cui solo un piccolo robot bianco sembra capirne il valore.

Per concludere, anche in questa storia, come in tutte le situazioni reali, si possono scorgere aspetti negativi e positivi. L’importante è che il bilancio finale sia a favore di quelli positivi, come per esempio poter contare sull’efficienza di un robot per tutte le faccende quotidiane rognose e insostenibili per un anziano diventano e quindi poter sempre contare sulla pazienza infinita e amabile, difficilmente riscontrabile  gratuitamente da un proprio stretto famigliare e men che meno da uno straniero che si improvvisa badante, poiché è un lavoro che a torto viene ritenuto accessibile senza avere competenze specifiche: culturali e ne intellettuali.

Per noi di MAP suggerire la riflessione sul tema dell’importanza dell’assistenza adeguata è già un discreto traguardo.

Per chi non avesse visto il film anticipiamo il trailer

Buona visione!